I ruoli e la mancanza di libertà

In casa nostra ognuno gioca la sua parte: M. il tempestino, il grande distruttore, il birichino e, non ultimo, il piccolo; S. è invece, da sempre, la bimba zen, la stellina, la brava bambina, e, per non farci mancare niente, la grande. 
Anche noi adulti siamo ovviamente della partita, ognuno col suo bravo ruolo. 
Di ruoli possibili ce ne sono infiniti, non sono quello buono e quello bravo, c'è il serio, il lagnoso, la principessa sul pisello, il buffone, il furbetto...

È allo stesso tempo facile e difficile: ognuno sa qual è la parte che gli è assegnata, e non ci deve mettere molto del suo per decidere come comportarsi nelle diverse situazioni. Già, il punto è proprio questo: non ci deve mettere molto del suo.
Alla fine, quando si recita una parte, non siamo noi in gioco, ma la parte che recitiamo. 
Ed è questo il difficile: come si fa a riconoscere le proprie emozioni, ad essere empatici verso gli altri, a crescere adulti sereni e responsabili, se fin da quando si è bambini non possiamo essere noi stessi? 

E non solo il ruolo che sono costretti a recitare in prima persona è negativo, ma anche quello degli altri membri della famiglia, soprattutto gli eventuali fratelli, perché in questa commedia dell'arte se una parte è già presa, non può essere interpretata da altri. Se uno è il fratello buono, l'altro dovrà per forza fare quello birbone, per stabilire un equilibrio nelle dinamiche familiari. 

E così alla fine tutti sono prigionieri, e viene meno la libertà, il pieno dispiegamento delle proprie naturali inclinazioni, il nutrimento dell'anima. 
E questo è ancora più triste, e gravido di conseguenze, quando si tratta di bambini.

Perché i bambini crescono, e costruiscono il proprio mondo, e la propria immagine di sé, anche, all'inizio quasi esclusivamente, sulla base di come vengono rappresentati dai propri genitori. Siamo noi il loro specchio, si guardano e soprattutto si vedono attraverso i nostri occhi. 

Questo vale per i ruoli negativi: come fa un bambino a superare le proprie difficoltà, a migliorare le proprie inclinazioni, se è già condannato a priori, dall'etichetta che ha addosso in virtù del ruolo che ricopre? 
Quando riusciamo a figurarcelo di volta in volta responsabile, maturo, capace, lui si vede davvero così e trova le risorse per crescere più responsabile, più maturo, più capace. 

Ma la vita è dura anche per il figlio bravo, quello che non può permettersi di sgarrare mai, sul quale ci sono aspettative altissime, e che dovrà sempre sperimentare se stesso con una stanghetta posta sempre troppo in alto. Pena, forse, nel suo cuore, il mancato affetto dei genitori. 

Un genitore non dovrebbe mai limitarsi a guardare il proprio figlio per quello che gli sembra oggi, ma dovrebbe in ogni momento aver presente che in quel piccolo essere umano ci sono mille potenzialità, che potranno seguire strade anche molto tortuose, e che imprigionarlo in un ruolo gli impedisce di mettersi alla prova e di sperimentare le sue potenzialità, e di costruirsi una personalità sua, di scoprire cosa vuole davvero fare della e nella propria vita. 

Scompaginare i ruoli in una famiglia non è facile, anche per i giochi di incastri che spesso si creano. 
Una cosa utile, e non solo per i figli, è che siano i genitori a cominciare a rompere le righe, a rimescolare le carte in tavola per quello che riguarda loro stessi. 

E poi comportarsi con i figli per quello che fanno, o potrebbero fare, e non per quello che gli abbiamo sempre fatto credere che siano. 

Chiedendo all'uno ciò che solitamente viene chiesto all'altro, ritenendoli in grado di fare da soli ciò che per inerzia facevamo noi, dando loro fiducia, non proiettando su di loro le nostre ansie e aspettative. 
Lasciandoli vivere, e accettando nel profondo che possano vivere anche in modo altro da come ce li immaginiamo.

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Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick

I bambini nascono per essere felici. I diritti li aiutano a crescere

Il termine "diritto", sempre più presente nel nostro vocabolario comune, è alla base del nostro vivere, per questo è fondamentale che anche i più piccoli ne conoscano il significato, che siano consapevoli che in quanto bambini, hanno dei diritti propri, perché anche "da grandi" ne siano veri promotori.

Le parole di Vanna Cercenà e le immagini di Gloria Francella danno qui una reinterpretazione della "Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991".

Data la complessità del testo originale, gli articoli sono stati raggruppati in temi principali: da quelli a carattere più generale a quelli più specifici su identità, famiglia, partecipazione, educazione, protezione, salute, informazione, controllo dell'attuazione. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato puntualmente con il riferimento agli articoli - spiegati con termini semplici e comprensibili – e una divertente e arguta filastrocca, di cui le immagini, coloratissime e ricche di particolari, sono il perfetto complemento visivo.

Come gli altri libri-gioco della collana Carte in Tavola, seguendo la numerazione delle schede, si affiancano le immagini fino a formare un'unica grande tavola illustrata: un grande albero su cui "sbocciano" le rappresentazioni dei 20 diritti riportati sul retro.

TEMI TRATTATI: diritto, famiglia, identità, multiculturalità, informazione, gioco, disabilità, salute, uguaglianza, pace, scuola, libertà, genitorialità, Stato.


Mauro e il leone

Dei leoni certo bisogna avere paura, sono belve che possono diventare terribili. Ma un giorno, qui, una bellissima ragazza vestita di rosso dà il via a un patto magico fra i bambini e i leoni. È così che un bambino, Mauro, e un poderoso Leone, Ulisse, diventano amici per la pelle. Tanto che, come Ulisse è pronto a tutto pur di aiutare Mauro, anche il bambino si sente pronto a tutto quando è il leone che deve essere aiutato e difeso. Così comincia questa grande storia fittissima di avventure sorprendenti, in un mondo spesso popolato di personaggi infidi e malvagi.

È una storia famosa che ha affascinato moltissimi bambini.
Illustrazioni dell'autore.

Consigliato dai 5 anni