Thomas Sankara

Il 15 Ottobre 1987 veniva assassinato Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso. E forse, in un’Africa abituata e rassegnata ad essere governata da fantocci dell’Occidente, da élite corrotte e supine ai dettami delle istituzioni economici internazionali, era prevedibile che andasse a finire così.

Perchè Sankara era un vero rivoluzionario che aveva a cuore il bene e il progresso del suo popolo e dell’Africa tutta.

Il 4 agosto 1983, in Alto Volta, Sankara arrivò al potere con un colpo di stato incruento e senza spargimento di sangue. Uno dei primi atti del suo governo è significativo di quello che verrà: il Paese, ex colonia francese, abbandonò subito il nome coloniale e divenne Burkina Faso, il "Paese degli uomini integri”. E proprio l’integrità morale fu uno dei pilastri della sua azione e da lì partì per tagliare i ponti con il passato.

In quell’anno il tasso di mortalità infantile del paese arrivava al 19% (ogni cinque bambini nati, uno non arrivava a compiere un anno), il tasso di alfabetizzazione al 2%, la speranza di vita era di soli 44 anni, c’era un medico ogni 50mila abitanti. In questa situazione i primi tagli di Sankara furono per la classe dirigente: le auto blu destinate agli alti funzionari statali vennero sostituite con utilitarie, ai lavori pubblici erano tenuti a partecipare anche i ministri, lui stesso viveva in una casa di Ouagadougou, la capitale del Paese, che per nulla si differenziava dalle altre, Sankara e i suoi collaboratori viaggiavano sempre in classe economica e a ranghi ridotti nelle visite diplomatiche.

In soli 4 anni di governo riuscì a realizzare riforme sociali epocali e cambiò il volto del paese: lottò per valorizzare la figura dei contadini dando loro più potere, mise la natura tra le sue priorità tentando di fermare l'avanzata del deserto attraverso la riforestazione, fu fautore di una lotta senza quartiere agli abusi e nutrì una particolare attenzione nei riguardi delle donne (il suo governo incluse un grande numero di donne, condannò l’infibulazione e la poligamia e promosse la contraccezione), in poco tempo il 60 per cento dei bambini fu vaccinato contro il morbillo, la meningite e la febbre gialla (e questa, secondo l’Unicef fu una delle più belle imprese mai realizzate in Africa), la percentuale dei bambini scolarizzati salì di un terzo. L’economia ritrovò vigore, i conti pubblici vennero gestiti con oculatezza, la corruzione fu ridotta a livelli bassissimi (un caso quasi unico in Africa) e tutti i principali indici della qualità della vita - mortalità infantile, età media, scolarizzazione - migliorarono.

Anche sul piano internazionale fu innovatore e precursore: invocò il disarmo, invocò misure a favore dell'occupazione, della tutela ambientale, della pace tra i popoli e mentre, in un nuovo colonialismo, le multinazionali invadevano le ricche terre d’Africa e i gli Stati del Nord del mondo imponevano condizioni commerciali che impedivano lo sviluppo dell’Africa, schiacciata tra debito estero e calamità naturali, invitò i paesi africani a non pagare il debito estero per concentrare gli sforzi su una politica economica che colmasse il ritardo imposto da decenni di dominazione coloniale e anche culturale. Nel 1986 durante i lavori della 25° sessione dell'Organizzazione per l'Unità Africana molto semplicemente disse: Noi siamo estranei alla creazione di questo debito e dunque non dobbiamo pagarlo. [...] Il debito nella sua forma attuale è una riconquista coloniale organizzata con perizia. [...] Se noi non paghiamo, i prestatori di capitali non moriranno, ne siamo sicuri; se invece paghiamo, saremo noi a morire, possiamo esserne altrettanto certi.
Spinse fortemente verso un processo di unione di tutti gli stati del continente, che doveva diventare un'entità politica coesa e rispettata sul piano internazionale.

In un’altra occasione, dinanzi alle Nazioni Unite, disse: Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro, preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a beneficio del capriccio di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti, così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel.
Un discorso modernissimo e quanto mai attuale. Per questo dall’Africa di Thomas Sankara e dal patrimonio culturale africano viene una lezione per tutti, per indurci ad una visione più armoniosa e più equilibrata della vita, per costruire una “società sostenibile” che abbia al centro relazioni sociali e non delle relazioni puramente economiche. Per questo non stupisce che dall’anno della sua morte continuino a nascere attraverso il mondo organizzazioni politiche e associazioni che sottolineano la necessità di inseguire il suo operato.

Il nostro progetto Bibliothèque sarebbe certamente piaciuto a Thomas Sankara e noi siamo particolarmente felici che questo progetto sia stato realizzato proprio in Burkina Faso.



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Il bambino arrabbiato. Favole per capire le rabbie infantili.

“Una rabbia infantile cela il più delle volte una situazione di conflitto e di sofferenza psicologica. Quando un genitore si trova di fronte a tali manifestazioni spesso si sente in un tunnel: vede che il piccolo sta male ma non riesce a individuare i reali motivi che si nascondono dietro il disagio e la sofferenza del proprio figlio.

Se riusciamo a capire che un bambino si arrabbia perché sta soffrendo per qualcosa che impedisce il suo naturale processo evolutivo, è più facile anche per noi adulti cercare dentro di noi delle strade diverse per aiutarlo a sciogliere i suoi nodi.

Attraverso l’uso di favole, che prendono spunto da storie reali, questo libro offre alcuni suggerimenti per aiutare gli adulti a comprendere meglio le rabbie infantili.” 

 

autore: Alba Marcoli

editore: Mondadori (collana Oscar saggi)

Guida al consumo critico

"Il consumo critico e grandi campagne di sensibilizzazione hanno indotto varie imprese a imboccare la strada della responsabilità sociale e ambientale. Ma ancora troppe continuano a violare i diritti umani, sfruttando i piccoli produttori del sud del mondo, volendo imporre gli organismi geneticamente modificati, sostenendo regimi oppressivi, finanziando guerre, rifornendo eserciti. Ecco la necessità di informarci per fare sentire alle imprese tutto il nostro peso di consumatori che dicono no a comportamenti irresponsabili. Questa guida aiuta a stabilire su quali prodotti far ricadere le scelte d’acquisto, per indurre le imprese a comportamenti migliori, perché il consumo ha su di esse potere di vita o di morte."

Autore: Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Editore: EMI

La musica in testa

Autobiografia del giovane pianista e compositore Giovanni Allevi che intervalla il racconto degli episodi che hanno contrassegnato la propria ascesa al successo con riflessioni filosofiche sulla vita e sull’importanza che l’arte musicale ha esercitato su di essa. Il libro inizia con il primo concerto di Napoli quando a 22 anni  era ancora agli inizi della propria carriera e a vederlo erano solo 5 spettatori e approda ai trionfi conquistati negli Stati Uniti.

 

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