I bambini continuano a saltare giocando

Gli ordigni antipersona mietono vittime anche molto tempo dopo la loro posa e secondo l'ultimo rapporto dell'organizzazione non governativa "Campagna Internazionale contro le Mine", nel 2006 i residuati bellici e le mine hanno continuato ad uccidere, ferire e mutilare in 68 paesi oltre 5.700 persone, il 34 per cento delle quali sono bambini.

Il Laos ha il poco invidiabile primato di paese con più bombe pro capite, circa tre milioni di tonnellate d'ordigni, lasciati durante la guerra d'Indocina contro il colonialismo Francese: nove anni di bombardamenti aerei quotidiani. Gli ordigni inesplosi non sono mai stati rimossi dal terreno, ed è così che è nato fra il Laos ed il Vietnam, il traffico degli Uxo, acronimo che sta per "unexploded ordnance" frammenti di bombe e di altri ordigni inesplosi. 
Le fabbriche vietnamite sono sempre alla ricerca di metallo, vanno bene anche i rottami, ogni giorno dei mercanti improvvisati attraversano la frontiera con il Laos per andare a comprare pezzi di granate, mine, bombe inesplose. Tutto metallo che, una volta fuso, diventa materiale prezioso per il Vietnam.
Raramente il prezzo pagato è in denaro, i frammenti sono scambiati con vestiti, sigarette, caramelle, ed anche se a vendere ai vietnamiti sono gli adulti, spesso a raccogliere le bombe nei campi sono i bambini che setacciano il terreno con i metal detector, che segnala il ritrovamento del metallo, ma che non dice loro se è ancora carico, ed è così che ogni giorno i bambini saltano per aria morendo o restando mutilati.

I dati contenuti nella nona edizione del Landmine Monitor Report, il rapporto che consente di monitorare gli adempimenti riguardanti la Convenzione di Ottawa, stipulata il 4 dicembre 1997 durante la Conferenza per il Trattato sulla Messa al Bando delle Mine, non sono incoraggianti, anche se l'80 per cento degli stati del mondo (156) ha aderito alla Convenzione e ad oggi, solo due governi, Birmania e Russia insieme ad alcuni gruppi armati non statali, hanno continuato ad impiegare mine, sono 14 i paesi che non riusciranno ad adempiere alle operazioni di bonifica nei 10 anni indicati dal Trattato al momento della sua ratifica. I paesi in questione sono: Bosnia-Erzegovina, Cambogia, Chad, Croazia, Mozambico, Nigeria, Perù, Senegal, Tajikistan, Tailandia, Regno Unito, per quanto riguarda le Falkland, Venezuela, Yemen e Zimbawe. 
Trentanove stati non hanno ancora aderito al Trattato. Questo include i due stati che hanno firmato nel 1997, ma non lo hanno ancora ratificato, le Isole Marshall e la Polonia, tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Cina, Russia e USA, così come India, Iran, Israele e Pakistan.

Nel 2006 sono stati bonificati 140 kmq di campi minati e 310 kmq di aree di battaglia, distrutte 217.000 mine antipersona, 18.000 mine anticarro e 2.15 milioni di ordigni inesplosi.

Nel mondo rimane molto alto il numero dei sopravvissuti alle mine, circa 473.000, dato rilevato ad agosto 2007 dal Landmine Monitor Report, inoltre nelle regioni più gravemente colpite, dall'Afghanistan alla Cambogia, dall'Iraq all' Angola, manca ancora la più semplice assistenza e, dove presente, risulta insufficiente a garantire un impatto tangibile sui sopravvissuti e sulle loro famiglie.
Ciò nonostante, i tagli subiti dai fondi destinati alla Mine Action sono in aumento, in Italia il fondo per lo Sminamento Umanitario istituito con la legge 58/2001 è stato tagliato di triennio in triennio del 50 per cento.

L'ultima tappa delle negoziazioni per la stesura finale del testo del Trattato che sancirà la definitiva messa al bando delle bombe cluster avrà luogo a Dublino, in Irlanda, dal 19 al 30 Maggio 2008. 

Per approfondire
Campagna Italiana contro le mine 
Landmine Monitor 

Articoli precedenti:
Il Belgio e le cluster bomb 

Pin It
Accedi per commentare

Il mondo è tuo

Un albo illustrato per grandi e piccini, che insegna ai più piccoli, e ricorda ai più grandi che, si è liberi di essere e fare quello che si vuole, nonostante la strada non sarà priva di difficoltà che ci faranno crescere.

Leggi tutto...

La vera storia del pirata Long John Silver

La biografia - raccontata in prima persona - di Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla che riappare ora vivo e ricco in Madagascar intento a scrivere le sue memorie.

E così ci si ritrova - adulti - a leggere una storia di pirati, con lo stesso gusto con cui lo facevamo da bambini, sognando ancora di porti affollati di vascelli, taverne fumose, tesori, arrembaggi, tempeste improvvise.

Ma non c'è solo questo, c'è anche la scoperta del mondo all'epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, le condizioni atroci dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano.

 

Un grande affresco di un'epoca e di un mondo che ha sempre affascinato grandi e piccoli.

autore: Larsson Björn (traduzione K. De Marco)

editore: Iperborea

I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni