Un Natale sempre più laico

Ogni prete, alla messa della vigilia, nomina lo spirito del Natale. La povertà della Sacra Famiglia, il freddo, i doni dei Magi, preziosi perché rari e conquistati a pena di un lungo viaggio dall'esito incerto. No, incerto no, perché illuminato dalla fede, la cometa. 
Io non lo so in realtà cosa dica un prete alla messa della vigilia, perché non sono credente, e per me il Natale è sempre stato una festa laica, portatrice di altro, il ritrovarsi, i riti familiari, le certezze nel tempo che passa.

Da quando sono mamma mi capita però di provare sempre più spesso un certo fastidio, che nasce dall'immagine dei miei figli circondati da un mucchio di pacchi e pacchetti dai colori scintillanti, che scartano senza quasi guardarne il contenuto, in un'abbuffata di merci: giochi con i quali magari giocheranno, vestiti che certo indosseranno, ma che sono comunque superflui. 

Più che una festa laica, è una sbornia che mi lascia sempre costernata, e che anno dopo anno mi convince sempre più che si debba perseguire ogni tentativo per far comprendere ai bambini che esiste altro al mondo rispetto a comprare, avere e consumare. 

Limitare il numero dei regali, anche imponendosi con nonni ed amici, e se ci si accorge che quest'anno Babbo Natale proprio ha esagerato, lasciare qualche dono nel sacco per la Befana o i giorni successivi. 
Evitare di dare il cattivo esempio, riempiendosi di regali anche fra adulti. 
Costruire assieme ai bambini i regali per i loro amichetti, attività che può essere anche molto divertente e che li aiuta a cogliere il valore delle cose, attraverso il tempo passato a realizzarle (ad esempio costruire e decorare delle scatoline di cartone e riempirle di biscotti fatti da noi, oppure fare delle collane con vari tipi di perline, e tutto quello che la fantasia, o internet, possono suggerire).

Ma soprattutto spostare l'attenzione verso altro. In questo senso il lato magico della festa ci viene in aiuto. L'albero fatto assieme, le renne di babbo Natale che si sono mangiucchiate due carote lasciate apposta per loro la sera prima, il rumore della slitta sul tetto, ed ogni altro piccolo rito che collochi il Natale nell'unico posto dove, in una visione laica ma sobria, ha senso che stia: nella fantasia ed immaginazione dei nostri figli. 

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Oggi a scuola è arrivato un nuovo amico

"Parlano russo, indiano, swaili o spagnolo. Sono confusi ed intimoriti, a volte sono introversi e persi nel loro mondo, a volte sono inquieti ed irrequieti. Hanno sei anni e ne dimostrano quattro, emotivamente poi sembrano ancor più piccoli. A sette e otto anni non hanno idea di quel che sia una scuola, un libro... Sono i figli dell'adozione internazionale.

Nella loro vita ci sono due madri, due famiglie, possono avere un passato segnato da traumi, possono aver vissuto per anni in un istituto, possono aver viaggiato da un continente all'altro, hanno sempre viaggiato o da un prima ad un dopo, molto diversi tra loro, per avere una famiglia stabile e serena.

Arrivano in classe con le loro lingue, le loro culture, i tradimenti degli adulti, il loro aver trovato una famiglia attraverso l'adozione. Arrivano in classe con i nuovi genitori, genitori a volte stanchi, ansiosi, desiderosi di trovare nelle insegnanti delle alleate che li aiutino nei primi bellissimi e faticosissimi mesi di formazione di una nuova famiglia.

Raramente gli operatori della scuola conoscono le realtà, le storie dei bambini, le procedure, le vicissitudini burocratiche, le attese e le avventure dei genitori adottivi. A volte sembra che manchino i canali per parlarsi e che scuola e famiglia siano due mondi che non riescono a raggiungersi.

La scuola accogliendo in sé - attraverso i bambini - le moltissime istanze del sociale, può oggi farsi promotrice di una cultura della convivenza civi­le dove ogni differenza trovi modo di esprimersi per quanto ha di ricco, nuovo, stimolante per tutti noi. È per questo che desideriamo creare un'alleanza tra genitori e maestre, un'alleanza dentro cui i bambini cresceranno serenamente, i genitori si sentiranno sostenuti e le insegnanti vedranno riconosciute al meglio le proprie capacità."

autore: Anna Guerrieri, M. Linda Odorisio

editore: Armando Editore

Il segreto della resistenza psichica

Quante volte ci siamo detti che sarebbe bello avere una corazza dell’anima, una difesa contro le pressioni lavorative, le forti richieste che arrivano dalla famiglia, dai figli, da questa vita che sembra diventare sempre più stressante. Sarebbe bello avere fiducia in se stessi, così da farci scivolare via le critiche che spesso sentiamo su di noi, oppure avere le risorse per superare le crisi, avere le energie necessarie per affrontare non solo i piccoli problemi quotidiani, ma le inevitabili grosse difficoltà che la vita ci pone davanti. Ci sono persone che hanno tutte queste caratteristiche:  sono le persone resilienti.

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Sorella del mio cuore

La vita di due bambine che diventano donne perdendosi e ritrovandosi fra le tradizioni dell'India e le sue contraddizioni. Nate e cresciute insieme si conoscono e si amano profondamente, condividendo gioie, dolori, speranze.

Ma fuori dai muri protettivi della loro famiglia le attendono i segreti del passato e le nebbie del futuro: i fantasmi dei loro padri, i fanatismi dei pregiudizi e dei riti sociali, la fatica quotidiana di una famiglia di sole donne per allevarle e mantenerle, lo spettro del matrimonio combinato e l'incanto del vero amore.

Un romanzo che ci avvicina al mondo affascinante dell'India, che ce ne fa scoprire la magia ma anche le profonde contraddizioni che lo caratterizzano.

La storia ha un seguito, nel libro "Il fiore del desiderio", che si svolge in America dove si perde la magia che caratterizza questo volume, le ragazze crescono e con loro la difficoltà e l'amarezza dei loro destini.

autore: Chitra Banerjee Divakaruni (traduzione Federica Oddera)

editore: Einaudi