Mario Lodi, Maestro

Mario Lodi nacque nel 1922 a Piadena (Cremona) e si diplomò all'Istituto Magistrale di Cremona nel 1940. 
Nel 1948 venne nominato maestro di ruolo nella scuola elementare di San Giovanni in Croce, dove cominciò a scoprire le capacità creative dei bambini. 

Nel 1950 entrò in contatto con il Movimento di Cooperazione Educativa, un gruppo di insegnanti che, ispirandosi alle tecniche del pedagogista francese Célestin Freinet, intendevano adeguare l'insegnamento nella scuola pubblica ai valori della Costituzione italiana. 
No, così non va bene. Così non si rende merito alla persona che vogliamo ricordare e di cui vorremmo seguire le tracce. Per seguire le tracce di qualcuno non sempre il modo migliore è raccontarne le gesta, nel nostro caso sarebbe nozionistico, e se c'è mai stato qualcuno di lontano da un approccio nozionistico all'insegnamento, questo fu Lodi. 

Insieme ai bambini (Insieme è il titolo di uno dei suoi libri, un "giornale" di classe di una quinta elementare fatto con gli alunni), nel fiume di idee che erano nate con la lotta di liberazione, non poté svolgere il proprio compito di insegnante senza cercare di portare anche nella scuola gli stessi valori di libertà e democrazia che avevano ispirato le sue scelte politiche e di vita. 

«Distruggere la prigione, mettere al centro della scuola il bambino, liberarlo da ogni paura, dare motivazione e felicità al suo lavoro, creare intorno a lui una comunità di compagni che non gli siano antagonisti, dare importanza alla sua vita e ai sentimenti più alti che dentro gli si svilupperanno, questo è il dovere di un maestro, della scuola, di una buona società… di fronte ai bambini devi decidere come impostare il tuo lavoro: per asservire o per liberare.» 
(dall'introduzione a Il paese sbagliato) 

È con queste idee in testa che il giovane maestro Lodi cominciò a sperimentare metodi per impostare il proprio lavoro con i bambini al fine di liberarne energie e risorse. 
Nelle classi di Lodi non si facevano temi e pensierini, non si studiavano le materie, non si davano i voti. Si creavano manufatti e disegni che raccontavano la vita quotidiana, e tutta la classe discuteva assieme delle opere create, traendone spunti per comprendere. 
Presto si arrivò alla pubblicazione di un Giornale della Scuola, che diventò voce dei bambini all'interno della comunità. Perché non si può pensare a Lodi astraendolo dalla comunità in cui viveva, e dalle esperienze di autogestione che si sono realizzate negli anni '60 e '70 a Vho di Piadena, il paese in cui lavorava. La scuola ne è anzi stato uno dei centri propulsori, insieme alla Biblioteca Popolare di Piadena, al Gruppo Padano, alla Lega della Cultura di Piadena. Tutti luoghi dove si faceva cultura, partendo dal territorio per arrivare al sociale e alla crescita della collettività. 

Una vera rivoluzione nel mondo dei "signori maestri" anni '50. 

Oggi ce la racconteremmo dicendo che l'efficacia didattica del metodo era molto elevata, che i bambini erano fortemente motivati. Ma non era questo lo scopo. Non era trovare un modo perché i bambini imparassero meglio: era un modo perché i bambini diventassero persone consapevoli dei propri diritti e determinate a salvaguardare la propria dignità. 

Andato in pensione nel 1978, Lodi non si fermò, continuando a promuovere in prima persona attività in campo pedagogico. 

Nel 1989 vinse il Premio Internazionale Lego, con i proventi del quale fondò "La casa delle arti e del gioco", con la finalità di sviluppare le capacità creative dei bambini e degli adulti. 
È del 1994 il suo appello "Una firma per cambiare la TV" che ha raccolto ben 550.000 firme. 
Nel 2006 ricevette il "Premio Unicef" 2005 Dalla parte dei bambini per l'impegno affinché i bambini avessero la migliore scuola possibile.
Mario Lodi è morto il 2 marzo 2014, ci ha insegnato che i bambini sono portatori di saggezza e che insegnare a loro vuol dire anche apprendere.
Ci ha raccontato il suo lavoro innovativo e la sua esperienza con i bambini in tantissimi scritti, da quelli più squisitamente pedagogici alle storie scritte assieme ai suoi ragazzi.

La bibliografia completa si trova sul sito La casa delle arti e del gioco:
http://www.casadelleartiedelgioco.it/mariolodi/bibliografia.php

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Arcobaleno fa la pace

Il pesciolino Arcobaleno e i suoi amici vivono spensierati in fondo all'oceano. Poco lontano, una bella balena blu si lascia cullare dalle onde osservandoli placidamente.

"Perché ci guarda in quel modo?" si chiedono un giorno, insospettiti, i pesciolini.

"Grande e grossa com'è, chissà quanto mangia. E se divorasse tutto quello che c'è in giro?".

Sentendoli parlare così, la balena, che in realtà stava solo ammirando le loro belle scaglie brillanti, s'indispettisce e la sua rabbia non resterà senza conseguenze...

"Dobbiamo fare la pace" decide allora Arcobaleno "perché quando si litiga si finisce per stare male tutti".

Sì, ma in che modo?

Sembrava complicato, ma quanto è semplice fare la pace! Balena e Arcobaleno parlano a lungo. La balena spiega ad Arcobaleno perché si è arrabbiata... i due ridono insieme e trovano un accordo e ben presto nessuno riesce a spiegarsi più perché quel bisticcio sia mai avvenuto.

Le illustrazioni sono ulteriormente abbellite dalle lamine rifrangenti che fanno luccicare le scaglie dei pesciolini.

Per bambini in età prescolare.

Della stessa serie
"Arcobaleno, il pesciolino più bello di tutti i mari" che insegna la felicità nel donare 
"Arcobaleno, non lasciarmi solo!", che insegna a non creare gruppi esclusivi e ad accettare anche coloro che sono diversi da noi.

autore: Isabella Bossi Fedrigotti, Marcus Pfister

editore: Nord-Sud

Mauro e il leone

Dei leoni certo bisogna avere paura, sono belve che possono diventare terribili. Ma un giorno, qui, una bellissima ragazza vestita di rosso dà il via a un patto magico fra i bambini e i leoni. È così che un bambino, Mauro, e un poderoso Leone, Ulisse, diventano amici per la pelle. Tanto che, come Ulisse è pronto a tutto pur di aiutare Mauro, anche il bambino si sente pronto a tutto quando è il leone che deve essere aiutato e difeso. Così comincia questa grande storia fittissima di avventure sorprendenti, in un mondo spesso popolato di personaggi infidi e malvagi.

È una storia famosa che ha affascinato moltissimi bambini.
Illustrazioni dell'autore.

Consigliato dai 5 anni

Una sorellina per Paolino

Presto mamma coniglio avrà un piccolo e tutti sono felici...

Tutti tranne Paolino. Il suo amico Robi l'ha avvertito: i neonati sono una vera catastrofe e Paolino, a dire il vero, preferirebbe avere un criceto, piuttosto che un bebè.

Ma, quando nasce la sorellina, cambia tutto...

Una storia piena di umorismo e tenerezza che parla dei dubbi e delle paure di tutti i bambini, quando arriva a casa un fratellino.

Età consigliata: dai 3 anni.

 

autore: Brigitte Weninger, Éve Tharlet (traduzione di L. Battistutta)

editore: Nord-Sud