Un Natale sempre più laico

Ogni prete, alla messa della vigilia, nomina lo spirito del Natale. La povertà della Sacra Famiglia, il freddo, i doni dei Magi, preziosi perché rari e conquistati a pena di un lungo viaggio dall'esito incerto. No, incerto no, perché illuminato dalla fede, la cometa. 
Io non lo so in realtà cosa dica un prete alla messa della vigilia, perché non sono credente, e per me il Natale è sempre stato una festa laica, portatrice di altro, il ritrovarsi, i riti familiari, le certezze nel tempo che passa.

Da quando sono mamma mi capita però di provare sempre più spesso un certo fastidio, che nasce dall'immagine dei miei figli circondati da un mucchio di pacchi e pacchetti dai colori scintillanti, che scartano senza quasi guardarne il contenuto, in un'abbuffata di merci: giochi con i quali magari giocheranno, vestiti che certo indosseranno, ma che sono comunque superflui. 

Più che una festa laica, è una sbornia che mi lascia sempre costernata, e che anno dopo anno mi convince sempre più che si debba perseguire ogni tentativo per far comprendere ai bambini che esiste altro al mondo rispetto a comprare, avere e consumare. 

Limitare il numero dei regali, anche imponendosi con nonni ed amici, e se ci si accorge che quest'anno Babbo Natale proprio ha esagerato, lasciare qualche dono nel sacco per la Befana o i giorni successivi. 
Evitare di dare il cattivo esempio, riempiendosi di regali anche fra adulti. 
Costruire assieme ai bambini i regali per i loro amichetti, attività che può essere anche molto divertente e che li aiuta a cogliere il valore delle cose, attraverso il tempo passato a realizzarle (ad esempio costruire e decorare delle scatoline di cartone e riempirle di biscotti fatti da noi, oppure fare delle collane con vari tipi di perline, e tutto quello che la fantasia, o internet, possono suggerire).

Ma soprattutto spostare l'attenzione verso altro. In questo senso il lato magico della festa ci viene in aiuto. L'albero fatto assieme, le renne di babbo Natale che si sono mangiucchiate due carote lasciate apposta per loro la sera prima, il rumore della slitta sul tetto, ed ogni altro piccolo rito che collochi il Natale nell'unico posto dove, in una visione laica ma sobria, ha senso che stia: nella fantasia ed immaginazione dei nostri figli. 

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Manuale a uso dei bambini che hanno genitori difficili

Con molto humour Jeanne Van den Brouck, pseudonimo dietro il quale si nasconde una psicoanalista parigina, cerca tutte le situazioni familiari in cui possono incappare i bambini di ogni età, attraverso le quali essi devono costruire la propria personalità e “educare” i loro genitori difficili.

Un estratto:
In breve bisogna aiutare quanto più si può la maturazione dei genitori; in caso contrario saranno soltanto dei “grandi” sempre più decrepiti ma non diventeranno mai adulti. Sembra siano i figli adolescenti quelli che si accollano più volentieri questa parte del lavoro educativo. Si tratta essenzialmente di scuotere le strutture sclerotiche nelle quali i genitori tendono a rinchiudersi appena cessano di venir stimolati. Per permettere ai genitori di conservare l’agilità necessaria, il figlio diventa allora fonte di difficoltà permanenti a tutti i livelli: affettivo, morale, intellettuale, materiale. Il lavoro è enorme, spossante e impegna tutta l’energia del figlio. In molti casi si rivela anche deludente: spesso i genitori non si rendono conto degli sforzi compiuti per loro e non mostrano alcuna riconoscenza. A volte si ribellano, o reagiscono con atteggiamenti quasi paranoici. Soltanto i figli pronti a pagare di persona dovranno dunque intraprendere un lavoro tanto ingrato.

autore: Jeanne Van den Brouck (tradotto da A. Vittorini)

editore: Cortina Raffaello

Bianco come Dio

Nicolò è un ragazzo italiano che a vent’anni non ha ancora finito il liceo. Insoddisfatto dalla vita, in perenne conflitto con il padre, è alla ricerca della sua strada

 

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Il sogno ostinato. Lettere dall'Africa

È la raccolta di lettere che l'autrice ha scritto a familiari e amici durante i suoi soggiorni in Africa come cooperante.

Un'analisi del problema Africa diversa dal solito, non permeata dal solito pietismo misto ad esaltazione che accompagna i racconti delle missioni umanitarie. Al contrario, il libro è molto lucido e critico ma contemporaneamente appassionato e empatico.

autore: Silvia Montevecchi

editore: Terre di Mezzo