Accorciamo le distanze fra casa e scuola dell'infanzia

In ogni nido o scuola dell'infanzia,  vengono adottate delle soluzioni per aiutare i bambini, ma anche noi genitori, a gestire e superare il distacco, e per favorire la creazione di una continuità nido-famiglia che ritengo fondamentale per vivere positivamente questa prima esperienza di vita sociale dei bimbi. Eccone alcune praticate nei nidi che hanno frequentato i miei figli. 

L'album di famiglia
Durante i giorni dell'inserimento, le educatrici ci hanno chiesto di preparare un album di famiglia, che abbiamo realizzato al nido, nei momenti del distacco. 
Ogni genitore ha creato un piccolo album di fotografie di persone e cose "care" al bambino: genitori, nonni, fratelli, parenti, animali di casa, … 
Per noi genitori è stato un modo per gestire l'inevitabile tensione dell'inserimento, e di condividerla facendo manualmente (le mani, strumento dell'intelligenza diceva Maria Montessori), tutti insieme, qualcosa per i nostri figli. 
Gli album restano per tutto l'anno in classe, a disposizione dei bambini, che li apprezzano molto, sia i propri che quelli dei compagni, soprattutto nei momenti di malinconia, quando accusano particolarmente l'assenza dei genitori: guardarne le foto li aiuta a vivere l'emozione senza reprimerla, e li rassicura sul fatto che la mamma verrà a riprenderli più tardi. 

Il diario dell'anno
Le educatrici dei nidi amano molto fotografare i nostri pargoli, le foto vengono via via esposte all'ingresso delle classi e questo diverte i bambini che imparano a riconoscersi nelle diverse situazioni ma aiuta moltissimo anche i genitori che possono così rendersi conto di ciò che il proprio figlio fa durante la giornata. È un modo molto semplice per accorciare le distanze. 
Le foto più significative di ciascun bambino vengono poi raccolte in un vero e proprio diario, sul quale le educatrici annotano anche la storia del bambino al nido, i suoi progressi, le difficoltà, i momenti più importanti, e contemporaneamente descrivono il percorso e le finalità di tutti i passaggi, il significato delle attività proposte, insomma, spiegano ai genitori cosa succede al nido e perché. 
Questo diario viene consegnato alla famiglia alla fine dell'anno, e, se il bambino frequenterà la medesima struttura anche l'anno successivo, aiuta il bambino a ricordare luoghi e volti, e quindi facilita il ritorno a scuola. 
Quando poi il bambino finisce il proprio percorso al nido, il diario viene definitivamente consegnato alla famiglia, insieme a tutti i lavori svolti. 
Mia figlia, che frequenta l'ultimo anno di scuola materna, spesso mi chiede di guardare assieme il diario del nido, per ricordare le persone e soprattutto per scoprire attraverso le foto il suo stesso percorso di crescita, cosa che la inorgoglisce e fa sentire bene. 

Il diario del giorno
Ogni giorno le educatrici annotano su un foglio le informazioni di ordine pratico (cosa e quanto ha mangiato il bambino, quante volte ha fatto la cacca, quanto ha dormito, eventuali piccoli incidenti…) che possono essere utili per il genitore. Sul foglietto ogni giorno viene anche scritta una piccola frase, che può descrivere un evento che ha caratterizzato la giornata ma anche l'umore del bambino, i suoi progressi, eventuali piccole difficoltà. 
Il foglietto viene consegnato ai genitori all'uscita di scuola. 

Il nido a porte aperte
Bella iniziativa che fu fatta al nido di mia figlia su suggerimento di un babbo particolarmente curioso di vedere con i propri occhi cosa succedeva al nido. 
I genitori furono invitati a passare qualche ora nella classe del figlio o della figlia. Un genitore alla volta, a cadenza settimanale, partecipava alle attività del giorno. C'era molta preoccupazione fra le educatrici che questa presenza avrebbe potuto rappresentare un elemento di disturbo, sia per il bambino il cui genitore era presente, sia per gli altri. Si rivelarono timori infondati. 
Quando fu il mio turno arrivai un po' titubante, e all'inizio, su indicazione delle educatrici, me ne stavo in disparte. Ben presto fu mia figlia stessa ad invitarmi a partecipare all'attività del giorno e tutti i bambini accolsero la mia presenza con estrema naturalezza. 
Per noi genitori fu una bellissima esperienza, poter vedere di persona cosa facevano lì i nostri figli, ed essere coinvolti dall'atmosfera. Anche le educatrici ne furono entusiaste, perché i bambini reagirono benissimo vivendo con serenità il clima di festa che si veniva a creare per l'arrivo dei grandi. Ne riparlavano poi fra di loro raccontandosi a vicenda le impressioni che avevano avuto delle mamme e dei babbi degli altri. 

Diventare bambini per una sera…
Anche questa iniziativa ha lo scopo di mostrare ai genitori cosa accade in una normale giornata all'asilo nido, ma in un modo diverso: i genitori vengono invitati una sera al nido, senza i figli, e le educatrici fanno loro rivivere una giornata-tipo al nido. 
E così ho scoperto che quando tutti sono arrivati si mangia la frutta (ovviamente sbucciata e affettata dalle educatrici), e dopo ho giocato a manipolare un gran mucchio di farina gialla steso per terra su un foglio di carta, poi siamo andati in bagno a lavarci le mani, quindi nella stanza del sonno, etc… 
Dopo un primo momento di imbarazzo, tutti i genitori hanno apprezzato molto questa esperienza, ritrovandosi immersi in un'atmosfera lenta in cui ogni piccolo gesto aveva un significato, e ce ne siamo tornati a casa più sereni e felici di sapere cosa fanno i nostri figli durante il giorno… e anche un po' invidiosi! 

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Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi

Senza Biglietto da visita. Cosa sei disposta a lasciare per essere te stessa?

Veronica Viganò, ex "manager ninja", e ora blogger e consulente di comunicazione è una mia amica. Virtuale finché volete ma mia amica.

Ci siamo conosciute via web 7 anni fa, e credo parlate al telefono solo una volta, quando a Radio24, insieme a Iolanda Restano, ha recensito il mio libro  "Mammina Vecchia fa buon brodo”.  Ho capito che tra noi c’era feeling dal modo in cui ha commentato alcuni capitoli: si avvertiva che avevamo lo stesso sentire, la stessa visione della maternità e del nostro essere donne. Per anni ci siamo incrociate sui social, mettendo “mi piace” ai rispettivi post: soprattutto quando si parlava di “mammitudine” e tematiche relative al lavoro. Così, quando qualche mese fa è uscito il suo libro “Senza biglietto da visita”  l’ho subito ordinato, letto tutto d’un fiato e capito che era giunto il momento di ricambiare il favore.

 

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La donna Italiana: 1861-2000, il lungo cammino verso i diritti

Il percorso delle donne italiane verso il riconoscimento dei diritti è stato più lungo e faticoso rispetto a quello di molti altri paesi, tuttavia in Italia ci sono stati personaggi all'avanguardia che hanno anticipato i tempi con le loro idee e i loro sogni:dall'intellettuale lombarda Anna Maria Mozzoni, al parlamentare pugliese Salvatore Morelli alla socialista Anna Kuliscioff.

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