Ciucciomania

Sono una grande sostenitrice del ciuccio. Non so cosa avrei fatto senza la consolazione del ciuccio in certi periodi molto difficili come le malattie, i febbroni o le cadute con tanto di bozzone in testa! 

Il problema del ciuccio, darlo, non darlo, ma soprattutto come toglierlo, è sempre molto sentito e dibattuto tra genitori. Nel nostro forum se ne è parlato molte volte: ecco di seguito alcune testimonianze di genitori che ci sono già passati.

 

 

  • Lorenzo è da un mese che fa la nanna di notte senza ciuccio. Spero che duri, ho forzato un po' la mano, glieli ho tagliati tutti: quello di casa, quello dell'asilo e quello a casa della nonna. Al momento c'è rimasto un po' male perché fischiava, ma adesso è tutto contento, anche se un pochino ci pensa. Al mattino, appena apre gli occhi mi dice: "ho dormito senza ciuccio!" ed è tutto contento.
  • Con Diego pensavo proprio che non ce l'avremmo fatta e invece... Fai scegliere a loro a chi regalarlo e poi fate tutta la cerimonia. 
  • La nostra versione è che Babbo Natale lo porta ai bimbi piccoli che ne hanno bisogno, e in cambio lascia un dono. Bisogna enfatizzare la storia della ruota che gira: ieri eri piccolo e il ciuccio lo tenevi tu, oggi passa a un bimbetto molto piú piccolo di te, che quando crescerà lo passerà a sua volta a un altro più piccolo, e così via.  
  • Ha smesso il ciuccio "per consunzione" del ciuccio stesso.
    Aveva quattro anni, con lui non funzionava nessuna storia della fatina, di Babbo Natale, eccetera. Non credeva proprio che a qualcun altro potesse piacere proprio il suo ciuccio, con tutti i ciucci che c'erano al mondo. 
  • Dopo i due anni non sono più riuscita a dargli un ciuccio nuovo, voleva solo quello; a un certo punto ho smesso di provare. Verso i tre anni ho fatto un tentativo "serio" di togliere il ciuccio (mio marito, dentista, insisteva), ma ho visto che per lui era davvero un problema, ci stava proprio male, e diventava più "insicuro" e piagnucolone. Così, abbiamo solo ridotto l'uso del ciuccio al momento di andare a letto, e in caso di malattia o molta stanchezza. Arrivati così ai quattro anni, un bel giorno il ciuccio, che già era ridotto in condizioni pietose, si è proprio spaccato in due. Per qualche sera è andato a letto con il ciuccio in mano, poi lo ha messo al sicuro in un cassetto, dove ogni tanto andava a dargli un'occhiata. Adesso ha sette anni e il ciuccio è ancora là nel cassetto. 
  • Io sono del parere che i bambini lascino ciucci, biberon e pollici quando sono pronti a farlo e ogni forzatura è inutile. Fino a una certa età è naturale e fisiologico usarlo, dopo i sei anni, se il ciucciamento continua, è il caso di interrogarsi ed intervenire sulla causa, non sul sintomo. Non serve a nulla forzare, il disagio resta e si manifesta in altro modo. 
  • Mia figlia è ciuccio-dipendente, praticamente dal giorno stesso in cui siamo tornate a casa! Appena gliel'ho dato la prima volta, lei come una ventosa l'ha preso e non se n'è mai più staccata.
  • La mia è ancora piccola (14 mesi), ma quando toccherà a me questa impresa, sarà durissima. 
  • Penso che rispettare i loro tempi sia l'indicazione più opportuna ed anche la mia piccola esperienza mi dice che è la strada migliore. 
  • Secondo me il ciuccio non è un vizio, ma una necessità. 
  • Credo che un bambino ciucci finché ne ha bisogno; se ciuccia ad oltranza, piuttosto che levargli brutalmente il ciuccio, mi preoccuperei di scoprire perché lo fa.
  • Entro i tre anni, eventuali danni ai denti non sono irreversibili e se l'uso del ciuccio è limitato all'addormentamento e a pochi altri momenti, non si verificano neppure. 
  • Per toglierlo abbiamo fatto così: desiderava tanto un gioco del Lego, abbiamo detto che lo avremmo preso in cambio del ciuccio, e così è stato. Quando è arrivato il gioco in negozio, lo abbiamo comprato e lui, a malincuore, ha gettato il ciuccio. La sera però, per addormentarsi ha continuato a bere il latte dal bibe. 
  • Anche con il piccolo, che non prendeva il ciuccio ma la tetta, l'ho tolta da un giorno all'altro... Ho visto che le cose graduali non funzionano, perché poi magari capita un periodo di crisi, ad esempio perché sono ammalati, e vogliono di nuovo il ciuccio o la tetta e poi si è punto e a capo.
  • Ogni bambino ha i suoi tempi, troppo spesso anticiparli non porta a buoni risultati. Una mattina, mia figlia di tre anni si è svegliata, ha preso il ciuccio, lo ha buttato nel cestino e mi ha detto: "basta ciuccio, adesso sono diventata grande." Io, ovviamente a sua insaputa, ho raccolto il ciuccio e l'ho messo in un cassetto. E lì è rimasto, mai più cercato, mai più voluto! 
  • A mio figlio sono riuscita a toglierlo abbastanza presto (dopo i due anni) da sveglio, senza grosse difficoltà. Invece, di notte è stato lui a eliminarlo da solo, al compimento dei quattro anni; già prima del compleanno diceva che a quattro anni avrebbe smesso di usarlo. E ha fatto pure smettere di fumare il nonno! Gli diceva sempre: "smetti di fumare, ché fa male", e il nonno: "io smetto se tu smetti col ciuccio." Il giorno dopo il quarto compleanno è andato dal nonno e gli ha detto: "io non uso più il ciuccio, tu non fumare più", e il nonno così ha dovuto fare. 
  • La psicopedagogista del nostro comune è contraria a togliere il ciuccio finchè il bambino non è pronto. Per me non c'è un modo indolore di togliere il ciuccio a un bimbo non pronto. 
  • Perché tu, come adulto, ti puoi concedere una sigaretta (che fa pure male) e a tua figlia non è concesso disconnettersi col ciuccio? 
  • In effetti, la cosa sconsolante è che non solo a questi bambini vengono fatte due sporte così e viene minata la coscienza di sé (io mi immagino un pargoletto di due anni che si consola con il ciuccio e gli viene detto che è brutto, brutto e piccolo), ma non serve a nulla. 
  • Insomma, o questo ciuccio glielo togli di forza, o alla fine lo tolgono quando vogliono loro, e al massimo noi possiamo cogliere dei segnali e seguirli, così come si dovrebbe fare per il pannolino, il bibe la sera, il dito, l'oggetto transizionale, il volere la mamma accanto, la notte, quando si svegliano.
  • Ha smesso di succhiare il ciuccio a tre anni e quattro mesi. Aveva un bel buco tra l'arcata superiore e quella inferiore, quasi ci si infilava un dito, e gli incisivi superiori ben distanziati (diastema). Dopo neanche un anno, il "buco" era sparito e proprio qualche giorno fa mi sono accorta che anche il diastema si è chiuso. 
  • La mia dentista mi ha detto che nella maggior parte dei casi i danni da ciuccio, se il bimbo non lo tiene oltre i tre anni e mezzo, si sistemano da soli.
  • Sono riuscita a toglierlo in modo sorprendentemente facile al mio Alessandro-ciuccione il giorno in cui ha compiuto tre anni. Ero convintissima che con lui sarebbe stato un disastro, prendeva i numerosi ciucci solo per dormire, ma nemmeno si sdraiava sul letto senza averne uno in bocca. Non so cosa mi sia passato per la testa, ma la sera del suo compleanno ho iniziato a raccontargli che i suoi ciucci se n'erano andati perchè erano stati con lui tre anni, ma adesso avevano tanta nostalgia della loro mamma, volevano tornare nella loro casetta. Lui ha passato un'ora e mezza a dirmi che non voleva che se ne andassero, che non dava loro il permesso, ma sempre discutendo, senza piangere. Io l'ho fatto pensare a come erano stati bravi a rimanere con lui per ben tre anni per tenergli compagnia, ma quanto dovevano sentire la mancanza della loro mamma, ecc. Alla fine si è addormentato, e da lì non li ha mai più chiesti! Io ci sono rimasta di sasso, evidentemente il bimbo era prontissimo ad abbandonare il ciuccio, era solo la sua mamma che non se n'era accorta!
  • Devi avere un'amica che viene a trovarti a casa, chiede al bimbo il ciuccio, il bimbo glielo dà senza problemi e tu ti sentirai una cacca, perchè stavi lì a massacrarti di paranoie, immaginandoti tuo figlio che batte la testa contro il muro perchè non ha il suo adorato ciuccio. Cosí scopri che tuo figlio era stra-pronto e la tua amica ti guarderà pensando che non capisci niente di bambini. 
  • Dei miei tre figli, la prima l'ha abbandonato durante una stomatite tremenda, a due anni. Quando è guarita, non l'ha più trovato. Il secondo aveva i delfini che durante il giorno portavano via il ciuccio, per poi farlo magicamente riapparire nel lettino al momento della nanna. A tre anni lo abbiamo lasciato a casa durante un viaggio, e non se n'è neanche accorto. La terza lo trovava nel lettino, ma sapeva anche dov'erano i ciucci durante il giorno e non li ha più chiesti. A tre anni e mezzo me lo ha consegnato, perchè non lo voleva più! 
  • È stato un accanito succhiatore notturno fino ai quattro anni. Allo scadere della fatidica data, il "folletto dei quattro anni" ha requisito il suo ciuccio perchè i ciucci in circolazione sono "contati" ed i bimbi li possono tenere solo fino ai quattro anni, altrimenti un bimbo piccolo rimane senza. In cambio, il folletto ha portato un gioco molto desiderato. È andata benissimo.



Consiglio un libro molto carino: 
"Il ciuccio di Nina", ed. Castoro bambini 
Nina non vuole liberarsi del ciuccio, anche se a tenerlo in bocca parla male. Se lo porta dappertutto e dichiara che se lo terrà anche quando si sposerà. 
Ma poi incontra un lupo un po' nervoso e per chetarlo gli regala il suo ciuccio. Il lupo se ne va, e alla mamma incredula Nina spiega che il ciuccio lo ha dato a qualcuno che ne aveva bisogno più di lei. Nina fa andare via il lupo, non ha più bisogno del ciuccio e lo regala di sua spontanea volontà. 

 

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claudia 46 ha risposto alla discussione #2 07/07/2017 16:10
il mio piccolo prima di lasciare il suo ciuccio personalizzato ci ha messo un bel po. è un momento che va vissuto con pazienza, di cambio, senza forzare la mano. prima o poi il momento arriverá. non vedo trentenni in giro con il ciuccio al momento :p

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