Cellulari poco etici

l telefono cellulare pare essere diventato un oggetto fondamentale nella vita quotidiana: quasi tutti in Italia ne posseggono uno e sembra impossibile che un ragazzino possa farne a meno, varcata la soglia delle elementari, se non anche prima. Eppure, sul fronte della responsabilità sociale non si è ancora sviluppata una sensibilità che tenga conto dell'alto costo di questo strumento in termini di violazione dei diritti dei lavoratori e del rispetto dell'ambiente. Lo rivela un'inchiesta effettuata da Altroconsumo in collaborazione con altre associazioni europee che hanno coinvolto i principali produttori di telefonini analizzando tre punti di vista: il rispetto dei diritti dei lavoratori, dell'ambiente e la trasparenza. 

In particolare, risulta evidente lo scarso rispetto per i diritti dei lavoratori nei paesi asiatici, dove gli operai lavorano senza protezioni a contatto con sostanze tossiche. In molti Paesi non sono previste malattie, giorni di riposo e in molti casi vengono impiegati minorenni per più di 400 ore al mese. Per non parlare delle donne che vengono licenziate in caso di gravidanza.

Per quanto riguarda il coltan, minerale usato nella produzione di uno dei componenti fondamentali dei telefonini, molte aziende dichiarano di non utilizzare quello proveniente dalle zone di guerra (molte miniere del bacino del Congo sono controllate da miliziani che usano questo materiale per finanziare le loro attività e l'acquisto d'armi), ma di fatto è impossibile controllarne l'origine, dato che grandi quantità vengono esportate illegalmente. 

Sul fronte dell'ambiente, il problema principale è quello dello smaltimento. Per produrre i cellulari si usano sostanze tossiche, e anche se tutte le case produttrici dichiarano di essersi adeguate alla direttiva europea, rimane il problema dei rifiuti elettronici che in qualche caso vengono mandati nei paesi poveri per essere smaltiti in modo illegale.

Di fatto non è possibile indicare una scelta "etica" tra le varie case produttrici, ma riportiamo alcuni consigli su un uso più responsabile del cellulare:

- non sostituirlo spesso
- non lasciare mai il caricabatterie attaccato alla presa dopo aver completato la ricarica
- spegnere il telefonino quando non c'è campo
- non buttare il vecchio telefono nella spazzatura, ma consegnarlo ai negozi che accettano l'usato o lasciarlo alla piazzola ecologica del comune.

Fonte: AltroConsumo

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Asino chi legge

Se scrivo, soffro, dice Irene, 16 anni. Mi piace, è rilassante ma se insisto soffro. Perché scavo e scavo. Alessandra, invece, fa il liceo "Psicopedagogico", e si indigna perché tutte le compagne votano come rappresentanti di scuola i pochi maschi, dell'unica classe dello Scientifico. Sara legge Bakunin e sa di essere diversa. Mosche bianche, perle rare che si annidano tra le pareti cadenti, tra i brutti casermoni di cemento della scuola italiana.

Si stringe il cuore a leggere Antonella Cilento, che racconta con passione l'esperienza dei suoi laboratori di scrittura creativa tenuti come Esperto Esterno nelle scuole pubbliche italiane. Nell'insegnare scrittura "mostro tecniche che la scuola non insegna, risolvo problemi di relazione, riporto i ragazzi alla lettura, suggerisco letture a insegnanti che non leggono o non sanno bene come orizzontarsi tra i libri, a volte riporto anche ragazzi che hanno abbandonato l'obbligo a scuola", scrive. Il quadro che ne emerge non è molto diverso se a seguire i laboratori sono i ragazzi di una media della periferia di Napoli o del liceo bene della città o di una bella scuola di Bolzano: si, diverso l'ambiente, ma ovunque si nota la stessa povertà culturale di fondo, l'incapacità di concentrarsi per più di 5 minuti fosse anche guardare un film di Hitchocock (che per altro non conoscono) gli stessi "sogni diventati sintetici o semplicemente estinti". Ma la lettura, la passione, per fortuna, si trasmettono e quasi sempre ne emerge profonda soddisfazione per un lavoro così impegnativo, e poco gratificante in termini economici e di riconoscimenti. Abbiamo allora un problema, almeno in Italia. Lo sapevamo già, d'altronde, però non è irrisolvibile se poi emerge della vera poesia in qualche incipit di ragazzine che sanno raccontare uno stato d'animo in maniera struggente, o un idraulico descrive in maniera suggestiva gli attrezzi blu del suo lavoro. Ma viva i ragazzi, scrive Cilento, perché non è certo colpa loro. Troppo spesso inascoltati, sia che abbiano in tasca troppi soldi, sia che vivano nell'indigenza dei quartieri più malfamati e abbandonati.

Questi ragazzi crescono con l'idea che sia facile ottenere ciò che si vuole, che conta l'apparire, dove tutto si può improvvisare: mentalità che hanno appreso dagli adulti, anche dagli stessi insegnanti che improvvisano laboratori, teatri come se la tecnica, la professionalità non contassero. E naturalmente colpa è anche dei genitori, sempre di fretta, che fanno al posto dei figli, piuttosto che aspettare che facciano e magari sbaglino, che li proteggono dalle frustrazioni, dalla disciplina e rigore, dove disciplina non è intesa con ordine precisione obbedienza, fare i compiti, ma applicazione, imparare con passione, impegno e metodicità.

Allora, in un'Italia che non legge se non il best seller del momento o il giallo dove c'è una rivelazione in ogni riga altrimenti ci si annoia, queste persone riscoprono il "piacere degli asinI" quello della lettura, perché come si fa a scrivere senza leggere? La letteratura, i racconti, le storie, sono come internet, scrive Cilento, è avere relazioni, scoprire che prima di te tanti altri hanno sofferto, pianto, amato. E dopo aver scoperto il piacere di leggere ci si accorge che scrivere "è una disciplina , è accorgesi del tempo, lasciarlo andare, ritmare il lavoro.
È un balsamo per l'anima. Abbiamo bisogno di tutto questo, ne abbiamo bisogno noi per poter aiutare i nostri ragazzi, ne abbiamo bisogno per indignarci, per non accettare le apparenze e andare oltre.

Paola Crisafulli per Officina Genitori

Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

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