Giochiamo riciclando

In attesa di metterci d’accordo se siano meglio le discariche o gli inceneritori, insegniamo ai nostri figli come si realizza la raccolta differenziata degli oltre 30 milioni di tonnellate di spazzatura che produciamo annualmente in Italia.
Per prima cosa dobbiamo imparare a buttare meno oggetti nella spazzatura, riutilizzando quello che ancora funziona e riciclando il più possibile, perché alcuni materiali come la plastica durano praticamente in eterno, altri invece, per esempio le lattine, resistono per un centinaio di anni; per fortuna i rifiuti organici hanno vita breve degradandosi nell’arco di qualche mese.
Moltissimi giocattoli, ancora in buono stato, finiscono nel secchio della spazzatura, quando invece basta poco per rimetterli in sesto, per continuare a giocarci, o donarli magari alla scuola più vicina. I vestiti, il più delle volte, diventano solo troppo corti e può essere utile portarli alle associazioni che li raccolgono per donarli ai più bisognosi.
Facciamo lavorare le nostre mani e costruiamo dei giochi con materiale di riciclo.


Mostro coccodrillo

Materiale: Contenitore delle uova, due palline da ping pong, cartoncino colorato bianco, colla e tempera di colore verde.

Incolla le due palline da ping pong al centro del contenitore delle uova, con un pennarello indelebile disegna gli occhi al centro delle palline da ping pong. Con il cartoncino bianco fai dei piccoli coni, tutti della stessa grandezza, che poi incollerai sul contenitore delle uova. Diventeranno così i denti del tuo feroce coccodrillo!

Il Polpo

Tratto da “C’era una volta una bottiglia di plastica” di Claudio Madia Editoriale Giorgio Mondadori

Materiale: Una bottiglia di plastica e forbici con la punta arrotondata.

Taglia il fondo della bottiglia ma, per non farti male, appoggiala su un tavolo: con una mano tieni ferma la bottiglia e con l’altra impugna le forbici, in modo da fare una leggera pressione con la punta della lama sulla superficie da tagliare. Facendo perno sulla punta, ruota la lama, in un senso o nell’altro, fino ad ottenere un piccolo foro nel quale farai penetrare la lama delle forbici, per cominciare a tagliare e togliere il fondo della bottiglia.
Partendo dal fondo fai un taglio che sale fino al collo.
Poi fanne uno uguale dalla parte opposta.
Ora dividi a metà, per il lungo, le due strisce. Adesso le strisce sono diventate quattro. Con altri quattro tagli, dividi ancora a metà le strisce che diventeranno sempre più sottili e infine saranno otto come i tentacoli di un polipo.
Con un poco di fantasia divertiti a modellare le punte di tentacoli, in dentro o in fuori. Con un pennarello indelebile colora gli occhi. Se vuoi appendere il tuo polpo, fai un buco nel centro del tappo con un chiodo ed un martello, quindi infila un elastico, o uno spago lungo e sottile, nel buco e fai un nodo grosso in modo che non riesca a ripassare dal buco.

Potere trovare tantissime altre idee su
www.disney.it
www.recycling-guide.org.uk (in inglese)
http://www.makingfriends.com/recycle/tp_puppets.htm (in inglese)

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Nebbia di streghe

Nebbia di streghe, una bella fiaba avventurosa, avvincente e allo stesso tempo commovente, che aiuta i giovani lettori a comprendere la separazione tra genitori. 

Carletto è il protagonista di questo libro, ha sette anni e vede fra i sui genitori una nebbia grigia, che con il passare del tempo, diventa sempre più fitta, al punto tale che non riescono quasi più a parlare e ad incontrarsi.

La nebbia l’ha mandata la strega Cunegonda, perché Carletto non ha accettato di seguirla nel suo castello, dove lei lo ha invitato per una grande festa di bambini.
Carletto, rendendosi conto che la nebbia fra i genitori peggiorava decide di seguire la strega, con la speranza che questo possa servire a farla svanire.

Giunto al castello, Carletto scopre che insieme a lui ci sono tantissimi altri bambini e comincia un avventura che li porterà a sconfiggere le streghe, colpevoli di voler trasformare i bambini in streghe e streghi, e a fuggire dal castello.

Al suo ritorno a casa la gioia dei genitori è immensa ma dopo pochi giorni la nebbia ritorna, a quel punto Carletto è convinto che quello che sta succedendo accade solo per colpa sua.
Per fortuna trova il coraggio e si confida con la mamma, la quale gli spiega che a volte fra i genitori cala una nebbia che rende difficile la loro convivenza, al punto tale che non riescono nemmeno più a rivolgersi la parola.
La colpa non è certamente di Carletto, lui non c\'entra niente, può succedere che i genitori smettano di amarsi, e anche se ciò accade non smetteranno mai di voler bene ai loro bambini.
La mamma spiega a Carletto che l’unico modo per far si che la nebbia vada via è che la mamma e il papà non vivano più sotto lo stesso tetto.
Carletto è spaventato perché non sa che fine fanno i bambini che hanno i genitori che si separano, la mamma lo rassicura immediatamente, abbracciandolo teneramente e spiegandogli che i bambini staranno un pò nella nuova casa della mamma e un pò in quella del papà, in modo tale che quell’orribile nebbia non torni più.

autore: Giulio Levi

editore: Falzea Editore

La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

DIVERGENT

Ho sempre adorato i libri per gli adolescenti, ma ultimamente ho sviluppato un nuovo amore per una serie in particolare. Divergent, é il primo dell’omonima trilogia di libri di Veronica Roth. Popolarissima tra i giovani, é l’ennesima serie di libridistopici. O almeno credo si dica così...non conoscevo questo termine finché mia figlia Penelope ha iniziato a leggere questo nuovo genere di romanzi. Utilizzando un linguaggio ed una classificazione ‘tradizionale’ potremmo definirli romanzi di fantascienza, con delle sfumature di significato un pò particolari. Ambientati nel futuro, offrono la rappresentazione di una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi. Il padre di questo genere potrebbe essere considerato1984(G. Orwell) oFahrenheit 451(R. Brandbury). The Hunger Gamesne é un’altro esempio contemporaneo popolarissimo, già diventato un cult.

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