Le valutazioni

Le pagelle sono oggetto di attenta riflessione sia per bimbi, genitori e parenti, sia per maestre/maestri, che vi dedicano attenzione, tempo e impegno. 
Spesso però capita che, tra scuole diverse, si riscontrino differenze nell'impostazione di questi documenti. 
Vediamo quindi alcuni riferimenti normativi sulla valutazione nella scuola primaria.

All'avvio del presente anno scolastico, nella C.M. 1/09/06 il ministro aveva precisato che il portfolio non è documento di valutazione e che le scuole avrebbero dovuto utilizzare gli strumenti pre-riforma; molti istituti hanno reintrodotto le schede precedenti, altri le hanno adattate alle discipline come declinate nelle Indicazioni Nazionali (vigenti benché transitorie e in via di modifica), inserendo inoltre la valutazione del comportamento, come da art. 8.1-D.L 59/04.

Le differenze nei documenti delle singole istituzioni sono possibili in base al DPR 275/99 "Regolamento dell'autonomia…", che aveva abrogato l'art. 144.7 del T.U. del 04/94, secondo cui la "pagella" doveva essere redatta come da modello ministeriale; sono vigenti l'art. 74 dello stesso T.U. e l'art. 27 del CCNL del personale della scuola, che prevedono la scansione dell'anno scolastico in trimestri o quadrimestri; ecco motivata un'altra possibile differenza. 

La valutazione deve comunque essere espressa con i cinque giudizi sintetici: ottimo, distinto, buono, sufficiente, non sufficiente, con annose lamentele da parte dei docenti, che si vedono costretti ad un "salto" eccessivo di valore tra il sufficiente ed il buono e reclamano a gran voce il "discreto"o parola analoga; ma tant'è, nessuno gli dà retta.

Al di là degli obblighi derivanti dalla normativa, come viene assolto questo adempimento nella scuola primaria?
Gl'insegnanti tengono generalmente conto di tutto il percorso dell'alunno, dalle difficoltà superate, alle modalità di lavoro, all'interazione in classe, all'impegno ed alla cura dimostrati per tutto ciò che concerne la scuola; le prove di verifica hanno il loro peso, possono servire per chiarire un dubbio, per documentare ufficialmente il profitto in caso di eventuali contestazioni, ma nessuno vi si basa in modo esclusivo per attribuire la valutazione. 

Premesso che i maestri si confrontano prima di decidere ciascuno la valutazione delle proprie discipline, l'approccio alla scheda non è uniforme: c'è chi si ritrova perfettamente nella quantità di materie e chi preferirebbe accorpamenti, assumendo che nella scuola primaria l'insegnamento è predisciplinare; chi è ben contento di "giudicare" il rendimento degli allievi e chi si accosta a questo compito quasi con sofferenza, vivendolo come estraneo alla propria personalità e professionalità; chi valuta con rigorosa "oggettività" e chi pondera gli obiettivi in modo personalizzato sul singolo scolaro; chi è costretto in schemi rigidi imposti da Collegio dei Docenti o Interclasse e chi ha una certa libertà d'azione. 

Infine, una volta prodotta, come deve essere letta la scheda dai genitori?
Anche considerando che errori di valutazione sono sempre possibili, in genere la famiglia dovrebbe considerare questo documento come collaborazione alla propria azione educativa, integrandolo con quanto emerge dal colloquio (è vero che non sempre gl'insegnanti riescono a comunicare in modo efficace, ma se rilevano qualcosa, in positivo o in negativo, è saggio prestargli almeno una delle due orecchie).

Una insegnante della scuola primaria

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L'ozio come stile di vita

"Svegliarsi la mattina presto, precipitarsi al lavoro, ingurgitare un caffè durante una pausa volante, sbocconcellare un panino davanti al video, correre a casa, sudare un paio d’ore in palestra, fare un salto al supermercato, preparare in fretta la cena e poi uscire di nuovo per un serata al cinema, a teatro, in discoteca oppure crollare esausti nel letto: la vita moderna è sempre più frenetica e assomiglia spesso a un tour de force.

Fin da bambini siamo stati tiranneggiati dalla presunta virtù dell'alzarsi presto la mattina. Poi ci hanno insegnato a non sprecare il tempo dormendo, sempre in nome di una logica per cui lo scopo della vita è lavorare, produrre, guadagnare.
Perché non ritornare ai ritmi naturali e rilassati di un tempo quando ogni gesto era meditato e assaporato in tranquillità? Perché non riscoprire il valore positivo dell’ozio e metterlo al centro di uno stile di vita più sostenibile?

È questo l’invito che l’inglese Tom Hodgkinson avanza con serietà ed ironia in questo libro originale e provocatorio, che si propone come una guida preziosa alla “nobile arte dell’ozio”, che non è il padre dei vizi ma la condizione per riappropriarci della vita e lasciare campo libero alle più elevate attività dello spirito , “probabilmente la più piacevole rivoluzione che il mondo abbia visto.”

autore: Tom Hodgkinson

editore: BUR

Flicts

Flicts è un colore triste e solitario perché nessuna cosa intorno ha quel colore e nessuno vuole giocare con lui. Flicts non è rosso, non è giallo, non è verde, non è blu. Il sole è giallo, il cielo è azzurro, i fiori sono rossi, arancioni, rosa. Ma niente è flicts. Nessun colore lo invita a fare il girotondo, tutti hanno da fare quando lui li cerca. Finché non scopre che .... la luna è flicts. Pochi hanno visto il vero colore del suolo lunare, ma Armstrong, il primo astronauta che ha messo piede sul nostro satellite, garantisce che la luna ha quel colore, con tanto di autografo. 

Un librino bello, colorato. Flicts in realtà è una specie di ocra, colore forse "normale" per noi, ma ogni bimbo in realtà si sente un po' flicts, a volte. Vorrebbe essere uguale agli altri e invece è diverso. Le chiavi di lettura sono tante e secondo me ha una poeticità semplice ma commovente.

Alves Pinto Ziraldo è tra i più conosciuti autori per l'infanzia in lingua portoghese.

Consigliato per l'età prescolare. 

autore: Alves Pinto Ziraldo

editore: Editori Riuniti

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