L'asilo nido… perché no?

Spesso i genitori sono molto esitanti ad iscrivere il proprio figlio all'asilo nido. 

Sono convinti che sia ancora troppo piccolo per stare in mezzo a tanti coetanei, temono che non venga accudito con sufficiente sollecitudine, non credono che a questa età ci possa essere socializzazione fra pari, e hanno paura delle ripetute malattie. 
Spesso nonne, vicine di casa, comari, anche pediatri, ci mettono più di uno zampino nel dare forza a queste convinzioni.

Una cosa è vera, i bambini al primo anno di asilo nido si ammalano di frequente. Ma questo accade comunque al primo anno di ingresso nella scuola, anche alla materna, e poi i fattori in gioco anche su questo piano sono tanti. 

Sugli altri aspetti però mi permetto di spezzare più di una lancia a favore dell'asilo nido. 
I bambini al nido imparano presto le regole del vivere comune, conoscono la gioia delle prime amicizie (che potranno anche essere molto profonde e durature), fanno passi da gigante verso l'autonomia, fanno esperienze e giochi che difficilmente sarebbero loro concessi a casa, anche dalla più creativa e democratica delle mamme. 

Insomma, molti sono gli aspetti positivi, purché ovviamente la struttura risponda a quei criteri di qualità che tutti di aspettano da un servizio per l'età 0-3 anni. È quindi opportuno visitare prima la struttura, preferibilmente quando sono presenti bambini, e richiedere un colloquio con gli educatori e il coordinatore, informandosi su regole del nido, rapporto fra numero di educatori e numero di bambini, compresenze, attività…

Entrambi i miei figli hanno avuto la fortuna di frequentare l'asilo nido comunale, ed è stata un'esperienza estremamente positiva, per tutta la famiglia. 

Alla base di questo giudizio così favorevole ci sono in primo luogo la competenza e le doti umane delle educatrici, che hanno saputo ascoltare e capire i miei figli molto profondamente, e hanno dimostrato una sensibilità fuori dal comune. Hanno anche saputo essere vicine a noi genitori e ogni volta che ci siamo rivolti a loro ci hanno ascoltato, sostenuto, aiutato. 
Ritengo che si tratti di qualità personali, ma anche di esperienza, motivazione e formazione continua. 

Gli asili nido sono luoghi speciali nelle città, luoghi dei bambini e delle bambine come nessun altro, nei quali le loro esigenze e bisogni vengono prima di tutto.

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Pane e cioccolato

Nina e Susi sono amiche del cuore, stanno molto bene insieme e hanno molte cose in comune, tranne…il colore della pelle. A scuola tutte le chiamano pane e cioccolato.

Nina sogna una principessa color cioccolato, proprio come lei, ma ha paura di essersi sbagliata perché i suoi compagni dicono che è impossibile: non esiste qui una principessa così. E anche a casa, nel libro di fiabe della mamma, una principessa nera non si trova. Così mamma e papà, insieme alla sua amica Susi organizzano una caccia alla principessa color cioccolato, fanno una spedizione in biblioteca e scoprono che fra le pagine di un libro c'è Akira, una principessa africana, bella e anche coraggiosa.

Questa è l'incantevole storia di una bambina nera, che esprime il suo senso di estraneità in mezzo a gente dalla pelle "bianca come la panna".

Per affrontare un tema delicato come le diverse identità e le varie peculiarità somatiche, è molto utile la chiave di lettura per gli adulti a cura di Mariateresa Zattoni, inserita alla fine del libro, scritto da Lodovica Cima.

Età consigliata dai 6 agli 8 anni

Il libro è inserito all'interno della collana "Parole per dirlo" edita da San Paolo Edizioni, rivolta ai bambini di 6-8 anni. Non sempre è facile trovare le parole giuste per spiegare ai bambini alcuni eventi della vita, situazioni difficili che si incontrano in famiglia, a scuola o con gli amici. Il modo migliore è quello di raccontare loro una storia che gli aiuti a capire ed accettare la novità.

Lodovica Cima vive e lavora a Milano, dove si è laureata in Letteratura italiana comparata alla Letteratura inglese. Ha due figli. Da più di quindici anni lavora nell'editoria per ragazzi, dapprima come redattrice in case editrici librarie (Signorelli, Vita e Pensiero, Cetem, De Agostini, Giunti, PBM Editori) e poi, dal 1996 come autrice/progettista e consulente editoriale. Ha creato e diretto per nove anni la collana di narrativa per ragazzi "La giostra di carta" per Bruno Mondadori Editore. Insegna al Master per L'Editoria istituito dall'Università degli studi di Milano e dalla Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori. Partecipa a giurie di premi letterari riservati ai ragazzi e scrive, oltre a romanzi e fiabe che si trovano in libreria, anche testi scolastici e parascolastici.

Francesca Carabelli, autrice delle illustrazioni, è nata a Roma nel 1969. Ha iniziato la sua attività artistica nel campo dell'animazione e successivamente si è dedicata all'illustrazione per l'infanzia. Ha partecipato a diverse mostre e concorsi. Ha pubblicato i suoi lavori con varie case editrici.

Intervista all'autrice: Lodovica Cima

autore: Lodovica Cima - Illustrazioni Francesca Carabelli

editore: San Paolo Edizioni, 2009

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