La classe ideale (per una maestra ideale)

Ogni insegnante ideale sogna una classe ideale in cui i bambini arrivano puntuali al mattino con i loro zaini che contengono tutto: i quaderni, i libri, un astuccio rifornito e in ordine.


Ma sarà solo la maestra ideale ad avere cotanta fortuna.
Alla povera insegnante sfigata tocca il solito gruppo di scatenati bulletti e di bamboline alla moda che regolarmente arrivano alle 08 e 15 minuti con gli zaini aperti, con un solo, macilento quaderno, il diario a pezzi e l'astuccio che piange miseria e invoca gli aiuti umanitari.

La nostra maestra ideale, chiudendo la porta dell'aula, aspetta che i suoi alunni la salutino, poi chiede loro di aprire gli zaini e di riporre le loro cose nei banchi. Quindi controlla i compiti chiamando ad uno ad uno i bambini alla cattedra. Questi in ordine, aspettando il loro turno in silenzio, eseguono i comandi dell'amata maestra ideale.

La sfortunatissima maestra di serie B non avrà mai il piacere di vedere ordine nei banchi dei suoi alunni. 
Su quei banchi c'è di tutto: un bicchiere di estathe vuoto e schiacciato che verrà utilizzato per giocare a palla a ricreazione, il game-boy, le figurine di yughi-ho (si scrive così?) o le barbie con i loro beauty-case, i diari personali (guai a tirar fuori quello scolastico, sarebbe una "roba da vergogna"...), qualche fazzoletto di carta usato, quattro mozziconi di matite colorate senza punta (la gomma no, tanto la fregano al compagno che sta dietro) e il solito macilento quaderno pieno di orecchie e macchie di unto, di colore e buchi vari che aspetta il momento in cui le sue pagine saranno utilizzate a scopi didattici, invece di essere regolarmente fatte in pezzi che verranno poi utilizzati come "pizzini".
La povera tapina impiegherà un'ora per controllare i compiti, mentre A. urla che E. gli ha tirato una penna in testa, G. frignerà perché R. le tira i calci da sotto il banco e J. scarabocchia il quaderno di B. che a sua volta gli ha strappato la pagina del diario.
La nostra eroina non ha mai la fortuna di sedere sulla sua comoda sedia con i braccioli con le gambe sotto la sua adorata cattedra, no, non le è permesso
Dovrà affannosamente girare fra i banchi acciuffando ora uno, ora l'atro, consolando la biondina dell'ultimo banco sempre in lacrime, mettendo a confronto i leader del momento per indagare su chi ha mangiato i crackers della biondina in lacrime.
Finalmente arriva il momento di fare "lezione".

Il nostro esempio di efficienza scolastica tira fuori il sussidiario e comincia a leggere il capitolo di scienze, consapevole che i suoi "soldatini" sono lì in ascolto, assetati di "sapere".
Bambini stamattina studiamo il TATTO. Si chiama tatto ( da "toccare" ) il senso che ci permette di avere informazioni sugli oggetti o l'ambiente con cui siamo a contatto, attraverso la pelle riceviamo molte informazioni…
I poveri piccoli, efficienti, diligenti scolari ascoltano con attenzione…apparente, mentre il pensiero va alla partita di pallone, magari, o alla festa in casa di tizia o caio, o alle prove del saggio di danza.
A casa la mamma li aiuterà a "capire meglio" oppure chiederanno al papà alla sera, o al nonno, forse allo zio.
Qualcuno ci sarà che li aiuti a capire cosa sono i "PROPRIOCETTIVI", giusto? 

Ma la nostra maestrina scalmanata e sensibile ha deciso di cambiare aria e sistema: 
Bambini, chiudete il libro e andate a mettervi la giacca: usciamo!
E fra le urla di gioia il gruppo esce in corridoio, ma lì in ordine, quasi come fossero incantati da un pifferaio magico, si vestono e si mettono in fila.
Fuori fa un po' freddo, giorni fa è nevicato, ma oggi è una bella giornata.
La maestra fa toccare la neve a tutti, poi li invita ad osservare intorno: c'è chi vede un sasso. Chi un gattino infreddolito. Molte altre cose colpiscono la loro attenzione, ne parlano e si confrontano.
Finito il giro si torna a scuola: brrr che freddo! che bell'esperienza però! Il tepore della scuola fa piacere.
Ecco la maestra diventa una fata: con un incantesimo tira fuori dalle testoline dei suoi bambini tutte le idee che vi sono dentro, e scopre che ce ne sono tante! Ognuno parla, con entusiasmo dell'esperienza appena fatta, fa collegamenti con esperienze personali, intuisce un meccanismo, fa un nesso logico con la lettura del giorno prima. Loro non lo sanno ancora ma anche loro hanno fatto lezione sul "TATTO"!

Secondo voi, qual è la maestra più in gamba, quella che è riuscita a trasmettere "cultura e sapere" ai suoi alunni? Quella cultura e quel sapere che non dimenticheranno mai?


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