Tra i due litiganti

Che cosa succede quando i genitori la pensano diversamente sull'educazione dei figli? Si può forse essere d'accordo sui principi generali ma è inevitabile che nel quotidiano ci si imbatta in situazioni in cui la mamma e il papà reagirebbero - reagiscono - diversamente. Spesso uno è più severo dell'altro, uno concede e l'altro dice sempre di no. Può succedere anche che il modo di comportarsi con i bambini di fronte a un problema generi conflitti tra gli stessi genitori.

 



Ognuno di noi ha dei punti deboli: c'è chi si sente impotente davanti a un bambino che non mangia, oppure c'è chi viene assalito dalla rabbia all'ennesima crisi di pianto. Il motivo per cui questo ci accade magari non lo conosciamo, ma certo è nascosto dentro di noi, nella nostra storia. All'altro genitore questo non succede perché ha avuto un vissuto diverso. L'eventuale incapacità di gestire alcune situazioni è specifico per ognuno, ma non per questo un genitore appare migliore dell'altro.

 

Io credo che questa differenza di vedute sia una ricchezza per i bambini, soprattutto se c'è alla base una stima reciproca e un'aperta ammissione di diversità di opinioni di fronte ad alcune problematiche.

L'altro genitore può svolgere una funzione di garante davanti a una tensione o a un confronto; l'importante è che non ci sia un giudizio diretto all'altra persona ma semmai una protezione e un'empatia nei confronti del bambino. L'obiezione che potrebbe sorgere è che il bambino si trovi disorientato quando vede i genitori che la pensano diversamente; oppure potrebbe approfittare per ottenere qualcosa dal genitore che sa più accomodante in quel momento.

A mio avviso, se l'intento di entrambi è di trattare con rispetto il bambino pretendendo il rispetto dei principi base su cui si regolano i rapporti di tutta la famiglia, allora non c'è confusione, ma equilibrio. Il bambino impara che nessuno è infallibile, che la diversità di vedute esiste e quando c'è viene rispettata. Forse nel momento del conflitto correrà tra le braccia del genitore più accondiscendente o meno coinvolto emotivamente, ma questo, a mio parere, non è uno svantaggio, bensì un aiuto per il genitore che in quel momento si trova in evidente difficoltà. 

E per il bambino è bello sapere che comunque anche nel torto presunto c'è qualcuno che ti accoglie, che capisce, e che se occorre ti difende.

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Mauro e il leone

Dei leoni certo bisogna avere paura, sono belve che possono diventare terribili. Ma un giorno, qui, una bellissima ragazza vestita di rosso dà il via a un patto magico fra i bambini e i leoni. È così che un bambino, Mauro, e un poderoso Leone, Ulisse, diventano amici per la pelle. Tanto che, come Ulisse è pronto a tutto pur di aiutare Mauro, anche il bambino si sente pronto a tutto quando è il leone che deve essere aiutato e difeso. Così comincia questa grande storia fittissima di avventure sorprendenti, in un mondo spesso popolato di personaggi infidi e malvagi.

È una storia famosa che ha affascinato moltissimi bambini.
Illustrazioni dell'autore.

Consigliato dai 5 anni

Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann

Il Primo Ministro prese posizione dietro il podio. Nella stanza, tutti aspettavano in silenzio. In tono fermo e solenne annunciò: «Devo informare che recentemente i servizi segreti israeliani hanno catturato uno fra i maggiori criminali nazisti, Adolf Eichmann, responsabile insieme ad altri dirigenti nazisti di quello che essi stessi avevano definito "la soluzione finale del problema ebraico", cioè lo sterminio di sei milioni di ebrei europei. Adolf Eichmann si trova attualmente in carcere in Israele e presto sarà condotto in tribunale in conformità alla legge per i reati commessi dai nazisti e dai loro alleati». 

Neal Bascomb è giornalista, saggista e autore di molti bestseller per adulti, tra cui "Hunting Eichmann", dal quale è stata tratta la versione per ragazzi, intitolata appunto: "Nazi Hunters. L'avventurosa cattura del criminale nazista Adolf Eichmann."

Il libro descrive nei minimi dettagli e con dovizia di particolari quella che fu la cattura di Adolf Eichmann, capo del dipartimento IVB4, la divisione delle SS responsabile della "soluzione finale", che dopo la fine della seconda guerra mondiale partì dall'Italia per l'Argentina dove cominciò una nuova vita insieme alla sua famiglia.
Nonostante il suo tentativo di vivere una vita nell'anonimato per non farsi scoprire, verrà individuato, infatti, David Ben Gurion, primo ministro israeliano, decide di inviare in Argentina un gruppo scelto di spie del Mossad (servizi segreti israeliani) molte delle quali avevano perso familiari nei campi di concentramento, con il compito di catturare e trasportare a Gerusalemme, in assoluta segretezza, l'emblema dell'orrore dell'Olocausto. Lì sarà oggetto di uno dei più importanti e significativi processi contro i crimini perpetuati dai nazisti. 

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, scoprendo l'omonimo campo di concentramento, cinquantacinque anni dopo, nel 2000, è stata scelta questa data per commemorare ogni anno le vittime del nazismo.

Il libro di Bascomb mette in evidenza due aspetti che raramente vengono toccati quando si parla di antisemitismo ai ragazzi: il primo e alquanto intuitivo, è che la fine della seconda guerra mondiale non ha significato la fine dell'ideologia nazista che anzi ha continuato a serpeggiare sia tra chi aveva vissuto la guerra così come tra i giovani, nei paesi europei come in quelli oltre oceano.
Un esempio è l'Argentina: simpatizzante nazista che è uscita dalla sua neutralità politica e si è schierata con gli Alleati solo poco prima della fine della guerra, quando oramai era chiaro che le potenze dell'Asse sarebbero state sconfitte. Il suo appoggio agli Alleati è stata una scelta politica intelligente e durante gli anni dopo la fine della guerra ha aiutato diversi esponenti del partito nazista a nascondersi cambiando identità.
Per questo motivo, la cattura di Eichmann da parte del Mossad è stata un'operazione molto rischiosa da svolgere in completa segretezza.

Il secondo aspetto è l'importanza che ha avuto per il popolo ebraico e il neonato stato di Israele il processo a Eichmann. L'autore infatti scrive: "il processo si rivelò quasi più importante nel campo dell'educazione che in quello della giustizia" perché per la prima volta, dopo il processo di Norimberga, permise ai sopravvissuti di parlare apertamente delle loro esperienze. Fu un processo di educazione per i ragazzi che dovevano conoscere ciò che era stato fatto al popolo ebraico e contemporaneamente Israele legittimava così la nascita del paese, che assumeva quindi il vessillo del rifugio di tutte le vittime del genocidio che era stato commesso.

autore: Neal Bascomb

editore: Giunti editore