Occasioni di studio per i lavoratori

Congedi formativi 

Il congedo formativo è regolamentato dalla Legge n° 53 dell' 8 marzo 2000, articoli 5 e 7 e consente ai lavoratori di assentarsi dal lavoro per ragioni di studio, che gli consentono di acquisire un titolo di studio: 

• Licenza media
• Diploma di scuola superiore
• Completare di un corso di laurea
• Frequentare un corso di istruzione e formazione.

Tale congedo può durate sino ad un massimo di undici mesi complessivi frazionabili, senza il rischio di perdere il posto di lavoro

Possono usufruire del congedo formativo tutti i dipendenti a tempo indeterminato con 5 anni di anzianità nello stesso posto di lavoro

Il congedo per la formazione si può richiedere al proprio datore di lavoro inoltrando una domanda, che potrà anche essere respinta ma solo per esigenze lavorative comprovate.
La richiesta deve essere inoltrata almeno con 30 giorni di preavviso, a meno che il contratto di lavoro non preveda un tempo superiore.

Durante il periodo di congedo non si percepisce lo stipendio, ma si conserva il posto di lavoro. Per sostenere le spese durante il congedo si può richiedere l'anticipo della liquidazione maturata sino a quel momento, che verrà corrisposta insieme alla retribuzione dell' ultimo mese lavorativo prima del congedo.

Il periodo di congedo non vale per la pensione, ma si può riscattare pagando i contributi relativi, oppure si può restare al lavoro per il periodo corrispondente al congedo anche dopo il limite di pensionamento obbligatorio.

Permessi per frequentare corsi di studio 

La Legge n° 300 del 20 maggio 1970, articolo 10, prevede che i lavoratori studenti, che frequentano regolari corsi di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, abbiano diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non siano obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali. I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti. Il permesso viene concesso indipendentemente dall'ora in cui si svolge l'esame e quindi anche se non coincide con l'orario di lavoro. Nei casi in cui sia necessario al lavoratore recarsi in località distanti, il permesso può estendersi sino a coprire i tempi del viaggio. Per certificare la presenza all'esame, basta un qualunque attestato che indichi intestazione della sede universitaria o dell'istituto, giorno della prova, esito della prova, timbro o firma del professore o dell'amministrazione universitaria.

Inoltre i contratti collettivi regolano il diritto allo studio attraverso l'utilizzo delle 150 ore, un monte ore che permette di frequentare corsi e lezioni per ottenere un titolo di studio.
Le 150 ore sono suddivise in 50 ore di permessi straordinari retribuiti annuali per tre anni, da godere solo se orario di lavoro e orario di frequenza vanno a coincidere, anche solo parzialmente.
Generalmente lo studente-lavoratore dovrà presentare una domanda alla direzione del luogo di lavoro e le successive certificazioni. La certificazione mensile è vincolante per avere diritto ad ore retribuite per la presenza ai corsi di studio. 

Voucher Formativo 

Il voucher formativo è un "buono" che permette ai lavoratori occupati di disporre di un finanziamento pubblico per accedere ai corsi di formazione anche se non promossi dall'impresa dove lavorano o dalle organizzazioni di lavoratori.
Le Regioni e le province periodicamente mettono a disposizione dei lavoratori che ne fanno richiesta dei Voucher formativi, di importo variabile per il pagamento del corso scelto dal lavoratore

Si possono scegliere sia le iniziative che riguardano il proprio lavoro sia quelle che consentono di migliorare la propria posizione o per cambiare lavoro. I corsi di formazione possono essere seguiti fuori dal proprio orario di lavoro.
I voucher possono essere richiesti oltre che dai lavoratori a tempo indeterminato, anche da altri lavoratori quali ad esempio, collaboratori a progetto, co.co.co, stagionali, tempo determinato, soci di cooperative a libro paga, apprendisti e le persone in mobilità o cassa integrazione.

In genere una volta all'anno la Regione e le province emanano un avviso pubblico per raccogliere le domande dei lavoratori.

Centri Territoriali Permanenti 

In molte regioni Italiane sono attivi i Centri Territoriali Permanenti (CTP) per la formazione e l'istruzione degli adulti, che organizzano attività per i lavoratori e per gli stranieri residenti in Italia.
I Centri Territoriali permanenti offrono corsi per:
• Conseguimento della licenza elementare o media
• Corsi di alfabetizzazione primaria e lingua italiana
• Corsi di approfondimento culturale
• Corsi li lingua (inglese, francese, spagnolo, arabo ecc…)
• Corsi d'informatica (pacchetto office, internet, posta elettronica)

Ai corsi si possono iscrivere tutti gli adulti, anche stranieri, che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età, I corsi si tengono in orario pomeridiano e serale.

Sedi Centri Territoriali Permanenti:
Centri 

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Il ritmo del corpo. Muoversi con consapevolezza

Un libro e un percorso sulla consapevolezza del sé, per sintonizzare il proprio corpo e la propria mente con i ritmi interiori e con quelli dell’ambiente che ci circonda attraverso la pratica costante, perseverante e umile del Daoyin Yangshen Gong, la forma del qi gong diffusasi in Cina negli anni 70 al fine di migliorare la salute e acquisire longevità.

Gli autori del libro, uno insegnante di qi gong e operatore tuina e l’altra fondatrice dell’Associazione Culturale ”Centro per lo Sviluppo Evolutivo dell’Uomo”, raccontandoci la propria esperienza personale maturata da contesti diversi, ci conducono passo dopo passo e con estrema chiarezza in questa dimensione caratterizzata da esercizi fisici armonici e rilassanti di estremo beneficio per la nostra salute, ma anche e soprattutto funzionali ad un recupero della capacità del nostro corpo-mente di ascoltarsi lasciando scorrere le energie vitali.

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Il volo di Sara

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Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza