Muhammad Yunus

Un’idea semplice quanto rivoluzionaria, quella di Muhammad Yunus.
Rivoluzionaria perché parte dall’esatto contrario di qualsiasi teoria economica e regola bancaria da sempre applicata.

Nato in Bangladesh, nazione poverissima e spesso colpita da catastrofi naturali e carestie, Muhammad Yunus dopo la laurea in economia conseguita nel suo paese, passò parecchi anni a perfezionarsi negli Stati Uniti, dove insegnò per qualche tempo, per poi tornare a insegnare economia nel suo paese.

Qui partì, nel 1974, da una constatazione del tutto ovvia: il sistema bancario è totalmente inaccessibile proprio a chi ne avrebbe realmente bisogno, poiché basa l’erogazione di prestiti su garanzie che i più poveri fra i poveri non sono in grado di fornire. E la povertà è una condizione dalla quale è spesso impossibile uscire, non per mancanza di impegno da parte del singolo individuo, ma per la sua concreta impossibilità di andare oltre la mera sopravvivenza per poter in qualche modo investire nel proprio lavoro e svilupparlo. Poco o nulla fa sul singolo individuo, in termini di beneficio concreto, l’erogazione da parte dei paesi ricchi di sovvenzioni nei confronti dei paesi poveri.

Da queste constatazioni, che nascevano da un’attenta osservazione della realtà del proprio territorio, Yunus concepì l’idea del microcredito, che consiste nel prestito di somme modestissime ad artigiani, lavoratori rurali, e soprattutto donne, che mai sarebbero stati in grado di ottenere alcunché da una banca tradizionale, ma che svolgevano le loro attività nei villaggi del Bangladesh, ricavandone somme minime che a malapena bastavano per l’acquisto delle materie prime per poter continuare l’attività.
Yunus prese a recarsi direttamente nei villaggi per incontrare direttamente donne e uomini nelle loro abitazioni ed offrir loro la possibilità di contrarre prestiti di somme che a noi paiono irrisorie, nell’ordine di pochi dollari, ma tali da consentire loro di innescare quel circolo virtuoso che permette di uscire dalla stentata sopravvivenza. Tali prestiti venivano offerti sulla base di una totale fiducia nei confronti dell’individuo che lo contraeva, in assenza di qualsiasi garanzia o contratto. Una fiducia totalmente ripagata dal fatto che fu presto possibile constatare che il debitore restituiva la somma nella quasi totalità dei casi, grazie al rapporto personale che veniva ad instaurarsi.

Nel 1976 Yunus fondò la Banca Grameen (in bengalese Banca Rurale), dopo essere riuscito a coinvolgere un istituto di credito tradizionale della regione nel proprio progetto. Da allora la sua banca ha erogato più di 5 miliardi di dollari in microcredito con una percentuale di restituzione altissima (intorno al 98 per cento) e totalmente inarrivabile per il credito tradizionale.

Yunus ha completamente rovesciato il rapporto banca – cliente, poiché da sempre la banca tradizionale esiste in funzione del fatto che è il cliente a recarsi presso le sue filiali per esplicitare il proprio bisogno di credito. A quel punto la banca vaglia la solvibilità del cliente e - in caso positivo - non si occupa più di lui se non nell\'eventualità di mancata restituzione del debito.
Inoltre Yunus ha dato una forte spinta associazionistica alla gente che incontrava, favorendo la creazione di piccoli gruppi, ai quali veniva erogato il prestito. La garanzia è costituita dal gruppo, dal supporto che gli individui possono scambiarsi per il raggiungimento dell’obbiettivo di restituire la somma.

Attualmente la Banca Grameen ha sedi in tutto il mondo e sul suo modello sono nati numerosi progetti simili, anche da parte della stessa Banca Mondiale.

Il banchiere dei poveri ha raccolto numerosissimi riconoscimenti per il contributo fondamentale allo sviluppo sostenibile partendo dal basso. Il suo lavoro ha aiutato i poveri del mondo assai più di quanto abbiano potuto fare miliardi di dollari stanziati dai paesi del nord del mondo in favore delle popolazioni in via di sviluppo.

Insieme alla sua banca ha vinto nel 2006 il Nobel per la Pace.

La differenza fra la mia banca e quelle tradizionali è come quella tra il football inglese e quello americano: si chiamano allo stesso modo, ma sono uno il contrario dell'altro. Per le banche tradizionali, più soldi hai più puoi averne. Per la Grameen, meno ne hai più cerchiamo di dartene.

Segnaliamo la recensione del libro "Il banchiere dei poveri" scritto da Muhammad Yunus edito da Feltrinelli

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L'ombra del vento

"Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra."

Un'ottima opera prima, di questo scrittore che finora si era cimentato solo nella narrativa per bambini; un libro che, uscito in sordina, è diventato un best-seller grazie al passaparola dei lettori. Un romanzo a tratti inquietante, che mescola mistero, Storia e vita vissuta; e che ha, soprattutto, un grande pregio: è sempre coerente alla trama e ai riferimenti. Ogni rimando, ogni indizio, alla fine trova una sua collocazione, ogni mistero ha una spiegazione, ogni rapporto una sua conclusione. Bellissime le descrizioni di una Barcellona cupa, invernale e lontana dall'idea che si può avere di questa città, vittima di un triste dopoguerra ed un ancor più triste strascico del regime. Ancor più belle, seppur drammatiche alcune, le descrizioni delle coppie: coppie di padri e figli, coppie di amici, coppie di fidanzati, e degli intrecci che li legano.

Da leggere d'un fiato, e rileggere con calma una seconda volta.

autore: Carlos Ruiz Zafon

editore: Mondadori

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica

 

Il banchiere dei poveri

Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo. Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell'analfabetismo e della alta densità di popolazione, in Bangladesh, non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali.

E' difficile, quindi, immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione - bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi.

La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino. 

Segnaliamo un articolo su Muhammad Yunus scritto dalla redazione di Officina Genitori

autore: Muhammad Yunus
editore: Feltrinelli