La buonanotte ed altri riti

Il rito della buonanotte, il rito dei saluti, i riti delle feste…
Di quanti riti è costellata la nostra vita, di genitori ma non solo!

Chiunque abbia un figlio conosce il valore che i riti hanno per i bambini, e il loro potere. 
Un potere che come tutti i poteri può essere buono o cattivo, a seconda di come lo si usa... o meglio a seconda se siamo noi ad usare il potere o il potere ad usare noi. 

Un rito è come il bastone del pellegrino, che ci accompagna nelle difficoltà, dandoci la possibilità di sostenerci a qualcosa che ci è conosciuto, anzi di più, che ci è caro. 

Pensiamo al rito della buonanotte. Ogni bambino ha il suo, e spesso è un rito che unisce il genitore e il figlio, in un momento di estrema intimità, per aiutare entrambi al distacco misterioso del sonno. Ci illudiamo che serva solo al bambino, ma se ci pensiamo bene serve anche a noi, per rassicurarci che nostro figlio sia sempre lo stesso anche se cresce, che il giorno dopo lo troveremo nel suo lettino (o nel lettone…), insomma, che tutto andrà bene anche dopo aver attraverato il grande oceano della notte. 

I riti sono immutabili ma vivi. Pur essendo qualcosa che si ripete giorno dopo giorno, è proprio introducendo piccoli cambiamenti che si può aiutare un bambino a crescere. 
Ritornando al rito della buonanotte, se quando il bimbo è piccolo il nostro rito prevedeva che lo tenessimo in braccio, pian piano cambierà, magari un giorno ci sdraieremo accanto a lui, e dopo ancora ci siederemo a fianco del letto tenendogli la mano, e alla fine lo saluteremo col bacio della buonanotte, dopo aver letto insieme una fiaba. 

Ci vogliono buone antenne e tanta sensibilità, per non forzare la situazione ma cogliere i segnali che nostro figlio ci manda. 

Il rito è il modo in cui si arricchisce di valore e di senso un momento speciale e può servire anche per contribuire a rendere magici i passaggi quotidiani nei quali i nostri figli trovano delle difficoltà. Se ad esempio nostro figlio non ama stare a tavola e mangiare come piacerebbe a noi, perché non provare a trasformare questo momento in una specie di festa, fatta di piccole cose? Un tavolino apposta per lui apparecchiato di tutto punto assieme, con le sue posate, il suo bicchiere e la sua tovaglietta. Come i grandi ma solo per lui… 

Un'altra situazione nella quale il rituale può essere di aiuto sono le partenze: spesso nel fare le valigie, chiudere casa e verificare che sia tutto a posto non è facile trovare uno spazio e un tempo per il bambino. Noi siamo tesi, lui lo diventa ancora di più: perché sta per affrontare un cambiamento e -si sa- i pargoli, soprattutto i più piccoli, non amano molto i cambiamenti; perché ci vede nervosi; perché nessuno lo considera. 
Inventare un'attività speciale, sua, può risolvere la situazione. Ad esempio preparare il suo zaino con le cose che vuole portarsi dietro, oppure fare un commiato al luogo, soprattutto se si sa che non vi torneremo per molto tempo: accompagnarlo a fare il giro dei posti a lui cari, ai quali potrà dedicare un piccolo saluto speciale. 

Come dimenticare l'accompagnamento a scuola? Con i miei figli abbiamo inventato una canzoncina, che canto ai miei figli durante il tragitto. "Santa scuolina" ci riconcilia tutti i giorni con quel brutto momento che è la mattina: loro che a volte non avrebbero proprio voglia di varcare la soglia, e magari preferirebbero andare dalla nonna o venire con me, io che sono stata fino a un secondo prima agitatissima, e urlantissima, per il ritardo. 

Come tutte le cose potenti e un po' magiche, anche i riti possono diventare cattivi. Quando si cristallizzano e si trasformano in gabbie nelle quali il bambino si imprigiona perché il suo sacrosante timore del mondo diventa eccessivo, o per mille altre ragioni tutte da scoprire.
Quando i bambini cominciano ad avere bisogno di troppi riti per fare le cose, può voler dire che c'è qualcosa che non va. 
Anche in questo caso di manifesta la potenza del rito, come indicatore di disagio. 

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Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

Cappuccetto Rosso è la fiaba dei fratelli Grimm, le altre sono versioni alternative alla fiaba classica, ognuna delle quali monocolore, rispettivamente verde, gialla, blu e bianca.

Cappuccetto Verde, con l'amica ranocchia e il lupo cattivissimo nascosto tra le siepi; quello Giallo nella giungla d'asfalto della città sembra un po' i nostri bimbi; quello Blu vive sul mare e è alle prese con uno squalo; quello Bianco è tutta da ... disegnare.

Il tema conosciuto pur con le fantasiose varianti aiuta il bambino nella lettura: sanno cosa succede e questo è rassicurante ma sono incuriositi dalla diversa ambientazione colorata e divertente.

Consigliato a partire dai sei anni.

autore: Bruno Munari, Enrica Agostinelli

editore: Einaudi

 

Guida al consumo critico

"Il consumo critico e grandi campagne di sensibilizzazione hanno indotto varie imprese a imboccare la strada della responsabilità sociale e ambientale. Ma ancora troppe continuano a violare i diritti umani, sfruttando i piccoli produttori del sud del mondo, volendo imporre gli organismi geneticamente modificati, sostenendo regimi oppressivi, finanziando guerre, rifornendo eserciti. Ecco la necessità di informarci per fare sentire alle imprese tutto il nostro peso di consumatori che dicono no a comportamenti irresponsabili. Questa guida aiuta a stabilire su quali prodotti far ricadere le scelte d’acquisto, per indurre le imprese a comportamenti migliori, perché il consumo ha su di esse potere di vita o di morte."

Autore: Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Editore: EMI

Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti