Il Bilboquet

Qualche mamma e papà forse ricorderanno una pubblicità di tanti anni fa, di un gioco che si chiamava “non ci buchi” il cui slogan era:

“da solo, in coppia, oppure in tanti, non ci buchi ci diverte tutti quanti!”

Al di là dell’aspetto un po’ nostalgico, il gioco era composto da una stecchetta con un buco alla fine a cui era legato un filo alla cui estremità c’era una pallina. Lo scopo era, con un movimento del polso, far entrare la pallina nel buco.


In realtà quel gioco in origine si chiama “bilboquet” ed è un gioco di abilità, praticato in tante parti del mondo con nomi diversi.
Un “bilboquet” può essere fatto di legno, di osso, di avorio o di plastica, ma lo scopo resta sempre lo stesso: tentare di introdurre una palla, un osso o un anello, che si dondola in fondo ad uno spago, in una coppetta o sulla punta di un supporto di legno, che si tiene in mano.
Il nome è francese e deriva da “bille”, “boule en bois” e da “bocquet” (punta di lancia).

Gli esquimesi del Canada lo chiamano “ajaqaq” e lo costruiscono scolpendolo nelle ossa degli animali che catturano. Munito, per tradizione, di grande potere magico, questo gioco veniva praticato durante l’inverno o all’inizio della primavera, perché ritenuto in grado di sollecitare, anticipandolo, il tanto atteso ritorno del sole.

Senza dover andare a cercare materiali strani possiamo costruire un bilboquet casalingo con le seguenti cose:

bottiglie di plastica, fili di lana o spago, carta di giornale, scotch carta.


Il procedimento è semplice:

  • tagliare la bottiglia di plastica a tre quarti e prendere la parte superiore.
  • Rivoltatela usando la parte del tappo come impugnatura.
  • Legate un filo intorno al tappo della bottiglia e all’altra estremità legate la pallina che avrete precedentemente costruito appallottolando un foglio di giornale e avvolgendoci intorno lo scotch carta.
  • Ricordate che dalla lunghezza del filo dipende la difficoltà di riuscire a far entrare la pallina nella bottiglia.
  • Una volta fatta la struttura del bilboquet potete sbizzarrirvi nella decorazioni dipingendo la bottiglia o tagliando il bordo di plastica in vari modi.



Stefania Cane

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Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud

Mi fido di te

Attenzione! La lettura di "Mi fido di te" di Gea Scancarello può causare smodati accessi di entusiasmo in chi da sempre segue con interesse gli stili di vita sostenibili e l'affermarsi dell'idea che un mondo diverso, non dominato dall'economia e dal denaro sia possibile. Perché in questo saggio il mondo dell'economia collaborativa non è solo immaginato, auspicato o sognato, ma è il mondo reale e concreto in cui si muove l'autrice nella sua vita di oni giorno. 

Leggi tutto...

Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick