Altrocioccolato: dove la giustizia sa di cacao

Altrocioccolato è la cugina etica e meno conosciuta di Eurochocolate, la grande manifestazione sul cioccolato che si svolge a Perugia ogni anno. Anche i giorni in cui si svolge sono gli stessi (dal 19 al 22 ottobre) ma la sede è a Gubbio. 

La manifestazione culturale nasce dalla promozione del commercio equo e solidale, in generale, e del commercio del cacao in particolare, e nel contempo sensibilizza circa le tematiche del commercio alternativo quali: la diversa organizzazione dei rapporti Nord-Sud e la percorribilità di sentieri che portino a stili di vita diversi e alternativi rispetto a quello consumistico. 
Sponsor della manifestazione sono il consorzio Ctm-altromercato (la principale centrale d'importazione italiana di commercio equo e solidale), Banca Popolare Etica e la Cooperativa Quetzal (produttrice di cioccolato modicano equo e solidale). 

Qual è il mondo che si nasconde dietro la tavoletta di cioccolato? È una realtà di bambini schiavi venduti per lavorare nelle piantagioni da famiglie poverissime e comprati da mercenari senza scrupolo che trafficano su manodopera a bassissimo costo per le distese di cacao del Gabon. Cacao che viene venduto alle multinazionali e che poi troviamo sotto forma di tavoletta sui banchi dei nostri supermercati.

Nel 1999 fu approvato dalla Banca mondiale e dal FMI (Fondo Monetario Internazionale) un protocollo denominato "Programma per un cacao sostenibile". Si tratta, nella sostanza, di un programma di sviluppo per l'industria del cacao (le multinazionali) a totale svantaggio dei produttori locali. Questi gli obiettivi del protocollo: aumento della produzione del cacao, livellamento della qualità, uso di concimi chimici e disinfestanti chimici, sostegno alla ricerca genetica e approvvigionamento diversificato per zone geografiche. Tutto ciò - è evidente - ha garantito unicamente l'acquisto della materia prima a prezzi bassissimi, senza minimamente e volutamente considerare il costo sociale e ambientale. 

Il peso di questo protocollo è ricaduto quasi unicamente sui piccoli produttori locali. Non certo sulle piantagioni che vendono alle multinazionali, le quali continuano ad azzerare il costo della manodopera per compensare il ribasso dei prezzi all'origine del prodotto (e qui entrano in scena i piccoli schiavi del Gabon comprati a 300 euro e mai pagati). 

A ciò si aggiunga la Direttiva 2000/36/CE, recepita in Italia con il Dlgs. 178/2003, in vigore in tutti gli Stati membri dal 3 agosto 2003, che lascia la facoltà di utilizzare, a titolo opzionale, entro il limite massimo del 5%, sei materie grasse vegetali di origine tropicale diverse dal burro di cacao. A completo discapito della qualità finale del prodotto oltre che al mancato beneficio dei piccoli produttori. 


Per conoscere il programma di Altrocioccolato, visita il sito della manifestazione


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Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori

Il bambino perduto e ritrovato. Favole per far la pace col bambino che siamo stati.

“Gli adulti ritengono comunemente di poter pensare e agire in modo libero nei loro comportamenti abituali, mentre in realtà sono spesso condizionati dal bambino che sono stati, con la sua vitalità e creatività, ma anche con le sue realtà irrisolte, che possono interferire con le loro attuali relazioni, quella con i figli innanzi tutto.


Forse nel desiderio di evitare, ai figli, fatiche eccessive, gli adulti a volte spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a rinforzarsi: Altre volte, anche, aspettano da loro quei successi che invece a loro sono mancati e che consolino la loro basa autostima, e questo complica la vita sia a loro che ai figli.


Questo libro vorrebbe aiutare noi adulti, sempre attraverso delle favole costruite su molte storie reali condensate in una, a cercare di evitare che le ombre del nostro passato interferiscano troppo con la nostra relazione con i bambini e i ragazzi condizionandoli eccessivamente e involontariamente nelle loro scelte e nella disposizione mentale con cui affronteranno la vita.”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

 

Desiderare un figlio, adottare un bambino

L'adozione di un bambino è una scelta complessa ed articolata che inizia dal desiderio di prendersi cura di un figlio nato da altri. Il nostro lavoro, che ci mette in contatto quotidianamente con questa realtà, ci ha fornito uno spazio privilegiato di osservazione, e ci ha indotte a riflettere su quale ruolo possano svolgere i servizi per sostenere le famiglie adottive. Abbiamo cercato di dare voce a tutti i protagonisti dell\'adozione: i genitori, i bambini, gli operatori, gli insegnanti e gli educatori delle case-famiglia, proponendo una chiave di lettura in cui ognuno possa ritrovare un terreno di confronto e trasformare le peculiarità in risorse.

Autore: Simonetta Cavallie Maria Cristina Aglietti

Editore: Armando