La forza d'animo

Argomento del libro è la "resilienza", intesa come capacità di fronteggiare e ricostruire; tale capacità è in gran parte scritta nel nostro patrimonio genetico, ma può anche svilupparsi nel corso dell'esistenza, rafforzarsi o indebolirsi a seconda delle esperienze che si vivono, soprattutto negli anni infantili, nel proprio ambiente, a contatto con le proprie figure di attaccamento o in loro assenza. La formazione di un legame di attaccamento saldo nella prima infanzia è alla base della fiducia in se stessi e dell'autostima. 

L'attaccamento è stato definito come la relazione tra le persone che consente di sentirsi accettati e significativi agli occhi dell'altro. I bambini hanno bisogno di un'accettazione indipendente dal loro comportamento, di uno "sguardo positivo incondizionato" (Carl Rogers).
Nei primi tempi la mamma è talmente disponibile nei confronti del neonato che è portata a rispondergli immediatamente. In seguito, una madre "sufficientemente buona" sa far attendere un po' il suo bambino lasciando un intervallo tra le sue richieste e la loro soddisfazione. I brevi intervalli tra il desiderio e la soddisfazione diventano una molla per crescere, prendere l'iniziativa, diventare autonomo, sviluppare l'immaginazione. Per fare in modo che la relazione funzioni occorre essere "empatici" ovvero dimenticare per un momento se stessi per calarsi nell'ottica dell'altro. Solo se usiamo con i nostri figli lo stesso tono che desideriamo che gli altri usino con noi favoriamo lo scambio di opinioni. Un modo per inibire qualsiasi dialogo è quello di adottare uno stile di interazione giudicante: se vogliamo abituare i figli a parlare dobbiamo avere un atteggiamento incoraggiante ed essere pronti ad ascoltare anche cose che non ci piacciono.

Un buon attaccamento nei primi anni di vita fa dunque sentire salvi e sicuri, ha effetti positivi, fisici e psichici, sia immediati sia a lungo termine: gli effetti benefici vanno a costituire una "base sicura" da cui trarre energia.

A lungo termine, un buon attaccamento ha i seguenti effetti:
- aiuta il bambino a osservare il mondo che lo circonda e a prendere iniziative
- facilita la socializzazione
- aiuta a reagire agli stress, a fronteggiare le frustrazioni, i dolori e le paure
- favorisce il raggiungimento di un giusto equilibrio tra dipendenza e indipendenza
- favorisce lo sviluppo di relazioni affettive sane negli anni a venire

Oltre al buon attaccamento ai genitori, altri "fattori protettivi" sono le amicizie, la curiosità, il senso dell'umorismo, l'immaginazione, la creatività, le competenze: ogni bambino dovrebbe avere almeno un'"isola di competenza" da cui trarre quell'energia vitale che può poi trasferire ad altri ambiti.
Anche il supporto sociale è sicuramente un fattore di resilienza molto potente.

La resilienza, in conclusione, è l'abilità di trarre anche dalle esperienze negative insegnamenti utili, senza lasciarsi abbattere o spaventare più del necessario; si sviluppa con un processo di crescita, in funzione delle esperienze e degli incontri che una persona fa, delle paure e delle frustrazioni che riesce a superare, dei risultati che ottiene, dell'amore che riesce a ricevere e a dare, degli schemi di riferimento che via via struttura, della capacità di mantenere viva la fiducia in se stessi, di costruire un'immagine di sé positiva e di intravedere una via d'uscita anche in condizioni precarie.

Autore: Anna Oliverio Ferraris
Editore: BUR

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Facciamo i colori!

Se dipingere, colorare e "pasticciare" sono tra le attività preferite di ogni bimbo, immaginate quanto divertimento nel realizzare da soli i propri colori?

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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile]