Allarme rosso per la Terra

Non ce la fa più. Il nostro pianeta non riesce a sostenere il nostro peso, fatto di consumi di acqua, terreno, risorse forestali, specie animali. 

L'ultimo rapporto del WWF, il Living Planet Report 2006, ci dà una data di scadenza: entro il 2050 la popolazione umana raggiungerà un ritmo di consumo doppio rispetto a quello che la Terra può sostenere. In pratica, la nostra impronta ecologica è talmente grande che il pianeta non riesce a rimpiazzare quello che consumiamo, creando quello che gli esperti chiamano un debito ecologico

La ricetta è nota da tempo, ma purtroppo non è messa in pratica: dobbiamo cambiare i nostri modelli di consumo. Pianificare diversamente le città, promuovere una mobilità sostenibile, ridurre e modificare i consumi di energia, tutelare la biodiversità, non sprecare le risorse: da questo dipende il nostro futuro se non vogliamo immaginare scenari fantascientifici di astronavi lanciate alla ricerca di un pianeta "di riserva". 

Nel Living Planet Report 2006 sono riportati i dati di due anni di lavoro, in cui gli esperti hanno ottenuto due indicatori. Il primo - l'Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index) - è basato sull'analisi di 1300 specie di vertebrati e indica la riduzione numerica degli animali nel mondo: 31% di riduzione per le specie terrestri, 27% per quelle marine, 28% per quelle di acqua dolce; il secondo - l'impronta ecologica - indica che tra il 1961 e il 2003 il "segno" della nostra presenza sulla Terra è più che triplicato. L'impronta che è cresciuta maggiormente è quella relativa al biossido di carbonio, dovuta all'uso dei combustibili fossili: oggi buttiamo in atmosfera una quantità di CO2 nove volte superiore rispetto a trent'anni fa. L'impronta ecologica della Terra, calcolata sui dati disponibili nel 2003, è pari a 4,2 ettari pro capite, mentre la capacità di sostentamento dell'ambiente è di 1 ettaro pro capite. Che cosa significa? Che se continuiamo così ci serviranno altre "3 Italie" per mantenere lo stesso ritmo di consumo e di impatto ambientale. 

I paesi che "pesano" di più sul pianeta sono gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, la Finlandia, il Canada, il Kuwait, l'Australia, l'Estonia, la Svezia, la nuova Zelanda e la Norvegia. L'Italia è al 29° posto nella classifica mondiale. La Cina si trova a circa metà (69° posto), ma ha un così elevato tasso di sviluppo economico che il suo peso in prospettiva diventa fondamentale per il futuro: è per questo che il Rapporto del WWF quest'anno è stato lanciato proprio in Cina, perché il WWF ritiene vitale per il pianeta che la Cina e gli altri paesi di nuova industrializzazione seguano modelli di sviluppo sostenibile. Alla stesura del Living Planet Report hanno partecipato anche la Società Zoologica di Londra ed il Global Footprint Network. 

Il Living Planet Report viene lanciato nella settimana che il WWF Italia sta dedicando ai suoi 40 anni di vita.


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