I piccoli ed il Grande

Quando Brunelleschi progettò l'Istituto degli Innocenti a Firenze, lo pensò e realizzò con due chiostri: uno per gli adulti ed uno per i bambini. Il secondo non solo è più piccolo come superficie, ma ha colonne più sottili, volte più basse, archi più stretti. Brunelleschi scrisse che così lo voleva affinché i piccoli non si sentissero schiacciati da strutture non in proporzione con la dimensione del loro corpo, e non si spaventassero per l'eccessiva imponenza di colonne e volte.

I bambini adorano ancora oggi quel chiostro. E chiunque ci trascorra anche solo qualche minuto si sente protetto e rassicurato. Senza capire esattamente perché.

Mi sono spesso resa conto che le reazioni dei bambini, di fronte a spettacoli grandiosi, non sono analoghe alle nostre: li portiamo sotto un cielo stellato dicendo "Guarda che meraviglia, quante stelle", e loro ci tirano per la manica perché vogliono rientrare in casa. 
Arriviamo in cima ad un crinale, da dove si vede il mondo, e loro si chinano a raccattare sassolini.
Ci tuffiamo in un mare blu, rivolti verso l'orizzonte, e loro cercano un'insenatura, una piccola baia, o, meglio ancora, vanno a stanar granchi sugli scogli.

Probabilmente non è nella natura dei cuccioli l'apertura verso il mondo grande e vasto. Riuscire a sedersi sotto un cielo stellato, godendo della sua magnificenza, senza sentirsi schiacciati da tanta grandezza, è forse un traguardo da raggiungere a piccoli passi. D'altra parte, sarei davvero contenta se i miei figli, un giorno, potessero provare la felicità che mi riempie quando guardo il cielo o lascio che la corrente mi trascini al largo. Che potessero assaggiare quel distillato di gioia che è il premio di chi raggiunge una vetta, o anche solo un crinale.

Pensando al Brunelleschi, e non avendo la possibilità di rimpicciolire la volta celeste, ho provato a proteggerli da troppa grandezza attirando la loro attenzione su particolari di dimensioni (anche solo apparentemente), più accettabili.

Per il cielo funziona la luna, che però è un po' troppo primadonna; mi aiuta spesso Marte, che è rosso e si distingue bene (quando c'è). D'estate la costellazione dello Scorpione si individua facilmente, bassa sull'orizzonte verso Sud, ed ha un cuore, Antares, il rivale di Marte, sul quale c'è molto da dire. 
Degli aerei si riesce a parlare a lungo, sono "umani" e per questo rassicuranti. 
Cercar satelliti o aspettare stelle cadenti è il modo migliore per tenere i loro occhi incollati al cielo: ne esploreranno tanti piccoli settori, finché non avranno il coraggio di guardarlo tutto assieme.

In montagna occorre alzare lo sguardo lentamente: partiamo dai sassi, i bruchi e le cavallette. Poi vengono i prati più lontani, magari alla ricerca di una marmotta; un falco può aiutare, un ghiacciaio è ancora meglio. 
I confini, come gli aerei, sono umani e rassicuranti: al grido "Guarda, la Spagna!" un bambino, in genere, riesce a fissare gli occhi lontano, anche se poi gli si stampa sul viso un punto interrogativo. 
In effetti i confini, visti dal vero, non hanno molto senso.

In mare, con mio stupore, funziona il "sott'acqua": probabilmente la visibilità ridotta e la minuzia del fondale li aiuta a far pace con l'enormità di quella massa acquosa. 
In superficie ci sono le barche, ma non mi sembrano efficaci: a volte sono troppo lontane, spesso si muovono. Le boe invece, quando ci sono, sono perfette: galleggiano, non si allontanano e si fanno raggiungere. "Arriviamo alla boa" è la frase magica per portare un bambino al largo. La prima volta, aggrappato alla boa, guarderà la spiaggia per due minuti e l'orizzonte per un secondo; la seconda volta la spiaggia per un minuto e l'orizzonte per due secondi; la terza volta, forse, farà il morto e si lascerà andare alla corrente. A questo punto mi resta il dubbio su cosa sia meglio: che la corrente porti a terra o al largo?

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Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud

Genitori in Gioco

Ben 240 attività fisiche, manuali e intellettuali, suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte a tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni da svolgere da soli o con i compagni, in casa o all'aperto, questi giochi stimolano l'immaginazione e la creatività dei bambini e rendono più profondo il legame con i loro genitori.

Una guida che, con entusiasmo ed energia insegna ad esplorare, manipolare, far finta che, sporcare la cucina, animare pupazzi e peluche, disegnare su fogli ciclopici, utilizzare materiali insoliti, in compagnia dei propri figli.

Ogni momento trascorso insieme è un'occasione unica per conoscersi meglio e rinsaldare il legame affettivo; attraverso il gioco, si comunicano sensazioni ed esperienze e si apre la porta alla conoscenza del mondo.
I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all'aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall'invenzione di storie agli sporto più classici rivisitati a "misura di bambino".

autore: Alessandra Zermoglio

editore: Sonda

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica