Modifiche al regolamento della Commissione per le adozioni internazionali

Venti di novità sulle adozioni internazionali. Rosy Bindi, neo ministro per la famiglia, ha già portato a casa un buon risultato. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato a metà dicembre alcune modifiche al regolamento della Commissione per le adozioni internazionali. Prima dell'approvazione definitiva, il nuovo regolamento dovrà avere il parere favorevole dal Consiglio di Stato e poi ritornare per il via libera definitivo del governo. Esaminiamole più da vicino. 

In linea con gli altri paesi, che hanno ratificato la Convenzione dell'Aja, anche in Italia, la presidenza della CAI (commissione adozioni) coinciderà con quella del ministero corrispondente, in questa legislatura, dunque, col Ministero per la Famiglia. Fino a questo momento, invece, la presidenza era di incarico governativo ma di responsabilità tecnica. Il presidente uscente è il magistrato Roberta Capponi. Perché costituisce una novità? Perché, in maniera determinante, le deleghe alle adozioni internazionali faranno parte dell'agenda politica del Ministero e dunque, ci si augura, anche nella direzione di una maggiore collaborazione fra i Ministeri competenti (del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero degli Esteri soprattutto) e delle altre istituzioni collegate (i Tribunali dei Minori, le Regioni, ecc.). I compiti più strettamente tecnici e/o amministrativi saranno svolti da un vicepresidente con competenze giuridico-specialistiche. Il presidente, inoltre, sarà affiancato da 3 esperti del settore delle adozioni internazionali (AI), di comprovata esperienza, che colmeranno alcune carenze tecnico-giuridiche rilevate. 

Un'altra novità di assoluto rilievo è l'allargamento della Commissione alle associazioni familiari, come auspicato anche dalla Associazione Genitoriche. Le tre associazioni che faranno parte della Commissione avranno carattere nazionale e non saranno emanazioni di Enti autorizzati (EA) per non creare inutili sovrapposizioni. Finalmente è riconosciuto alle associazioni familiari un ruolo di primo piano nelle politiche delle adozioni, fra la Commissione e gli EA. Insieme agli EA possono contribuire a sfaccettare meglio il complesso mondo delle AI e contribuire al miglioramento del sistema. 

Per ciò che concerne gli aspetti più tecnici, il nuovo regolamento, prevede che la Commissione riveda e stabilisca i criteri in base ai quali concedere le autorizzazioni agli Enti autorizzati e le possibilità di revoca delle stesse, ora limitate alle gravi inadempienze ed in futuro allargate anche, ad esempio, alla scarsa efficacia dell'EA. Inoltre la Commissione può favorire anche la fusione fra più Enti per una più efficace ed efficiente gestione del territorio. Questo provvedimento si colloca fra due posizioni contrastanti, fra coloro i quali auspicavano un maggior rigore nell'autorizzazione degli EA, che avrebbe dovuto portare a pochi grandi concentrazioni di EA sul territorio, e chi voleva il mantenimento dello status quo che ad oggi conta 71 Enti autorizzati senza alcuna "istruzione per l'uso". 

In questa grande "offerta" di EA per i futuri genitori adottivi sono poco chiari i contorni entro i quali muoversi per conferire mandato. Le tabelle dei costi fornite dalla Commissione sono un primo passo assolutamente non sufficiente. La Commissione richiederà agli EA non solo l'indicazione dei costi ma anche dei tempi medi per ciascun paese in cui l'EA è operativo.

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