Sono così piccoli

Sono così piccoli, e già danno filo da torcere; un'orda inarrestabile, forse fatta apposta per scaricare sulle mamme quel senso di disorientamento, e poi d'inadeguatezza, e poi di colpa, e poi...

L'amore fortissimo che ci lega ai nostri bambini ci guida ad entrare in sintonia con loro; ed è lo stesso amore che ci procura timore di sbagliare, tanto da indurci a sbagliare davvero.

Che cosa si può fare per armonizzare il rapporto dei piccini con il resto del mondo?

Si potrebbe partire dal loro punto di osservazione per scoprire, ad esempio, quali sono bisogni veri e quali i cosiddetti capricci; ma anche le strategie da applicare nel momento del conflitto, con la fermezza generata dalla consapevolezza; a volte è utile un consiglio professionale (magari basta l'educatrice del nido o la maestra della scuola materna, se percepite come competenti e disponibili), per dare sicurezza alle proprie decisioni ed azioni.

Alla base di tutte le buone relazioni, tuttavia, c'è la chiarezza: misura nelle richieste, trasparenza nei ruoli, coerenza nella proposta di sé.

Le richieste giuste da porre al nostro bambino sono quelle alla sua portata, ma non troppo banali; una lieve difficoltà da superare, un minimo disagio da accettare, l'assunzione di una piccolissima responsabilità, una regola semplice da fare propria, lo aiutano a diventare ed a sentirsi più competente, "bravo"; e bisogna dirglielo, sottolineare con equilibrio ogni conquista.
Richieste troppo basse non lo stimoleranno, troppo alte lo faranno sentire incapace e lo demotiveranno.

I ruoli ben definiti rafforzano, danno sicurezza; la mamma è in gamba, sa contenere le mie lune storte e consolare le mie tristezze: è forte, posso fidarmi di lei, so che saprà proteggermi se qualcuno/qualcosa tenterà di farmi paura.

Un genitore coerente ha reazioni prevedibili, commisurate all'azione cui risponde; se faccio cadere la cioccolata sulla tovaglia di fiandra, la mamma brontola allo stesso modo di quando c'è la tovaglietta di plastica, perché io ho fatto la stessa cosa, sono vivace e ho combinato lo stesso pasticcio; non conosco il valore delle due tovaglie, non so neanche quanto tempo occorra per smacchiare e stirare la fiandra; se in questo caso la mamma si trasforma in un orco minaccioso, io non capisco e mi spavento di più.

Infine, è bene considerare l'apprendimento per imitazione e il disvalore relazionale della legge del più forte.

Un lieve sculaccione è comunque un attacco fisico conseguente ad un comportamento ritenuto inadeguato; s'impara.

Soprattutto, un bambino è sempre indifeso, anche quando fa capricci tremendi, anche quando è nervoso e ci strema; potremmo ammazzarlo con una sola mano, vero?
Le nostre mani su di lui sono come le mani del pugile sulla gente comune: armi. 
Con la differenza che il pugile non ama chi colpisce, noi invece amiamo i nostri bambini e sappiamo accettare i loro momenti di difficoltà; è allora che hanno più bisogno di noi, delle loro mamme forti.

Ed è specialmente allora, che non possiamo mancare all'appello.

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Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi

Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi

I bambini nascono per essere felici. I diritti li aiutano a crescere

Il termine "diritto", sempre più presente nel nostro vocabolario comune, è alla base del nostro vivere, per questo è fondamentale che anche i più piccoli ne conoscano il significato, che siano consapevoli che in quanto bambini, hanno dei diritti propri, perché anche "da grandi" ne siano veri promotori.

Le parole di Vanna Cercenà e le immagini di Gloria Francella danno qui una reinterpretazione della "Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991".

Data la complessità del testo originale, gli articoli sono stati raggruppati in temi principali: da quelli a carattere più generale a quelli più specifici su identità, famiglia, partecipazione, educazione, protezione, salute, informazione, controllo dell'attuazione. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato puntualmente con il riferimento agli articoli - spiegati con termini semplici e comprensibili – e una divertente e arguta filastrocca, di cui le immagini, coloratissime e ricche di particolari, sono il perfetto complemento visivo.

Come gli altri libri-gioco della collana Carte in Tavola, seguendo la numerazione delle schede, si affiancano le immagini fino a formare un'unica grande tavola illustrata: un grande albero su cui "sbocciano" le rappresentazioni dei 20 diritti riportati sul retro.

TEMI TRATTATI: diritto, famiglia, identità, multiculturalità, informazione, gioco, disabilità, salute, uguaglianza, pace, scuola, libertà, genitorialità, Stato.