Madri del mondo

Come ogni anno, la seconda domenica di maggio arriva la festa della mamma, ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, che ha origini molto antiche legate al culto della divinità della fertilità, che veniva celebrata nel periodo dell'anno in cui la natura si risvegliava dopo il lungo e freddo inverno. 

E come per gli anni passati in questa occasione Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, presenta il "Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo", che evidenzia la stretta correlazione tra il benessere materno e quello infantile.

Il nono rapporto mette a confronto lo stato di salute delle madri e dei bambini in 146 paesi, compresa l'Italia, in base a diversi parametri quali l'aspettativa di vita, la nascita, l'indice di mortalità infantile sotto i 5 anni, la scolarizzazione, l'uso della contraccezione, la partecipazione delle donne alla vita politica, e infine la loro possibillità di avere un reddito. 
Dal rapporto emerge che più di 200 milioni di bambini nel mondo sotto i 5 anni, non hanno alcuna assistenza sanitaria di base. 

Ogni anno 2 milioni di bambini muoiono il giorno della loro nascita, spesso a causa di complicazioni post partum, altri 2 milioni entro il loro primo mese di vita, 6 milioni ancora prima che raggiungano il quinto compleanno, che equivale a circa 26mila morti al giorno, unico dato positivo è che sono 2mila in meno rispetto al 2007, ma quando si parla di bambini anche una sola vita persa procura dolore.
In alcuni paesi Africani le madri non danno il nome al proprio neonato durante le prime sei settimane di vita perché temono che non possa sopravvivere.
La maggior parte di queste morti sono causate da complicazioni al momento della nascita, dalla diarrea, dalla polmonite, dal morbillo e dalla malnutrizione, ed avvengono in paesi in via di sviluppo dove donne e bambini non hanno purtroppo accesso ai servizi sanitari di base.
Il buono stato di salute delle madri rappresenta per i bambini l'unica speranza di sopravvivenza, infatti quando una madre muore o versa in cattive condizioni di salute, le vite dei suoi bambini sono seriamente minacciate. Investire sul benessere materno, garantendo le cure mediche di base, rendendo così i parti più sicuri e promuovendo l'educazione delle donne, per diminuire i contagi da terribili malattie come l'aids e la malaria, sono le strategie messe in atto da Save the Children. 

Nel mondo ogni anno 60 milioni di donne partoriscono a casa, senza alcuna assistenza medica e, più di 500mila donne muoiono durante la gravidanza o il parto. Quando una madre muore per parto, questo implica la probabile morte del neonato, inoltre aumenta drasticamente il rischio di morte dei figli più grandi.
Secondo il rapporto sono le madri Svedesi ad essere più in salute e con aspettative di vita migliori per se e per i propri figli, le mamme Nigeriane invece continuano a morire di parto ed un bambino nigeriano su quattro non raggiunge il quinto compleanno, questo significa che quasi tutte le madri rischiano di veder morire un figlio.
L'Italia è al primo posto al mondo nella classifica del benessere dei bambini, seguita da Germania, Francia e Svizzera, ma è al diciannovesimo posto per quanto riguarda gli indici per il benessere materno che sono uguali a quelli di Botswana, Benin e Nepal. 

Questo perché, solo il 39% delle donne italiane come quelle botswane usa i contraccettivi, la partecipazione delle donne italiane alla vita politica è pari al 17%, e corrisponde a quella di Bolivia, Gabon e Nepal. Inoltre, le italiane percepiscono uno stipendio pari al 47% rispetto ai loro colleghi uomini, mentre le donne dei paesi che hanno guadagnato la testa della classifica, hanno un salario di poco inferiore a quello maschile. 
Per quanto riguarda i benefici della maternità una neomamma svedese può restare a casa ad occuparsi del proprio bambino percependo l'intero stipendio, a differenza dell'italiana che ne percepisce solo 80%.

Aspetto molto significativo emerso dal rapporto di quest'anno è che, la strada migliore per ridurre il rischio di morte delle madri e dei bambini è quello di garantire la scolarizzazione a tutte le bambine; più tempo trascorrono a scuola e più tardi si sposano ritardando così le gravidanze.
È più probabile che ragazze istruite possano diventare madri fisicamente sane, indipendenti dal punto di vista economico e maggiormente informate su come prendersi cura del proprio bambino.
I dati che arrivano dai paesi in via di sviluppo come l'Africa, l'Asia e l'America latina, dimostrano che se il livello d'istruzione materno aumenta, diminuisce il numero dei bambini morti sotto i 5 anni di età. 
In molti paesi, il livello d'istruzione delle madri ha maggior influenza sulle prospettive di sopravvivenza del proprio bambino, rispetto al livello di ricchezza o povertà.
Le madri istruite sono più propense ad effettuare visite prenatali, inoltre fanno vaccinare i propri figli, li sottopongono a cure mediche quando sono ammalati, gli insegnano una corretta igiene ed il rispetto ad sana alimentazione.
Da uno studio che confronta i dati di 65 paesi è emerso che, raddoppiando il numero delle ragazze che frequentano la scuola secondaria (dal 19 al 38%) si otterrebbe una riduzione della mortalità infantile del 53%. 

Purtroppo anche per quest'anno dal rapporto emerge che il mondo è ancora molto lontano dal raggiungimento del quarto obiettivo del millennio: ridurre di due terzi la mortalità infantile, entro il 2015. Inoltre il divario in termini di aspettativa di vita, fra i paesi più ricchi e quelli più poveri sembra ancora incolmabile.

Save the Children onlus Italia 

Scarica il rapporto completo 

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Il banchiere dei poveri

Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo. Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell'analfabetismo e della alta densità di popolazione, in Bangladesh, non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali.

E' difficile, quindi, immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione - bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi.

La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino. 

Segnaliamo un articolo su Muhammad Yunus scritto dalla redazione di Officina Genitori

autore: Muhammad Yunus
editore: Feltrinelli

Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

Guida al consumo critico

"Il consumo critico e grandi campagne di sensibilizzazione hanno indotto varie imprese a imboccare la strada della responsabilità sociale e ambientale. Ma ancora troppe continuano a violare i diritti umani, sfruttando i piccoli produttori del sud del mondo, volendo imporre gli organismi geneticamente modificati, sostenendo regimi oppressivi, finanziando guerre, rifornendo eserciti. Ecco la necessità di informarci per fare sentire alle imprese tutto il nostro peso di consumatori che dicono no a comportamenti irresponsabili. Questa guida aiuta a stabilire su quali prodotti far ricadere le scelte d’acquisto, per indurre le imprese a comportamenti migliori, perché il consumo ha su di esse potere di vita o di morte."

Autore: Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Editore: EMI