Fà a cosa giusta!: scelte di stili di vita sostenibili e consumo critico

Non più solo cioccolato, banane o caffè.

Per chi crede che un altro mondo e soprattutto un'altra economia siano possibili, non c'è più solo la scelta dei prodotti del commercio equo e solidale per cercare di cambiare le cose in prima persona, ma c'è la possibilità di fare scelte che coinvolgono davvero tutti i campi della nostra vita. 

Un esempio concreto viene dalla fiera Fa' la cosa giusta! che sarà possibile visitare a Milano dal 13 Aprile 2007 a domenica 15 Aprile 2007. Il sottotitolo della manifestazione è Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in Italia e i temi sono quelli dell'economia solidale, del consumo consapevole, degli stili di vita sostenibili e della responsabilità sociale d'impresa. 

La Fiera vuole presentare e promuovere stili di vita diversi, ma, forse ancora più importante, quest'anno vuole dimostrare concretamente e in prima persona che questi stili di vita si possono mettere in pratica da subito: l'organizzazione della manifestazione ha infatti voluto dare un esempio di come le cose possano essere davvero fatte in un altro modo. 

E così per l'allestimento della fiera si sono usati materiali che potranno essere riutilizzati in futuro o riciclati completamente, la raccolta differenziata è promossa tra pubblico ed espositori attraverso le "Isole del Riciclo", le emissioni di CO2 causate dalla manifestazione saranno azzerate da AzzeroCO2 grazie ad un progetto di riforestazione nel parco Nord di Milano, la ristorazione è fatta in preferenza con prodotti biologici e dei presidi di Slow Food (di stagione e da "filiera corta"), nel bio-ristoro si utilizzano solo stoviglie in mater-bi®, biodegradabili al cento per cento, e l'acqua è solo "Acqua del Sindaco", cioè del rubinetto, buona, sicura, pubblica e gratuita, i catering della conferenza stampa e dei convegni sono biologici e solidali, i computer dello staff utilizzano solo software libero, i cataloghi sono in carta riciclata, stampati utilizzando un processo eco-sostenibile, i movimenti economici di Fa' la cosa giusta! transitano su un conto di Banca Etica e l'assicurazione di fiera ed espositori è etica grazie al Consorzio Caes.

In un'epoca in cui sempre più spesso le decisioni economiche e anche politiche più rilevanti sono prese dalle multinazionali o da organizzazioni che non sono state elette democraticamente dai cittadini (WTO, FMI, Banca Mondiale), diventa cruciale la partecipazione diretta delle persone, diventa sempre più importante il ruolo delle reti, delle associazioni, dei comitati che agiscono dal basso, diventano sempre più importanti le scelte, anche piccole, di ognuno di noi.

Come gli organizzatori di Fa' la cosa giusta! anche ognuno di noi può agire in prima persona nei cambiamenti: quando per le nostre vacanze scegliamo vacanze responsabili che rispettano l'ambiente e che promuovono lo sviluppo reale delle comunità locali; quando per aprire un conto corrente scegliamo una banca come Banca Etica che destina i propri finanziamenti al microcredito e sostiene il mondo no profit, l'economia solidale, la cooperazione sociale, la cooperazione internazionale, la tutela dell'ambiente, la società civile; quando come fornitore di energia elettrica scegliamo un fornitore di energia prodotta solo da fonti rinnovabili (per i privati questo sarà possibile dall'estate del 2007); quando per la nostra spesa acquistiamo prodotti del commercio equo e solidale o addirittura decidiamo di entrare a far parte di un Gruppo di acquisto solidale (GAS) che scavalca le grandi centrali di distribuzione e privilegia i piccoli produttori locali, soprattutto quelli che producono in modo biologico.

Alex Zanotelli dice: Votate ogni volta che fate la spesa, ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca...
Ora più che mai questa considerazione è vera, ora più che mai ci sono tante possibilità per scegliere di fare la cosa giusta!



Per maggiori informazioni:


- Sulla manifestazione Fa' la cosa giusta!: Fa' la cosa giusta! 
- Sul turismo responsabile: Associazione Italiana Turismo Responsabile 
- Sulla finanza etica: Banca Etica 
- Sul commercio equo e solidale: Altromercato 

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UN DUE TRE SCALA

"UN DUE TRE SCALA" è una nuova collana di libri illustrati per bambini, ideata da Tita e Teatro alla Scala, edita da Skira-Classica, che racconteranno ai più piccoli attraverso un linguaggio adatto a loro, il mondo della musica classica.

Il progetto nasce dall'incontro di testi e immagini ed è pensato per avvicinare i piccoli lettori al mondo della musica classica.

Ogni volume è realizzato con un'innovativa tecnica artigianale "a fisarmonica": leggibile da entrambi i lati, un formato originale, capace di trasformare il libro in un coloratissimo gioco interattivo. Una vera sfida ai supporti informatici ormai alla portata anche dei più piccoli

Libri dinamici e istruttivi (in edizione bilingue, italiano e inglese), che segnano la felice unione tra parole, arte illustrata e musica, grazie anche ai colorati disegni di navigati illustratori per l'infanzia.

Il primo volume "10 e più cose incredibili sulla Scala. Lampadine, uova e leggende a teatro" è illustrato da Brendan Wenzel e curato dal musicologo Marino Mora. Racconta un viaggio alla scoperta di tutti i segreti della Scala, davanti e dietro al sipario.

Il secondo volume "Giuseppino. Come il piccolo Verdi è diventato il grande Verdi" è dedicato all'infanzia di Giuseppe Verdi, nell'anno del bicentenario della sua nascita. Disegni di Gloria Pizzilli e testi di Marino Mora.
Tutti i volumi di "Un due tre Scala" sono in vendita in esclusiva presso La Scala Shop di Milano e sul sito internet www.lascalashop.it

In occasione della presentazione della nuova collana editoriale per bambini "123 Scala",
Skira Classica Srl e Tita, in collaborazione con l'Associazione L'ILOPERA, invitano le famiglie ad un
PERCORSO DIDATTICO al MUSEO TEATRALE ALLA SCALA DOMENICA 26 MAGGIO 2013

I partecipanti saranno condotti dai professionisti di L'ILOPERA attraverso le sale del Museo: alla visita guidata sarà affiancato un coinvolgente percorso didattico di approfondimento sull'opera lirica e sulle arti e i mestieri che la rendono probabilmente la forma di spettacolo più ricca e multidisciplinare che esista.

Potranno partecipare all'iniziativa le famiglie composte da almeno un genitore ed un bambino/ragazzo (fino a 18 anni) per un massimo di 80 persone.
Si potrà scegliere l'orario di ingresso fra i due seguenti (durata della visita 1 ora e mezza):
1. primo gruppo alle ore 9.30 (massimo 40 persone)
2. secondo gruppo alle ore 11.00 (massimo 40 persone)

Per prenotare la visita inviare un'e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.:
• indicando nell'oggetto "26 maggio"
• indicando nel testo il numero di adulti e di bambini/ragazzi partecipanti
• indicando nel testo l'orario scelto (9.30 o 11.00)

La prenotazione sarà confermata oppure sarà comunicato l'esaurimento dei posti disponibili.

Una sorellina per Paolino

Presto mamma coniglio avrà un piccolo e tutti sono felici...

Tutti tranne Paolino. Il suo amico Robi l'ha avvertito: i neonati sono una vera catastrofe e Paolino, a dire il vero, preferirebbe avere un criceto, piuttosto che un bebè.

Ma, quando nasce la sorellina, cambia tutto...

Una storia piena di umorismo e tenerezza che parla dei dubbi e delle paure di tutti i bambini, quando arriva a casa un fratellino.

Età consigliata: dai 3 anni.

 

autore: Brigitte Weninger, Éve Tharlet (traduzione di L. Battistutta)

editore: Nord-Sud

Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori