Disturbi dell’apprendimento

Molto spesso capita che un bambino venga considerato svogliato perché il suo rendimento scolastico è scarso, sembra che non presti mai abbastanza attenzione, i suoi quaderni sono sempre molto disordinati e pieni di errori. e la calligrafia è illeggibile. Credendo che si tratti di un fatto passeggero, non si interviene prontamente e ci si rivolge a un neuropsichiatra solo quando la situazione oramai ci è sfuggita di mano.

Dovrebbe farci riflettere il fatto che in Italia circa quattro bambini su cento che frequentano la scuola dell'obbligo soffrano di disturbi specifici dell'apprendimento. 

I disturbi dell'apprendimento si manifestano attraverso difficoltà nell'acquisizione delle abilità linguistiche, nella lettura, scrittura e nella matematica. I ricercatori scientifici ritengono che i disturbi dell'apprendimento sono: la dislessia (certamente la più conosciuta) la disgrafia, la disortografia, e la discalculia. Diagnosticarli il prima possibile serve ad evitare disagi psicologici, perché l'autostima del bambino è messa a dura prova dai continui insuccessi scolastici.

Dislessia: difficoltà di leggere e scrivere correttamente. Non è causata da deficit intellettivi, infatti la storia ci ha regalato dislessici celebri come Leonardo da Vinci, Einstein e Picasso. Ne soffe il 2,5 % della popolazione. Si manifesta attraverso errori come invertire i numeri, ad esempio il 21 e 12 o le lettere: la M con la N , la V con la F, la P con la B.

Disgrafia: incapacità di scrivere in modo comprensibile. La grafia del bambino è illeggibile perché la forma delle lettere è irregolare e non c'è una proporzione fra di loro. La scrittura sale e scende senza rispettare le righe e gli spazi fra ogni parola sono discontinui. La pressione della mano sul foglio a volte è troppo forte e lascia il segno nelle pagine sottostanti, altre è troppo debole. Il bambino disgrafico ha delle grosse difficoltà a copiare quanto scritto sulla lavagna perché non riesce a coordinare le due diverse attività, ossia quella di leggere per poi riprodurre sul foglio, inoltre ha difficoltà nel riprodurre le forme geometriche, tende ad arrotondare gli angoli e a non chiudere le forme, le sue capacità nel disegno sono meno sviluppate della media perché non cura i particolari.

Disortografia: incapacità di scrivere in modo corretto, facendo tantissimi errori di ortografia. Il bambino disortografico ha difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli, perché confonde i fonemi simili, ad esempio la F e V, la T e D, la B e P. Inoltre omette o aggiunge lettere e sillabe ad esempio; caicia per camicia o tavolovo per tavolo o inverte le sillabe, carallame per caramella.

Discalculia: difficoltà con i numeri e i calcoli, anche quelli più semplici, non riescono a fare numerazioni progressive e ad imparare le procedure delle operazioni, ed hanno dei grandi problemi per memorizzare le tabelline.

Tutte queste difficoltà nascono sia da un problema della coordinazione dei movimenti, sia dall'orientamento spazio/temporale, di conseguenza è molto importante una diagnosi precoce, in modo tale che possano essere messe in pratica adeguate strategie d'insegnamento, che facilitino il superamento delle difficoltà che questi bambini incontrano ogni giorno, per evitare una lunga serie di insuccessi scolastici che nell'età adolescenziale spesso portano all'abbandono degli studi.

Libri che trattano il tema:
Mel Levine, I bambini non sono pigri, Mondadori 
C. Cornoldi, Le difficoltà di apprendimento a scuola, Il Mulino

Per saperne di piú:
www.aiditalia.org 

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Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

La bambina che mangiava i lupi

E' la storia di una bambina di nome Bambina, che aveva una gallina di nome Gallina e che viveva in una casetta in cima a un albero di un bosco.

D'inverno Bambina aveva così tanta fame da mangiare i lupi. Così che la favola di Cappuccetto Rosso viene ribaltata; nel bosco si sparge la voce che c'è una bambina che mangia i lupi e sono i lupi ad avere paura dei bambini.

Bambina infine diventa essa stessa un lupo, troppi avendone mangiati.
(E dunque non abbiate paura dei lupi, bambini. Dentro di loro batte il cuore di Bambina).

Per bambini di età 3-6 anni

autore: Vivian Lamarque

editore: Emme Edizioni (collana Prime Letture)

Città blu città gialla

 

Città Blu e Città Gialla sono vicine e separate solo da un fiume. Una è famosa per i suoi ombrelli variopinti, l’altra per i calzolai che fabbricano scarpe eccezionali.

Gli abitanti hanno sempre vissuto in pace e un ponte permette agli abitanti di passare da una sponda all’altra e tutti andavano d’accordo, finché un giorno non decidono di ridipingere il vecchio ponte che collega le due città: già, ma di quale colore?

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