Scoprirsi fratelli

Dal secondogenito in poi si nasce non solo figli ma fratelli.
Ma come si diventa veramente tali?

 

 

Fermo restando che grossa importanza hanno le peculiarità caratteriali di ognuno, così come la differenza di età e di sesso - e su questi elementi , non c’è dubbio, possiamo fare ben poco - c’è di fondo un grossa responsabilità dei genitori nella nascita o meno del rapporto tra fratelli.

Ma non si tratta tanto di quel che noi possiamo fare quanto piuttosto di quel che noi non dobbiamo fare: intervenire.
Tanto più forte è l’intervento genitoriale nel rapporto tra i figli, tanto meno questi sapranno sviluppare un sentimento esclusivo e forte che, solamente se ben radicato, sarà capace di resistere alle innumerevoli difficoltà che la vita porrà loro nel mezzo.

Perché la fratellanza non si studia sui libri, si vive sulla pelle, si sviluppa nella complicità, nell’aiuto, nel sotterfugio di sopravvivenza, nell’alleanza generazionale.

Non si diventa fratelli perché qualcuno, tanto meno nostra madre, ci dice che ci dobbiamo voler bene. Si diventa fratelli perché solo un fratello capisce quanto è bello quel bacio di mamma, solo un fratello capisce quanto è antipatica quando si arrabbia, solo un fratello capisce quanto è bello andare alla partita con quel papà lì, quel particolarissimo papà lì, quella specialissima mamma lì. E quanto è bella la vacanza in quel mare o su quei monti, o come sono buone le lasagne della nonna.

E attraverso cosa nasce tutto ciò oltre al vivere gli stessi luoghi, assaporare gli stessi sapori e gli stessi profumi, conoscere le stesse voci?
Attraverso la gelosia accolta e non negata, attraverso i conflitti vissuti e non annullati, attraverso il riconoscimento dell’altro come diverso e unico, ma che appartiene allo stesso mondo.

Se noi genitori saremo capaci di non etichettarli, di non confrontarli, di non costringerli ad amarsi, lasciandoli liberi di far uscire le parole senza intervenire, se saremo capaci di non mediare tra loro e sapremo essere solo osservatori, avremo il privilegio, grande e unico, di vedere nascere e crescere quel sentimento speciale che passa sotto il magico nome di “fratellanza”.


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