Gite scolastiche, uno spunto di riflessione

Con l'arrivo della bella stagione iniziano a programmarsi le gite scolastiche dei nostri figli. Perché non cercare di trasmettere il valore di avvicinare un territorio con rispetto, prestando attenzione tanto alla storia quanto all'ecologia, alla natura e alla cultura locale? 


Potrebbere essere l'occasione per insegnare che non esiste un turismo privo da impatti ambientali e sociali, e pertanto è importante prestare attenzione a ciascuna delle scelte che facciamo, senza lasciarci sfuggire le possibili azioni e opportunità di sostenibilità ambientale. Viaggiare con i mezzi di trasporto più ecologici, praticare attività compatibili con l'ambiente, entrare in relazione rispettosa con altre culture. In questo senso il turismo diviene consapevole, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali.
Ecco alcuni suggerimenti per le scuole ma anche per le famiglie che intendano trascorrere qualche giorno fuori casa.

Sul sito del WWF esiste una sezione interamente dedicata alle Oasi WWF divisa per regioni, di facile interpretazione e velocemente consultabile. Fornisce precise indicazioni per ognuna delle oltre 130 oasi italiane. Una dettagliata scheda indica come e da chi e' gestita l'oasi, i numeri telefonici e i nomi delle guide WWF, indica se si può alloggiare in strutture interne o esterne all'oasi fornendo anche informazioni logistiche, spiega brevemente le peculiarità dell'ambiente, della flora e della fauna e le attività che si possono effettuare all'interno dell'oasi o nei dintorni.

Un altro sito interessante è Il portale dei parchi Italiani dove è possibile trovare il calendario degli appuntamenti per i prossimi mesi e una pagina interamente dedicata al tema scuola e natura, con le proposte didattiche di educazione ambientale dei vari parchi e le possibilità di soggiorno presso strutture ricettive in grado di accogliere scolaresche e gruppi numerosi.

Altri programmi di interesse naturalistico ma improntati maggiormente alla fauna vengono presentati dalla LIPU , nella sezione Oasi e centri: selezionando la regione di interesse vengono fornite informazioni sui servizi e le strutture dell'oasi, sull'habitat e sulle caratteristiche naturalistiche, il tutto corredato dai numeri telefonici utili e dalle informazioni logistiche per raggiungere l'oasi.

Ancora un'interessante proposta per una gita o un week-end fuori porta può essere quella di programmare un viaggio a Genova, dove a disposizione dei turisti, ci sono escursioni naturalistiche per l'avvistamento dei cetacei organizzate dalWhale Watch Liguria in quello che da alcuni anni è diventato il Santuario dei cetacei, uno spicchio di mare tra la Liguria e la Francia. Da non perdere è una visita al ricco <ahref=http: www.acquariodigenova.it="" jsp="" index.jsp"="" target="_blank" style="color: rgb(62, 62, 146); line-height: normal; text-align: justify;">Acquario di Genova per scoprire quel mondo meraviglioso che e' il pianeta mare. 

Sempre in Liguria è possibile visitare un eco-villaggio con una complessa e affascinante struttura architettonica, dove molto attiva e' l'Associazione CulturaleTorri Superiore nata nel 1989 con la finalità di recuperare e valorizzare il borgo medievale abbandonato, favorendo l'insediamento di nuove residenze e la nascita di un ecovillaggio e di un centro culturale aperto al pubblico.
L'economia dell'eco-villaggio infatti si basa principalmente sull'attività ricettiva della "Casa per ferie" dotata di semplici e confortevoli camere e di un ristorante che offre alimenti in gran parte biologici e di produzione locale, per gruppi e singoli interessati a conoscere l'esperienza dell'eco-villaggio e frequentarne i programmi culturali ed educativi. Vengono organizzati corsi e seminari legati alla vita comunitaria ed alla sostenibilità. 

Non dimentichiamo poi la ricca catena di agriturismi presente sul nostro territorio, molte delle 1300 strutture esistenti offrono proposte e percorsi educativi per scolaresche, per conoscere i prodotti naturali, per imparare ad allevare e accudire gli animali, per vedere dal vivo come si lavora la terra, per esplorare ed orientarsi nel bosco e molto altro ancora.

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Bianco su nero

Note di Copertina

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica del Cremlino riservata alla nomenclatura sovietica nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita.

Dopo poco più di un anno Rubén sarà separato dalla madre (che, figlia del segretario del Partito comunista spagnolo in esilio, è stata mandata dal padre in Russia a trascorrere un periodo di "rieducazione" e lì si è innamorata di uno studente venezuelano) e rinchiuso negli speciali orfanotrofi in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell'uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro.

Solo all'inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo Gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero. Perché quello che colpisce in questo libro, e si imprime nella memoria del lettore, non è tanto la cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse all'interno di un sistema feroce, dove in nome dell'ideologia si perpetrano vessazioni quotidiane, ma la voce che trasforma l'orrore in narrazione, e lo sguardo che questo stesso orrore trasforma in immagini a volte commoventi, altre volte grottesche, altre ancora di corrosiva comicità, ma sempre potentemente tratteggiate, come lo sono del resto tutti i personaggi che attraversano la vita di Ruben: la studentessa spagnola che balla per lui senza musica in una stanza d'ospedale; il cane randagio monco di una zampa che i bambini adottano; le inservienti e le insegnanti, potenti deità femminili raramente benevole e più spesso minacciose; il ragazzo Sasa che si trascina nella neve fino all'aula per rivendicare il suo diritto a studiare; e Sergej, il ragazzo senza gambe che si allena per mesi allo scopo di poter fare a pugni con uno che le gambe le ha tutt\'e due...

Sono un ritardato. Non è un nomignolo offensivo, è semplicemente un dato di fatto. Ho un livello intellettuale troppo basso per un'esistenza autonoma, per una forma pur elementare di sopravvivenza. So fin da piccolo che il ritardo mentale può essere compensato o non compensato. Il ritardo compensato è quello per cui si ha una carenza intellettuale che ti permette comunque di vivere nella società senza dover contare sull'aiuto altrui. L'esempio standard di ritardo compensato è solitamente quello di individui con disturbi mentali che, grazie agli sforzi di dottori e pedagoghi, riescono a imparare un mestiere, magari quello di imbianchino o portinaio. Quanto a me, i pedagoghi mi hanno insegnato a risolvere equazioni complesse, i dottori mi hanno diligentemente rimpinzato di medicine e ingessato con grande zelo, ma i loro sforzi sono risultati vani. A tutt'oggi non sono in grado di sollevare un pennello da imbianchino.

autore: Rubén Gallego (traduzione di Elena Gori Corti)

editore: Adelphi

Le emozioni dei bambini

"Comprendere le emozioni dei bambini significa aiutarli a crescere felici. Traendo spunti ed esempi dal vivere quotidiano Isabelle Filliozat, psicopterapeuta di fama, aiuta a capire il significato di tanti comportamenti e a trovare le parole e i modi per risolver le situazioni che appaiono più difficili.

L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

autrice: Isabelle Filliozat

editore: Pickwick

I ragazzi felici di Summerhill

L'esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza?

Summerhill è la scuola che Neill fondò in cui il principio inspiratore è un'educazione che non ha bisogno di ricorrere alla paura. Una scuola senza autorità dove le regole sono dettate da un'Assemblea Generale formata da alunni e insegnanti in cui il fondatore ha lo stesso potere di voto di un fanciullo.

Neill dimostra che la libertà funziona, che i bambini sono capaci di autoregolarsi qualora non abbiano già assorbito il sistema educativo violento e coercitivo delle scuole tradizionali.
Summerhill ha uno spirito comunitario e di autogoverno in anticipo sui tempi. Questo avviene perché la scuola stessa è un'isola:
Neill non si propone di cambiare la società, lui desidera solo che i suoi ragazzi siano felici. Quando un ragazzino arriva a Summerhill inizialmente è disorientato e approfitta di tutto quello che si pensa (sbagliando) sia "libertà", ovvero fare quello che si vuole. A Summerhill le lezioni sono facoltative, se un bambino non vuole imparare a leggere e a scrivere non lo fa, e non è giudicato ma viene trattato con rispetto. Eppure entro breve tempo (quasi) tutti frequentano le lezioni, rispettano la libertà degli altri e se questo non avviene, gli stessi bambini decidono la sanzione, nell'assemblea settimanale di autogoverno.

E' una bella utopia, un invito a riflettere sulla violenza e sulle ipocrisie del nostro sistema scolastico, una proposta di antiscuola inimitabile, perché molte scuole ispirate a quel modello scambiarono proprio libertà con licenza, l'errore più comune che proprio Neill stesso tendeva a sottolineare: libertà non è assenza di regole come molti credono, ma è autoregolazione. La comunità infatti si detta da sola le regole, spesso ferree e precise, improntate sul rispetto reciproco.

autore: Alexander S. Neill

editore: Red Edizioni