Laboratorio per insegnanti e genitori: i bisogni speciali dei bambini

Il centro Studi Erickson mette a frutto i venti anni di esperienza, studio e ricerca nell'integrazione delle persone disabili e nel loro sostegno all'interno della scuola, creando una serie di laboratori e servizi pensati come supporto per insegnanti, educatori, genitori e bambini. In Italia un bambino su cinque manifesta bisogni educativi speciali ed è quindi necessario che la scuola sia in grado di affrontare queste emergenze che rientrano ormai nella quotidianità.

Il Centro Erickson mette a disposizione il lavoro svolto in questi anni proponendo, fra gli altri laboratori, dei gruppi di lavoro per insegnanti che, opportunamente affiancati da esperti ricercatori, si confronteranno sulle specifiche difficoltà dell'apprendimento, con un lavoro di controllo e monitoraggio su soggetti potenzialmente a rischio. L'obiettivo di questi laboratori è quello di insegnare ai docenti come realizzare un percorso scolastico adeguato, valutare le difficoltà incontrate e suggerire alle famiglie, in modo più preciso, la richiesta di intervento specialistico di neuropsichiatri o psicologi per affrontare tempestivamente le difficoltà individuate. 

Secondo Riccardo Mazzeo, responsabile stampa del Centro Erickson, si tratta di una novità assoluta perché si tratta di laboratori gratuiti che per la prima volta vengono organizzati da una casa editrice in modo continuativo e sistemico. Ne parliamo in modo più specifico con Monja Tait, responsabile dei Laboratori di Ricerca Erickson, laureata in "Psicologia dello sviluppo e dell'educazione" e specializzata in "Psicopatologia dell'apprendimento". All'interno dei Laboratori di Ricerca, Monja Tait si occupa dell'organizzazione, coordinazione e conduzione di numerose attività: la costituzione di piccoli gruppi di insegnanti che - attraverso la metodologia del focus group e della ricerca-azione e la supervisione di esperti - affrontano tematiche come le difficoltà di apprendimento, la didattica metacognitiva, il potenziamento delle abilità cognitive, la comprensione del testo, la lettura dell'orologio e la gestione del tempo, i disturbi dell'attenzione e l'iperattività, l'autismo, l'apprendimento cooperativo, il bullismo (tra gli argomenti dei primi laboratori che saranno attivati); progetti di ricerca empirica con sperimentazione di attività specifiche come l'educazione affettiva o le nuove tecnologie. L'insegnante può estendere la ricerca al gruppo classe sia all'interno della propria scuola sia portando i ragazzi ai Laboratori di Ricerca. Nei Laboratori si organizzano anche seminari a carattere interattivo che favoriscono il confronto e lo scambio di esperienze e di opinioni. È previsto inoltre l'utilizzo delle nuove tecnologie come supporto alla didattica. 

Ecco, in una serie di domande e risposte, la descrizione dei laboratori da parte di Monja Tait:

Com'è nata l'idea dei Laboratori e quali sono le fonti scientifiche a cui vi ispirate per realizzarli?
L'idea dei Laboratori nasce dalla convinzione che il contributo dei principali soggetti che utilizzeranno gli strumenti e i metodi nati dalla ricerca sia fondamentale per indirizzare e implementare la ricerca stessa. Questa convinzione deriva anche dall'esperienza: la ricerca in campo educativo che ha saputo fondere sapere teorico e conoscenze empiriche ha prodotto strumenti operativi maggiormente rispondenti alle esigenze dei soggetti che quotidianamente operano nella scuola e nell'educazione. Grazie a quest'apertura ci sono arrivate numerose richieste di partecipazione a gruppi di ricerca-azione da parte di educatori e insegnanti che hanno interesse a dare il loro contributo per far nascere tali strumenti d'intervento che accolgano maggiormente le esigenze dell'educazione e della scuola. Molto successo hanno avuto anche i seminari interattivi come quello su "Lo stress dell'insegnante" e quello su "I Bisogni Educativi Speciali". A febbraio 2007 partiranno altri seminari che tratteranno argomenti quali: il metodo Feuerstein, i disturbi dell'apprendimento, i software per educare al comprendere, il bullismo, l'apprendimento cooperativo, la gestione delle classi difficili, gli interventi sui comportamenti-problema, il piano educativo individualizzato e il progetto di vita, le competenze sociali e la vita quotidiana, per fare qualche esempio. Le basi scientifiche e metodologiche sulle quali nascono i Laboratori derivano dalla psicologia cognitivista. Nella strutturazione dei progetti vengono utilizzati i metodi del focus group e della ricerca-azione.

Come vengono promossi i laboratori nelle scuole e nelle famiglie?
Le attività dei Laboratori di Ricerca sono state promosse attraverso una capillare informazione verso tutte le scuole e gli enti che si occupano di educazione o disabilità in Trentino Alto Adige. Sul nostro sito www.erickson.it , ai Laboratori di Ricerca è stata dedicata una sezione che contiene tutte le informazioni e i principali link delle attività in corso o future. Ogni settimana vengono spedite informazioni via mail sulle novità dei Laboratori a chi le abbia richieste o si sia iscritto, sempre tramite il sito, alla newsletter dedicata che ricorda anche il calendario delle proposte. Chi desiderasse ricevere queste informazioni attraverso il servizio newsletter può inviare un messaggio e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Quali sono esattamente i laboratori indirizzati ai genitori?
Si costituiranno dei piccoli gruppi di discussione, condotti da esperti, sulle tematiche maggiormante richieste dai genitori quali il disturbo dell'attenzione e l'iperattività, le difficoltà scolastiche, il rapporto genitore-figlio nell'adolescenza... per fare qualche esempio.

I bambini possono partecipare ai laboratori?
Protagonisti dei Laboratori saranno proprio i bambini. Verranno coinvolti in progetti di ricerca empirica che prevedono la sperimentazione di attività specifiche. La prima attività prevista, per esempio, sarà sull'educazione affettiva. Insegnanti ed educatori potranno portare ai Laboratori il proprio gruppo classe per sperimentare percorsi didattici ed educativi. Per i bambini più piccoli, dai 4 ai 7 anni, verrà affrontata la tematica della scoperta delle emozioni. Attraverso giochi, disegni e lavori di gruppo il laboratorio permetterà ai bambini di scoprire le proprie emozioni e i propri sentimenti, anche quelli negativi, per conoscerli, comprenderli, accettarli e trasformarli senza averne timore. Per i bambini dai 6 ai 10 anni verrà avviato un progetto di ricerca dal titolo "Chi trova una fiaba trova un tesoro". Con il loro linguaggio semplice, la caratterizzazione dei personaggi e la dimensione magica, le fiabe possono costituire per i bambini un importante veicolo di informazioni, valori e insegnamenti. Attraverso una storia si può parlare di ribellione, fiducia in se stessi, autonomia, diversità, sessualità, generosità, ingiustizia, tristezza... Per i più grandi, dagli 8 ai 12 anni, si è pensato ad un laboratorio dal titolo: "Raccontare storie aiuta i bambini: la narrativa psicologicamente orientata", dove i ragazzi verranno aiutati a inventare nuove storie che permettano loro di esprimere le proprie emozioni, negative e positive.

Il materiale dei corsi è eventualmente disponibile per insegnanti che volessero approfondire l'argomento?
Per ogni corso vengono forniti il materiale didattico e i riferimenti a cui attingere direttamente dal nostro sito, o da quello degli esperti che sono intervenuti, per scaricare il materiale relativo.

Pensate di promuovere l'iniziativa in altre parti d'Italia?
L'idea che ci piacerebbe realizzare è proprio questa. Vorremmo che i nostri laboratori facessero da apripista alla nascita di nuove realtà in Italia come quella costruita qui a Trento.

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