La situazione in Tibet

Il Dalai Lama ha denunciato che in Tibet c'e' uno ''stato di terrore' ed e' in corso un ''genocidio culturale''. In un'intervista televisiva da Dharamsala, in India, dove e' in esilio, il leader spirituale dei buddisti tibetani ha detto no al boicottaggio delle Olimpiadi e ha chiesto che venga avviata un'inchiesta internazionale sui fatti di Lhasa.
Alcune immagini scattate il 16 marzo scorso, che documentano la violenza usata dall'Esercito Cinese contro i manifestanti e i monaci tibetani, sono state diffuse dall'agenzia AsiaNews. Secondo i dati del governo tibetano in esilio, circa 20mila tibetani del Sichuan hanno protestato in segno di solidarieta' con i monaci. Le autorità cinesi hanno bloccato l'accesso internet al sito di YouTube.com. dopo che vi erano comparsi decine di filmati di protesta contro la repressione in Tibet; nessuna scena degli scontri o delle reazioni di protesta all'estero era presente sugli analoghi siti web cinesi quali 56.com, youku.com e tudou.com. 

Di fronte a quello che sta accadendo non si può rimanere in silenzio, soprattutto a pochi mesi dall'inizio delle Olimpiadi con tutto ciò che esse comportano in termini di accreditamento internazionale della Cina. Cosa dovrebbe fare la comunità internazionale di fronte a questi fatti? 
Il disagio legato all'organizzazione dei Giochi Olimpici a Pechino, in programma dall'8 al 24 agosto nella capitale cinese, è alimentato giorno dopo giorno dalle manifestazioni contro la repressione cinese in Tibet. Un migliaio di persone ieri si sono radunate davanti al Comitato internazionale olimpico (Cio) a Losanna, in Svizzera, al grido di "fermate i morti in Tibet". Le ong chiedono ai capi di Stato o di governo di dare un "segnale" alle autorità cinesi. 
Reporters Sans frontieres (Rsf) ha chiesto ieri ai capi di Stato di boicottare la cerimonia d'apertura dei Giochi, con lo scopo di protestare contro le violazioni dei diritti umani in Cina e la repressione in Tibet. Boicottare le Olimpiadi per intero "non è più all'ordine del giorno", perchè ciò metterebbe "gli atleti in una situazione impossibile", afferma Rsf. Gli americani di Human Rights Watch invitano invece i potenti a riflettere due volte prima di andare a Pechino. "Non c'è da sperare che gli atleti boicottino i Giochi di Pechino", ma i rappresentanti dei governi stranieri "debbono esigere un miglioramento (della condizione dei diritti umani, ndr) da parte delle autorità cinesi prima di venire alle Olimpiadi".

Oggi a Roma ci sarà una manifestazione di solidarietà al Popolo tibetano. Organizzano Il Riformista e Radio Radicale. Pd e Pdl non partecipano. Qualche candidato appoggia personalmente l'iniziativa, ma nessuno prende apertamente posizione. Ma se non si limita lo strapotere di Pechino ora che è ancora influenzabile cosa succederà di noi (e soprattutto dei diritti umani) quando il gigante asiatico sarà la prima super potenza mondiale?

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Associazione Italiana-Tibet 

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