La TV e l'infanzia (sempre più breve)

Nel 2004 a Cavriglia, in provincia di Arezzo, ha preso avvio un curioso esperimento, ideato dall'università di Firenze e dall'Ospedale pediatrico Meyer: per una settimana settantaquattro bambini fra i 6 e i 12 anni hanno vissuto in totale astinenza dalla televisione.

L'esperimento si era svolto in due settimane. Durante i primi sette giorni i bambini avevano seguito le loro normali abitudini, mentre nella seconda settimana non avevano mai guardato la televisione, né usato computer o videogiochi. Le analisi effettuate sulle urine dei bambini hanno dimostrato che i livelli di melatonina erano aumentati notevolmente nei bambini non esposti ai vari tipi di monitor: in soli sette giorni il loro organismo aveva prodotto il 30 per cento in più di ormone. La melatonina, molecola naturale prodotta dalla ghiandola endocrina pineale, è chiamata anche l'ormone del buio, perché il suo livello resta normalmente basso durante le ore di luce mentre si alza di sera. L'ipotesi dei ricercatori è che l'eccessiva esposizione agli schermi luminosi durante le ore serali abbassi i livelli di melatonina, confermando così la tesi che TV, computer e videogiochi anticipano l'arrivo della pubertà. I ricercatori hanno sottolineato comel'esposizione dei bambini a Tv, Pc e videogames sia in grado d'incidere significativamente sui tempi di crescita del singolo bambino, oltre che sugli equilibri sociali da cui dipendono le abitudini delle famiglie

Una seconda fase dell'esperimento era prevista nel 2006 quando l'esperimento doveva coinvolgere un numero doppio di bambini rispetto alla prova procedente. Quali che siano gli esiti della seconda fase di questo studio, è comunque bene ricordare quanto esposto dall'Osservatorio sui diritti dei Minori in una pubblicazione su Infanzia e TV di cui segue un breve estratto:

Il ruolo principale di educatori al consumo della televisione resta in ogni caso affidato principalmente ai genitori, ai quali si raccomanda di non far guardare troppo e nemmeno troppo presto la televisione, perché si tratta di abitudini che potrebbero rivelarsi dannose per lo sviluppo stesso dei bambini. 

La Società Italiana di Pediatria ha voluto prendere posizione in tal senso, redigendo un interessante decalogo a cui ogni genitore dovrebbe attenersi e che, riassumendo, recita così:

1) consentire ai propri figli la visione dei programmi televisivi per non più di due ore al giorno;
2) evitare di farla vedere subito prima di andare a dormire e la mattina appena svegli;
3) non usare la televisione come premio o castigo;
4) scegliere insieme ai figli i programmi da vedere e motivare sempre le esclusioni di quelli non graditi;
5) essere presenti il più possibile quando i figli guardano la televisione;
6) dimostrarsi disponibili a commentare quanto si vede in televisione;
7) fare molta attenzione alla quantità ed alla qualità dei cibi che i ragazzi consumano guardando la televisione;
8) fare attenzione alla postura assunta dai figli davanti alla televisione;
9) fornire ai propri figli alternative alla televisione, dimostrando che non è l'unico passatempo esistente invitandoli a fare sport, passeggiate, letture, frequentare amicizie nuove, ecc.
10) essere sempre consapevoli che gli effetti positivi o negativi che possono dipendere dalla televisione derivano non solo dalla qualità dei programmi trasmessi, ma anche dall'uso che si fa in famiglia del mezzo televisivo.

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