Giornata mondiale del commercio equo e solidale

Il 10 Maggio si celebra la Giornata mondiale del commercio equo e solidale, dedicata quest'anno (2008) alla relazione tra fair trade e ambiente.


"Il commercio equo crea un buon clima" è lo slogan della campagna informativa e propositiva delle Botteghe del mondo italiane ed europee: la campagna durerà due anni e si occuperà di commercio equo e solidale e clima. Sarà indirizzata ai bottegai, ai consumatori, alle centrali di importazione, ma anche ai produttori, che saranno parte integrante della campagna.
Si tratterà di riflettere su buone pratiche e contraddizioni nel commercio equo, rispetto all'inquinamento ed allo stravolgimento climatico, al fine di proporre e mettere in pratica modalità di commercio tali da inserirsi in una politica sociale ed ambientale che conduca ad una reale sostenibilità dello sviluppo.

Il commercio equo e solidale mira ad attivare processi di sviluppo economico e sociale delle comunità presso cui interviene. È la dimostrazione che un'economia rispettosa dei diritti umani ed ambientali è possibile, attraverso una differente redistribuzione delle risorse e attraverso la garanzia del rispetto di regole semplici ed essenziali (pagamento di un prezzo giusto per il lavoro svolto, trasparenza nelle relazioni commerciali, non sfruttamento del lavoro minorile, attenzione per l'ambiente). A differenza di quanto accade nell'economia tradizionale, tutti gli anelli della catena sono in misura uguale responsabili della relazione economica, dal produttore al consumatore. 

Nei Paesi del Nord Europa il commercio equo e solidale esiste ormai da quasi 50 anni e in Italia da quasi 30 anni. Le persone sono sempre più disponibili ad acquistare prodotti "puliti" e sempre più attente a capire cosa si cela dietro i nostri acquisti quotidiani. Si insiste sulla responsabilità dei consumatori, sul potere di scelta e di cambiamento che ognuno di noi ha anche attraverso il semplice gesto dell'acquisto.

Più nel dettaglio gli obiettivi del Commercio Equo e Solidale sono: 


- Migliorare le condizioni di vita dei produttori aumentandone l'accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni di produttori, pagando un prezzo migliore ed assicurando continuità nelle relazioni commerciali. 
- Promuovere opportunità di sviluppo per produttori svantaggiati, specialmente gruppi di donne e popolazioni indigene e proteggere i bambini dallo sfruttamento nel processo produttivo. 
- Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, tramite la vendita di prodotti, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo.
- Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha sui produttori, in maniera tale che possano esercitare il proprio potere di acquisto in maniera positiva. 
- Proteggere i diritti umani promuovendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale, sicurezza economica. 
- Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati. 
- Favorire l'incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi economicamente meno sviluppati. 
- Sostenere l'autosviluppo economico e sociale. 
- Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela ambientale, effettuando campagne di informazione e pressione affinché cambino le regole e la pratica del commercio internazionale convenzionale. 
- Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.


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