Movie rating

Il 20 luglio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge relativo alla tutela dei minori nella visione di film e nell'utilizzo di videogiochi.

Per quanto concerne i film, nel comunicato stampa si legge che viene superato il sistema censorio preventivo sostituito con un meccanismo di responsabilizzazione degli imprenditori del settore (produttori, distributori, importatori). 
L'attuale nulla osta preventivo da parte dell'Autorità governativa, su conforme parere delle Commissioni di primo e secondo grado, viene pertanto sostituito dalla classificazione operata dai predetti imprenditori, cui è subordinata la diffusione dei film sotto qualsiasi forma. Presso il Ministero per i beni e le attività culturali viene istituita la 
Commissione di classificazione dei film per la tutela dei minori, con il compito di convalidare, su richiesta degli imprenditori, la classificazione da questi effettuata, ovvero esprimere un parere obbligatorio sulle segnalate violazioni dei parametri e degli obblighi stabiliti dalla legge.

La nuova Commissione sarà molto qualificata e si avvarrà dell'aiuto di magistrati che lavorano con i bambini e di psicologi dell'età evolutiva. Per quanto riguarda i criteri per la classificazione, nel disegno di legge si chiede di porre attenzione sia al contesto narrativo generale, sia al rischio di possibili comportamenti emulativi data la giovane età degli spettatori.

Il Governo non avrà più funzione di censura, quindi, ma stabilisce un sistema di autoregolamentazione responsabile. Secondo una nota del Ministero infatti, nei Paesi europei dove vige un sistema di autoregolamentazione e dove i film distribuiti sono in buona misura riconducibili a quelli programmati nelle nostre sale, la tutela dei minori appare di fatto maggiore e la classificazione dei film più rigorosa.

Ma come funziona all'estero la classificazione dei film? Quali sono i criteri usati e quali i tipi di giudizio?

Diamo un'occhiata alla situazione in alcuni Paesi.

Negli Stati Uniti se ne occupa la Motion Picture Association of America (MPAA) e le sigle di classificazione sono:
• G - Per ogni tipo di pubblico 
• PG - Consigliata la presenza di un genitore: alcune scene, o il tema stesso del film potrebbero essere inappropriati per un bambino, si suggerisce che i genitori lo valutino prima di permetterne la visione 
• PG13 - Sconsigliato al di sotto dei 13 anni e comunque non senza la presenza di un genitore 
• R - sotto i 17 anni bisogna essere accompagnati e i genitori devono valutare seriamente se sia il caso di esporre un ragazzo alla visione di un film "R"
• NC-17 - vietato al di sotto dei 18 anni 

In Australia questi sono i parametri dell'Office of Film and Literature Classification:
• E - Esente da classificazione (ad esempio concerti o documentari) 
• G - Adatto ad ogni etá 
• PG - Raccomandata la presenza genitoriale, tuttavia non c'è nessuna restrizione 
• M - Raccomandato per un pubblico più maturo, indicativamente sopra i 15 anni, tuttavia non ci sono divieti 
• MA15+ - Inadatto a persone sotto i 15 anni 
• R18+ - Vietato al di sotto dei 18 anni 
• X18+ - Vietato al di sotto dei 18 anni, espliciti contenuti sessuali

In Finlandia, il Finnish Board of Film Classification segue queste categorie di valutazione: 
• S, K-3 - Per tutti 
• K-7 - Per un pubblico dai 7 anni in su 
• K-11 - Per un pubblico dagli 11 anni in su 
• K-13 - Per un pubblico dai 13 anni in su 
• K-15 - Per un pubblico dai 15 anni in su 
• K-18 - Per un pubblico dai 18 anni in su 
• KK – Vietato, per contenuti criminali come pedopornografia o autentica violenza come intrattenimento

In Francia il Ministero si avvale della consulenza di una Commissione apposita che classifica i film in:
• U - Per tutti 
• -12 - Vietato ai minori di 12 anni 
• -16 - Vietato ai minori di 16 anni 
• -18 - Vietato ai minori di 18 anni 

In Germania, l'organizzazione volontaria per l'auto regolamentazione, la FSF, suddivide la classificazione dei fim come segue:
• Ohne Altersbeschränkung: per tutti 
• Freigegeben ab 6 Jahren: vietato al di sotto dei 6 anni
• Freigegeben ab 12 Jahren: sconsigliato al di sotto dei 12 anni, a meno che accompagnati da un adulto di riferimento
• Freigegeben ab 16 Jahren: adatto a persone dai 16 anni in su
• Keine Jugendfreigabe: solo per adulti

Con il Regno Unito concludiamo questa breve panoramica. 
Il sistema della BBFC classifica i film come segue: 
• Uc (Universal Children) - Per tutti e in particolare per I bambini in etá prescolare
• U (Universal) - Per tutti a partire dai 4 anni, in genere. 
• PG (Parental Guidance) - Consigliata la presenza genitoriale
• 12A (12 Accompanied/Advisory) - Adatto dai 12 anni in su, al di sotto solo se accompagnati da un adulto
• 12 - Vietato al di sotto dei 12 anni 
• 15 - Vietato al di sotto dei 15 anni
• 18 - Per soli adulti 
• R18 (Restricted 18) - Per soli adulti, film pornografico

In Italia invece, secondo il disegno di legge appena approvato, un film potrà essere: 
• Per tutti
• Vietato ai minori di 10 anni
• Vietato ai minori di 14 anni
• Vietato ai minori di 18 anni

Resta da augurarsi che gli imprenditori del sistema cinematografico, nell'auto-valutare l'idoneità del proprio prodotto alle diverse fasce d'età, si dimostrino nel tempo affidabili come le famiglie e in particolare i bambini meritano.

Non vorremmo più assistere a una distribuzione indifferente alla sensibilità infantile, che permette la visione di film cruenti o spaventosi, classificati come "film per tutti". Fino ad oggi, infatti, la dicitura era la medesima, che si trattasse di Mary Poppins o di Psycho, di Winnie the Pooh o de La Passione di Cristo.

Per saperne di più

Wikipedia, voce "movie rating" (in inglese)
Notizia approvazione del DdL 
Testo DDL 

 

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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé

A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottili violenze è capace l'amore materno? Per l'autrice, il dramma del "bambino dotato" - il bambino che è l'orgoglio dei suoi genitori - ha origine nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, l'indignazione, la paura, l'invidia) che risultano inaccettabili ai "grandi".

Sono passati diciassette anni da quando è uscita la prima edizione di questo libro, in cui Alice Miller analizza cosa capita dal punto di vista neurobiologico ai bambini che non hanno avuto la possibilità di sviluppare la loro vita emotiva. Non bambini in evidente stato di abbandono, ma piccoli con un'apparente infanzia felice alle spalle. Bimbi che già a un anno sapevano stare senza pannolino, che hanno imparato presto ad accudire i propri fratellini. La strada è riuscire a vivere e a far vivere le proprie emozioni e questo libro certamente aiuta a riviverle, anche chi un bambino dotato forse lo è stato davvero.

autore: Alice Miller (traduzione di M. A. Massinello)

editore: Bollati Boringhieri

Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi

Il bambino nascosto. Favole per capire la psicologia nostra e dei nostri figli.

“Sono due bambini nascosti protagonisti di queste pagine: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Il libro vuole aiutare a scoprire attraverso la rielaborazione fantastica di effettive storie infantili come ogni comportamento, dal punto di vista psicologico, si strutturi in maniera del tutto inconscia nel mondo interno fin dai primissimi anni della nostra esistenza.

La fatica di crescere viene analizzata a partire da temi diversi (l’abbandono dell’infanzia, la nostalgia, la perdita, il tradimento, la paura), tutti ugualmente significativi del disagio infantile. Ed è così che la scoperta del mondo interno di un bambino attraverso la riappropriazione delle nostre stesse emozioni di una volta costituisce una valida chiave d’accesso al mondo dei ragazzi, per poterli capire e aiutare meglio”

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)