Praga facile

Appena rientrata da un fine settimana, segnalo qualche dritta per chi volesse accostarsi alla capitale ceca: 

-Volare a Praga 
In questo momento Skyeurope fa ottime offerte in partenza da Torino, Roma, Milano/Bergamo, Napoli e Rimini. 
http://www1.skyeurope.com/it/ 

-Cambio 
Benchè entrata nella CEE, ancora per quest'anno in Repubblica Ceca la valuta è la Corona; in aeroporto ci sono diversi sportelli di cambio e bancomat per prelevare direttamente corone.

-Dall'aeroporto in città 
Comprare nell'atrio dell'aeroporto un biglietto da 20 corone (circa 80 cent), uscire e prendere il Bus 119 che in una ventina di minuti arriva a Dejvicka, capolinea della metropolitana VERDE che porta in centro città (con lo stesso biglietto del bus). 

-Hotel 
Su expedia.it si trova di tutto, noi siamo stati all'HOTEL U BRANY, centralissimo in Nerudova, Mala Strana: la via principale di accesso al castello, a un centinaio di metri dal Ponte Carlo e dalla fermata dei mezzi pubblici. 
http://www.ubrany.cz/interier.php 
I prezzi indicati sul sito sono opinabili, probabilmente validi nei periodi di picco (ponti e vacanze estive): con Expedia a gennaio una suite per 4 persone (noi ci stavamo in 2) con due camere, salotto, bagno, colazione: 90 euro/giorno 

-Spostamenti 
Il centro e i siti turistici sono tutti visitabili a piedi. 

-Cibo 
In birreria una cena completa costa sui 10 euro a testa, al ristorante circa il doppio. 

-Indice di bambinabilità 
A mio parere buono. La città si gira a piedi (passeggino free per i più piccoli), è poco trafficata rispetto alle altri capitali europee, ed è ricca di attrazioni interessanti per i grandicelli: torri e castelli e guardie a cavallo. 

-Clima 
A gennaio c'è la neve, quella bella neve secca e pulita del nord europa. temperature sullo zero, ma tantissimi luoghi coperti e ben riscaldati in cui riprendersi.

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Cane nero

Conoscete la leggenda del terribile Cane Nero? Pare basti un suo sguardo per scatenare gli eventi più funesti. 

Così, quando una mattina d'inverno si presenta fuori dalla casa dalla famiglia Hope, tutti scappano impauriti. Tranne la giovane Small, che saprà riportare la bestia alle giuste dimensioni.
Un libro che insegna ai bambini (e non solo) a guardare in faccia e ad affrontare le proprie paure e le proprie ansie, non importa l'età. Magari scoprendo che non sono poi così tremende come uno pensa.

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Io sono Malala. La mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne

Malala Yousafzai è una ragazza nata in Pakistan nella valle dello Swat. Nel libro descrive con orgoglio la bellezza della sua terra: la natura meravigliosa, la bellezza delle montagne e delle sue acque; racconta con sguardo attento anche la storia del suo paese e del suo popolo: i Pashtun, suddivisi in varie tribù sparse nel Pakistan e nell’Afghanistan dove l’ospitalità e l’onore sono i valori fondamentali. Malala ci racconta della sua famiglia, di suo padre e di sua madre che si sono sposati per amore e non attraverso un accordo stipulato dalle rispettive famiglie.

Il padre, in particolare, figlio di un Imam insegnante di teologia, è un padre diverso dagli altri che usano violenza contro le loro mogli. Suo padre condivide ogni scelta di vita con la propria moglie. Anche il nome Malala fu scelto da lui perché era il nome di un’eroina afghana che nel 1880 incitò le truppe del suo paese che stavano per essere sconfitte dall’esercito inglese: innalzò una bandiera afghana, venne uccisa, ma il suo coraggio servì a vincere una sanguinosa battaglia.

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Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile]