Pamela Lyndon Travers

Chi non conosce Mary Poppins?

La tata fatata è parte dell’immaginario collettivo di mezzo mondo, grazie soprattutto al film di Walt Disney, interpretato da Julie Andrews e Dick van Dike, negli anni Sessanta. Pochi però sanno qualcosa della sua creatrice e di come le diede vita.

Helen Lyndon Goff nata a Marysborough, in Australia, nell'agosto del 1899, rimasta, ancora piccola, orfana del padre, cominciò a pubblicare poesie ancora adolescente e, più o meno altrettanto giovane, cominciò la sua carriera di attrice per la quale girò Australia e Nuova Zelanda, prima di approdare in Inghilterra nel 1924.

Nel regno Unito si dedicò a lungo soprattutto alla poesia, assumendo lo pseudonimo di P. L. Travers.

Un giorno però si mise al tavolo e cambio genere.

Fu così che nacque Mary Poppins. E nel 1934, quando per la prima volta vide le stampe, fu un successo senza precedenti, che aprì la porta ad una serie di ulteriori sette episodi della Magica Tata.

Quando le fu chiesto come fosse nato il suo personaggio, la Travers rispose solo che un giorno era stata Mary Poppins stessa a presentarsi a lei dicendole di metterla su carta. Solo molto anni dopo, ormai ottantenne, raccontò ad una rivista inglese che Mary Poppins prendeva spunto da una storia inventata molti anni prima, ancora bambina, per intrattenere le sorelline minori in un momento assai tragico, di forte depressione della madre. Un personaggio immaginario che le avrebbe sempre tenuto compagnia quindi, fino a quando la sua creatrice non ha deciso di consacrarla alla letteratura, per la gioia di generazioni di bambini e non solo.

P.L. Travers ha sempre difeso la propria privacy ad ogni costo, perciò di lei non sappiamo molto, a parte che fu molto interessata all'esoterismo, che intorno alla trentina inoltrata adottò un bambino, non si sposò mai e passò quasi un ventennio a rifiutare la corte serrata di Walt Disney, intenzionato ad acquisire i diritti su Mary Poppins.
Alla fine capitolò, non si sa perché né come, probabilmente il buon Walt le fece un’offerta irrifiutabile, quindi nel 1964 la Disney poté realizzare il film che tutti conosciamo e amiamo.

Forse anche cedere, sebbene abbia più volte dichiarato di essersene pentita, condannando esplicitamente la trasposizione filmica della “sua” Mary Poppins, fu un’intuizione felice che permise al suo personaggio di farsi scolpire nella mente di generazioni di bambini e adulti, ben oltre la fortuna dei libri che l’avevano generata.

P.L. Travers morì nel 1996 all'età di 96 anni, lasciando una produzione letteraria di notevoli dimensioni e un mito moderno: Mary Poppins.

Per saperne di più:
PLTravers- Wiki

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Il cammino dei diritti

Questo libro illustrato racconta in molto semplice ed immediato del lunghissimo percorso che in tutto il mondo uomini e donne di epoche diverse hanno fatto, nel riconoscimento dei diritti umani. Quando è stato, e dove è stato, che un Paese ha detto no ad una barbaria illuminando la strada non solo ai propri cittadini, ma anche al resto del mondo, perché potesse seguire il suo esempio?

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L'avventura di crescere - una guida per i genitori di oggi

Dal risvolto di copertina:
"L'avventura di crescere, un libro che descrive lo sviluppo infantile a partire dalla nascita attraverso le tappe fondamentali: la scoperta del mondo, la conquista, gli altri, la famiglia, la scuola, l'adolescenza, l'appetito, il sonno, la paura, la violenza, la censura, la religione, il danaro, lo sport ...
Con la sensibilità di chi ha trascorso molto tempo a fianco dei genitori e dei bambini, Bernardi ci aiuta ad affrontare con responsabilità e coerenza, ma soprattutto con elasticità e apertura, tutte le tappe della crescita, ricordando che insieme al bambino anche il genitore cresce.
Un libro generoso e attento, scritto da un medico autorevole, amico dei genitori, fermamente convinto che alle sfide di oggi si possa rispondere puntando sull'educazione, la tolleranza e l'indipendenza del pensiero, rifiutando la violenza e il consumismo, fino alla difficile conquista della libertà".

Un libro di facile lettura, da leggere un pezzo alla volta a seconda delle necessità, o tutto di un fiato (ma sono quasi 500 pagine!). Scritto in un linguaggio accessibile a tutti, molto pratico, rassicurante e anche divertente.
Perchè crescere è una grande avventura, non solo per il bambino, ma anche per il genitore che attraversa con lui territori inesplorati.

Un brano tratto dal libro, sul "valore dell'ostacolo"

La "guerra di indipendenza" del bambino non ha soste. Egli si impegna di continuo a fare da sé, nel mangiare, nel vestirsi e nello spogliarsi, nell'igiene della persona, e non perde occasione per dimostrare che non ha più bisogno di nessuno. Qualche volta, anzi molto spesso, va oltre i limiti dell'opportunità e della prudenza. Allora scattano i provvedimenti restrittivi, le limitazioni, i divieti, gli impedimenti posti dai genitori, e lui, il bambino, può andare su tutte le furie e abbandonarsi a quella serie di reazioni esplosive che abbiamo visto prima. Direi che non è un male, se i genitori ce la fanno a mantenere la calma. Le proibizioni, le frustrazioni in generale, oltre alla tutela dell'integrità personale del bambino, hanno una doppia specifica funzione: quella di fornire al bambino l\'esperienza di un ostacolo cui far fronte, e quella di fargli capire che si può anche perdere una battaglia senza per questo rinunciare alla guerra. Mi direte che all'età di due anni queste cose non si possono imparare. Certo, non impararle nel senso che diamo noi a questa parola, ma si possono "sentire" e accumulare dentro di sè come preziosa esperienza. Un ragazzino che le abbia sempre tutte vinte, che non trovi mai nessuno che gli dica di no, che viva tra persone terrorizzate dalla possibilità della sua protesta, probabilmente crescerà con una personalità piuttosto fragile e disarmata. A combattere si impara presto, o non si impara mai.

Tuttavia, in questo come in ogni altro campo, conviene stare molto attenti a non esagerare. Ho detto che le frustrazioni e le proibizioni, fra l'altro spesso inevitabili, costituiscono un'utile esperienza, ma se un ragazzino subisce decine di proibizioni al giorno, se si sente dire di non fare questo e quello ogni volta che si muove, se è costantemente bersagliato da una pioggia di "no", allora delle due l'una: o si rassegna a subire tutto, a rinunciare a tutto, a sottomettersi a tutto, e andrà incontro a una vita grama di gregario, di suddito, di servo o di padrone e di "caporale", che è la stessa cosa; oppure deciderà che i divieti non hanno alcun valore e rappresentano soltanto una fastidiosa e molesta intrusione, in presenza della quale è meglio far finta di niente e comportarsi da ciechi e sordi.

Occorre dunque, da parte dei genitori, un adamantino autocontrollo. Occorre dare delle proibizioni soltanto quando servono davvero, quindi molto di rado, e occorre che le proibizioni siano sensate e coerenti. E comunque civili e rispettose. Solo in questo caso sono utili. Solo in questo caso aiutano il bambino a crescere come uomo e non, diceva Totò, come caporale.

A conclusione di questo capitoletto, potremmo dire che nel secondo anno di vita del bambino il suo mestiere è quello di dire di no il più spesso possibile, il mestiere dei genitori è quello di dire di no il meno possibile. Paradosso? Non tanto. La parola NO, come si è detto e ripetuto, è per il bambino affermazione di se stesso e della propria indipendenza. Ma non è solo questo. È anche resistere alle pressioni e alle seduzioni dell'ambiente, del costume e della moda, è anche coraggio di mettere in discussione il potere, è anche capacità di scorgere una "seconda dimensione" delle cose e quindi un passo avanti per conquistare una seconda dimensione di se stesso. È un\'avanzata trionfale verso il consolidamento della propria dignità di uomo. Speriamo che il nostro piccolo combattente conservi dentro di sè per sempre la facoltà di dire di no. Certo, nel futuro sarà un "no" diverso da quello che scaglia ora contro i genitori, sarà un "no culturale", un "no" all'ingiustizia, alla sopraffazione e all'egoismo. Non sarà più soltanto opposizione e provocazione, sarà spirito di civiltà e libertà.

autore: Marcello Bernardi

editore: Fabbri Editore

Rosi e Moussa

Rosi si è appena trasferita in città con la sua mamma, in un grande palazzo, molto alto, pieno di scale e di vicini che sembrano scontrosi. Non si farà mai degli amici, lo sa già!

E invece arriva Moussa: grande giacca, cappello sempre in testa, tanti fratelli, e un cane che in realtà è... un gatto. Il loro incontro nasce con una sfida: salire sul tetto proibito per guardare tutta la città dall'alto – in barba al bisbetico vicino signor Tak.

E dalle sfide, si sa, nascono le migliori amicizie e le avventure più belle.

Una delicata storia di amicizia e multiculturalità, scritta con naturalezza e senza ipocrisie.

Romanzo perfetto per le prime letture.

Autore: Michael de Cock e Judith Vanistandael

Editore: Il Castoro