Bambini e TV

In collaborazione col Ministero delle Comunicazioni, la Rai lancerà dal prossimo 10 gennaio una nuova campagna televisiva dedicata al rapporto tra minori e TV. 

Lo spot, attraverso lo slogan Bambini e Televisione: meglio non distrarsi, richiama l'attenzione sul rapporto tra i bambini ed i programmi televisivi come telegiornali o le trasmissioni di approfondimento, le cui immagini e resoconti giornalistici, per una loro consapevole visione, possono richiedere un livello di maturità diverso da quello dei più piccoli. 
L'invito ai genitori, alle famiglie ed agli educatori è quindi quello di accompagnare i bambini nella visione di tali contenuti, guidandoli ad una loro corretta comprensione.

La campagna è una diretta applicazione del nuovo Contratto Nazionale di Servizio 2007-2009 sottoscritto dalla Rai il 5 aprile scorso, che fra le altre cose prescrive anche che la stessa adotti un sistema di chiara riconoscibilità visiva, capace di evidenziare, con riferimento a film, fiction ed intrattenimento, quelli adatti a una visione congiunta con un adulto e quelli adatti al solo pubblico adulto. 
Nel caso specifico di programmazione inidonea per i minori, il simbolo deve rimanere costantemente presente per tutta la durata della programmazione.

L'articolo 7 del Contratto di Servizio Rai 2007-2009 aggiunge ulteriori significativi obblighi quali:
- l'allargamento della fascia oraria dedicata espressamente ai minori e che passa dal tradizionale 16 - 19 a 16 - 20
- il vincolo di non interrompere con la pubblicità i programmi per bambini e i cartoni animati di durata inferiore ai 30 minuti, nonché il divieto di usare i personaggi dei cartoni come "traino" pubblicitario;
- il divieto di passare trailer di film vietati non solo durante la fascia protetta, ma anche nella fascia 7 - 9 ove è frequente la presenza di bambini telespettatori. Il divieto di programmare film vietati ai 14 anni in tali orari si estende quindi ai corrispondenti trailer.

Sul sito del Ministero per le Comunicazioni leggiamo inoltre che molto ancora si sta facendo sul tema nuove tecnologie e minori, sia sul piano della regolamentazione sia su quello della sensibilizzazione delle famiglie e del mondo della scuola. 
Ad esempio già nel periodo 17 Giugno - 29 Luglio è stata mandata in onda su tutte le reti RAI la campagna Internet e minori, sull'uso corretto della rete da parte dei bambini e dei genitori.

Sempre in nome della tutela dei diritti dell'infanzia è stata stipulata la Convenzione tra il Ministero e Save the Children ed attivato il sito www.tiseiconnesso.it/, per educare giovani e loro genitori ad un uso consapevole dei nuovi "media".

per saperne di piu'
Sito Ministero Comunicazioni 
www.tiseiconnesso.it


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I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni

Il banchiere dei poveri

Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo. Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell'analfabetismo e della alta densità di popolazione, in Bangladesh, non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali.

E' difficile, quindi, immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione - bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi.

La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino. 

Segnaliamo un articolo su Muhammad Yunus scritto dalla redazione di Officina Genitori

autore: Muhammad Yunus
editore: Feltrinelli

Requiem per il giovane Borgia

 

Si tratta di un romanzo storico e nello stesso tempo di un avvincente giallo scritto da due giovani autrici milanesi esordienti che hanno svolto approfondite ricerche storiche sulla opulenta e maestosa Roma rinascimentale e le ricche corti italiane, soggiogate dalla morale del tempo, individualista e brutale, tesa al conseguimento dei fini senza curarsi dei mezzi con i quali ottenerli.

La vicenda parte dal brutale omicidio di Juan Borgia, duca di Gandia, figlio prediletto di papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia.

Chi è il mandante dell'assassinio? L'indagine non è facile. È possibile il movente politico (il dominio dei Borgia è inviso alle potenti famiglie romane, agli Orsini, agli Sforza di Milano, a Guido da Montefeltro, ai baroni romani e a molti prelati che disapprovano la scandalosa condotta del papa), ma può essere un movente passionale o può essere maturato nell'ambito familiare....

La scrittura è scorrevole e varia e si presta facilmente ad una trasposizione filmica.

autore: Elena Martignoni, Michela Martignoni

editore: TEA