Clown in corsia

Improvvisamente spunta un sorriso su quel musino triste, in corsia sono arrivati iClown Dottori che con la loro allegria riescono a far sorridere anche i bambini più spaventati. 

Con grande maestria sdrammatizzano, tirando fuori dalle tasche dei loro bianchi camici palloncini colorati, fazzoletti leggeri e scotole contenenti la collezione rara di caccole della dottoressa Molletta: la risata è inevitabilmente tanto forte che coinvolge anche i genitori che assistono i piccoli pazienti. 


La clownterapia, un nuovo tipo di terapia medica alternativa, è una tecnica derivante dal circo e dal teatro usata in contesti di disagio quali gli ospedali. Recenti studi dimostrano che il sorriso aiuta i bambini a superare l'angoscia della malattia e dell'ospedale, migliorando il loro stato emotivo e accelerando la guarigione. 

Il ricovero ospedaliero per un bambino è sempre un evento traumatico, perché perde i suoi punti di riferimento: i Clown Dottori rendono migliore la qualità della degenza dei bambini e facilitano le cure ospedaliere, perché lavorano a stretto contatto con l'équipe sanitaria ed ogni loro intervento è preceduto da brevi momenti informativi con il personale del reparto, in modo da poter essere in grado, di volta in volta, in maniera flessibile e rapida, di scegliere il tipo di intervento più adeguato da mettere in campo con i singoli bambini. 

L'ideatore è Hunter Patch Adams, medico statunitense, secondo il quale il vero scopo del medico non è curare le malattie, ma prendersi cura del malato. 

In Italia l'iniziativa è portata avanti da privati e da associazioni di volontariato. 

Clown One Italia Onlus, presente in diversi ospedali italiani, si occupa anche di portare aiuto umanitario e arte come strumento di pace e solidarietà nel mondo, dove ci sono situazioni di emergenze, con équipe miste di clown, artisti, medici, infermieri e volontari. L'associazione è nata come realtà italiana, collegata al progetto del dottor Patch Adams "Clown One". 

Clown One Italia Onlus, dopo aver concluso con successo la missione in Cambogia nel 2005, a sostegno di orfani e bimbi con AIDS, è ora impegnata nella nuova missione umanitaria "Nepal - Kumari 2006" (8-20 ottobre 2006) in Nepal, per dare sostegno alle bimbe vittime di violenza e sfruttamento. Ogni anno circa 6000 bambine e giovani donne vengono trafficate a scopo sessuale verso l'India e verso altri paesi asiatici. 
Il progetto "Kumari" finanzierà a Katmandu, grazie a degli sponsor, le attività di un centro per bambine e donne che hanno subito violenze e garantirà l'intero ciclo dell'istruzione primaria (dieci anni) a dieci o più bambine appartenenti alla casta discriminata dei "dalit" curandone poi l'avviamento professionale. 



Per saperne di più

www.clowns.it 

www.soccorsoclown.it 

www.riderepervivere.it 

www.clownterapia.it 

www.viviamoinpositivo.org 

www.patchadams.org

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Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore

I figli che aspettano. Testimonianze e normative sull'adozione.

Il mondo è pieno di figli che aspettano di essere figli. Ma essere adottati non è facile, perché non è facile adottare. Eppure si fa, si deve poter fare. Carla Forcolin esplora il territorio in cui si muovono i figli che aspettano, analizza il macroscopico divario che esiste fra la disponibilità ad adottare e le adozioni attuate, scandaglia gli effetti delle nuove leggi, lascia emergere le contraddizioni che ne ostacolano o comunque ne rendono faticosa l’esecuzione.

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