Awalé

L’Awalè è uno dei giochi più antichi di origine africana tuttora in uso; è un gioco strategico che richiede una discreta abilità matematica.

Il gioco si è propagato in moltissimi paesi africani arrivando sino in Asia e nei Caraibi, ed è per questo che ha tanti diversi nomi, Awalé in Costa d’Avorio, Awari in Ghana, Ayo in Nigeria, Ouri a Capo Verde, Igisoro in Ruanda e Burundi e Wallè nei Caraibi, di conseguenza anche le regole del gioco variano a seconda dei popoli, delle tradizioni, dell’età dei giocatori, così come variano nella forma e nel tipo di materiale utilizzato per la realizzazione del gioco.

Così come ci sono molti nomi e svariate differenze fra le regole di gioco, esistono diverse leggende che narrano la nascita di questo gioco, una fra le tante narra che un gruppo di uomini camminarono per tanto tempo attraverso il deserto, sino a quando giunsero al mare, dove raccolsero delle conchiglie e tornarono al loro villaggio. Durante il loro viaggio fecero dei buchi nella sabbia per stoccare le conchiglie, ed è così che nacque il gioco.

Molti attribuiscono un significato simbolico alla disposizione delle buche e alle regole del gioco: le file di buche rappresenterebbero i campi coltivati e le pedine le sementi.

Il modello più usato di solito è fatto in legno, con due file di sei buche scavate nella superficie, talvolta ai due estremi del tavoliere c’è una buca supplementare. In Africa capita che i bambini giochino all’awalè scavando due file di sei buche sul terreno.

Nelle piccole cavità vengono ripartite equamente quarantotto pedine, abitualmente vengono usati dei semi prodotti dall’albero di Caesalpinia, semi grandi come olive verdi, ma molto duri, vengono usati anche sassi, pezzi di metallo o conchiglie.

Come nel gioco degli scacchi, i giocatori sono due, ma - a differenza di quanto accade con gli scacchi - i giocatori devono fare le proprie mosse velocemente e gli spettatori non sono obbligati a stare in silenzio.

Regole del gioco:

Le 48 pedine all’inizio della partita vengono distribuite a gruppi di quattro, nelle 12 buche, i giocatori sono seduti uno di fronte all’altro e la fila delle 6 buche che avrà di fronte sarà il suo terreno di gioco.
All’inizio della partita si stabilisce se giocare in senso orario o antiorario, il senso stabilito verrà rispettato sino alla fine della partita stessa. Nella prima partita, è il giocatore più anziano ad aver diritto alla prima mossa. Sarà lui eventualmente a rinunciare al privilegio, mentre in quelle successive si tirerà a sorte.

Il primo giocatore prende tutte le pedine all’interno di una propria buca e comincia a “seminare” uno a uno nelle cavità seguenti. Se la sua ultima pedina cade in una buca dell’avversario nel quale ci sono soltanto uno o due semi questi vengono vinti e messi da parte insieme al seme appena giocato. Se le buca o le buche precedenti a quella in cui è avvenuta la cattura contengono anch’esse uno o due semi, anche questi vengono catturati ed eliminati dal gioco.
È vietato saltare le buche: si saltano solo quando hanno più di 11 semi, di conseguenza si torna al punto di partenza e si prosegue la semina saltando la buca da cui i semi sono stati raccolti.

Lo scopo del gioco è quello di prendere il maggior numero di semi.
Quando uno dei giocatori si trova senza semi nel proprio territorio, l’avversario deve effettuare la propria mossa in modo da ‘alimentarlo’ di semi permettendogli così poi di giocare. Se ciò non è possibile, il gioco è terminato.
Alla fine del gioco i giocatori contano quanti semi hanno catturato, alla somma vanno aggiunti anche gli eventuali semi che sono rimasti nel proprio territorio. Vince chi ha catturato il maggior numero di pedine.

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