Le aspettative disattese

Cosa si aspetta un genitore che iscrive il figlio al nido? Mi sono trovata a riflettere su questo.

Fuori dal cancello dell'asilo che frequenta mio figlio, in un giorno di fine maggio, scopro chiacchierando con un paio di mamme che sono molto deluse dell'esperienza di quest'anno scolastico che va a terminare. 

Le loro bambine, rispettivamente di diciotto e venti mesi, compagne del mio, sono state a detta loro ipostimolate rispetto alle loro possibilità. Scopro quindi che le mie aspettative riguardo al nido erano molto ma molto più basse rispetto alle loro. 

Cosa deve o dovrebbe fare un bambino non ancora duenne durante la mattinata? Perché la mancanza di attività specifiche come ad esempio la musica o l'inglese possono far la differenza tra un nido e un altro? 

Io non credo nell'iperstimolazione, credo nel rispetto dei tempi. 
Sono convinta, conoscendo il mio bambino, che sia preferibile un ritmo pacato con moltissimo spazio per il gioco libero, quel gioco che dà la misura di sé e dell'altro e che fa sperimentare le proprie capacità in un ambiente privo di genitori. Ma percepisco chiarissima l'ansia nelle parole di quelle mamme: "se non imparano subito poi sarà tardi", ma se chiedo tardi per cosa non rispondono. 

Forse dimentichiamo troppo spesso che quello che per noi è scontato per loro è una discreta fatica, mentale e fisica. Salire e scendere continuamente dai giochi, condividere gli oggetti, rispettare le regole, riconoscere le educatrici come punti di riferimento sono attività che devono necessariamente maturare con il tempo. Per non parlare dello sviluppo del linguaggio, del senso di orientamento, della motricità fine. 


Se il bambino è impegnato in tutto questo come può aprirsi a diversi apprendimenti? 

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Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud

Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

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