Educare alla libertà

Esperienze in una scuola Waldorf 

Un altro anno è terminato e nonostante questo sia il terzo che trascorriamo accolti da questa grande famiglia, tutto mi appare ancora nuovo, denso di emozioni e di scoperte.
Non è facile descrivere cosa sia essere, vivere, crescere in questa scuola. 
Non lo è principalmente perché l'opera del suo fondatore, Rudolf Steiner, è così vasta, così profonda da toccare ed approfondire tutte le più piccole sfaccettature che compongono l'essere umano. 
Non lo è perché una scuola Waldorf è fatta di persone che si suddividono e tentano di armonizzare un organismo-scuola e che vi riversano energie, sostanze e speranze quotidiane.
Non lo è perché queste meravigliose creature, che sono i nostri figli, hanno dentro loro uno spazio così vasto ed imperscrutabile che i nostri occhi, velati oramai dalle consuetudini del mondo, non possono percepire.

Una cosa ho cercato di imparare in questi anni: vedere il mondo con gli occhi di mio figlio. Questa scuola me lo sta insegnando, scandendo con ritmi precisi il nostro tempo, l'anno che trascorre, le stagioni che passano. Un ritmo che crea armonia.
Ecco, il termine che forse più definisce per me questa scuola: armonia.
L'armonia di accompagnare la crescita del bambino rispettando i settenni che cadenzano lo sviluppo del corpo fisico, eterico, astrale e spirituale. Ed è armonia che si cala in ogni momento della loro giornata: dai giochi fatti con materiali naturali e semplici che lasciano lo spazio alla fantasia, ai girotondi che ritmano stagioni e feste, al tavolo delle stagioni dove semplici teli di seta drappeggiano le pieghe del tempo che passa. 
L'armonia che accompagna poi questi cuccioli che crescono nella prima classe, con un maestro che li seguirà per otto anni col quale tessono una relazione profonda che diviene un reale punto di riferimento, da adorare, da demolire e da stimare nei tempi più opportuni.
L'armonia che sanno generare questi instancabili insegnanti: vere e proprie ancore di salvezza nel periodo di asilo, che sanno accompagnarti con la stessa cura che dedicano ai tuoi figli e che al momento di spiccare il volo verso la crescita sanno stendere quel necessario filtro verso i genitori.
Armonia che si esprime al massimo con l'euritmia, la musica, il canto, i lavori manuali, il disegno, la pittura, la scultura: solo seguendo i ritmi del corpo, dell'anima e dello spirito ogni insegnamento esprime il suo massimo e non crea forzature e dissonanze.

Educare i bambini significa capire e rispettare i tempi di crescita e sviluppo dell'intero individuo che è fatto di un corpo da sostenere, da una mente da aprire e da uno spirito da risvegliare a coscienza. Ogni stimolo che giunga in tempi non adatti ha il solo effetto di sottrarre energie alle giuste forze di costruzione, creando, nel tempo, difficoltà e danni. 
Tutto questo si ottiene con cura ed attenzioni quotidiane che passano, senza interruzioni, dalla scuola alla famiglia e che portano ad una auto-educazione che si riflette, inevitabilmente, sui nuclei familiari e sulla società.

Una scuola Waldorf non si ferma mai: fino a sera tarda, di sabato, di domenica, durante le vacanze, brulica di attività, gruppi di lavoro, di studio, conferenze, riunioni. E tutto ciò intride di energie e forza l'intero edificio, contribuendo all'educazione alla libertà di noi tutti.

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Una bambina

Una bella bambina con grandi problemi emotivi e con una grave situazione familiare e di disagio viene accolta in una classe speciale da un'insegnante specializzata a seguire bambini con difficoltà, con fragilità emotiva.

Torey Hayden racconta questa esperienza con grande partecipazione ed emozione; il coinvolgimento per chi legge è davvero grande: si prova rabbia, speranza, apprensione e commozione per i progressi di questa bambina. Il libro si legge tutto d'un fiato e l'empatia che l'autrice mostra per questa bambina è totale. La Hayden è specializzata in psicopatologia infantile e i bambini che descrive nei suoi libri, i "suoi" bambini, sono provati da terribili esperienze di abbandono, violenze sia fisiche che morali. Eppure rimangono pur sempre dei bambini e le loro emozioni ci coinvolgono e ci accorgiamo che sono anche le nostre.

Autore: Torey L.Hayden

Editore: Corbaccio

 

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento

Non sono più rami storti da raddrizzare e nemmeno vasi da riempire i nostri ragazzi che frequentano le scuole, siano esse primarie, secondarie o università . L’insegnante deve recuperare il ruolo che è indicato nella stessa etimologia  della parola “insegnare”, lasciare un segno, un’impronta importante nell’allievo, svincolandosi dal contenuto del sapere, per trasmettere l’amore per il sapere. 

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Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)