Ciclo & Riciclo: le 4 R

Le 4 R : Riduzione Raccolta Riuso e Riciclaggio

La produzione di rifiuti rappresenta un grande problema su tutto il pianeta. Il riciclaggio e il riuso sono semplici accorgimenti che si possono adottare nella vita di tutti i giorni e rappresentano i metodi più praticati per ridurre i rifiuti sia alla fonte che alla loro destinazione finale. 
Una raccolta differenziata fatta correttamente può facilitare il recupero di rifiuti, che una volta separati sono pronti per essere riciclati. Il riuso invece, ci permette di utilizzare cose già usate destinandole ad altre funzioni anche diverse da quella per cui sono state create, permettendo così di diminuire il flusso dei rifiuti destinati a smaltimento finale, rimettendo sul mercato un bene usato, il cui ciclo di vita sarà allungato in accordo col principio di un uso più sostenibile delle risorse.

Abiti e accessori se usati ma in buone condizioni possono avere una seconda vita, basta contattare le associazioni che li danno a chi ne ha bisogno: via libera alla raccolta di abiti borse e scarpe ma anche lenzuola, scampoli di stoffa e biancheria per la casa. 
Altra possibilità viene dai negozi che vendono abiti usati, a prezzi molto contenuti e con un minimo ricavo anche per il venditore.
Ugualmente, mobili, pentole, posate e casalinghi in generale possono essere portati ai negozi di roba usata ed in diverse città ci sono dei mercatini dell'usato gestiti da società di volontariato che utilizzano poi gli incassi per sostenere progetti nel terzo mondo.

In Italia c'è una rete di ciclofficine popolari che ritira, ripara e recupera le biciclette usate (anche quelle rotte ed in cattivo stato) nonché quelle abbandonate. Vengono poi ridistribuite gratuitamente a chi ne ha bisogno: in queste strutture autogestite tutti possono utilizzare attrezzature e pezzi di ricambio dell'officina per sistemare la propria bici o costruirne una nuova: il sito di riferimento è ampioraggio.
Se poi in garage ci sono più biciclette ormai "abbandonate" dai nostri figli perchè non regalarle alle associazioni di volontariato che operano localmente? È sufficiente informarsi presso il comune o la parrocchia.

Le cartucce di stampanti e fotocopiatrici sono dette rifiuti urbani pericolosi, vanno smaltiti in discarica o in riciclerie negli appositi contenitori. Oggi però si può dare una seconda vita anche a questi materiali che possono essere ricaricati e rimessi in commercio.
Computer e componenti elettronici invecchiano rapidamente ma possono essere sfruttati ancora, attraverso società che li raccolgono e li recuperano all'interno di un programma di reinserimento sociale dei detenuti in carcere. Vecchi televisori, videoregistratori ma anche piccoli e grandi elettrodomestici trovano una seconda vita presso ospedali, case di riposo o centri diurni per anziani; la sede romana dell'associazione Emmaus ritira anche a domicilio elettrodomestici, libri e mobili per rivenderli nei suoi mercatini: il ricavato viene impiegato a sostegno di progetti di solidarietà locale ed internazionale.

Quanti libri per bambini, pupazzi, bambole, puzzle ed altri giochi ormai dimenticati abbiamo per casa, nelle cantine e nei ripostigli? Se sono in buono stato possono essere portati nella nostra zona presso asili nido o scuola dell'infanzia o ancora negli ospedali che prevedono un reparto pediatrico. Esistono poi diverse associazioni di volontariato che li raccolgono, aggiustano e puliscono e rimettono in vendita per esempio al Rigiocattolo, una manifestazione che si svolge ogni anno a dicembre in diverse città italiane e straniere. Il ricavato va a sostegno di progetti di solidarietà in Africa e in altri Paesi in via di sviluppo.
Altresì scuole, asili e biblioteche comunali accettano ben volentieri donazioni di libri, dvd, vhs o cd. L'Avo (associazione volontari ospedalieri) che è presente in tutta Italia, raccoglie film e libri per i ricoverati negli ospedali di diverse città. Asili ed ospedali pediatrici accettano perfino tutto ciò che fa parte del corredo per bambini, dal lettino al passeggino, al seggiolone ed ai vestiti.

Le lenti da vista hanno un costo che non è alla portata di tutti, per aiutare i meno fortunati si può dare nuova vita ai vecchi occhiali che ormai non ci vanno più bene: i Lions Club di tutta Italia raccolgono sia occhiali da vista che da sole, dopo averli puliti e rimessi in ordine li inviano nei Paesi in via di sviluppo. L'iniziativa dura tutto l'anno con la collaborazione di negozi di ottica e farmacie, controllate sul sito www.raccoltaocchiali.org per trovare il punto di raccolta per voi più comodo.

I contenitori in alluminio hanno una seconda vita al 100 per cento: con 37 lattine si fabbrica una caffettiera, con 640 il cerchione di un'auto e con 800 si costruisce una bicicletta completa di accessori. Per informazioni www.raccoltasolidale.it

Mobili rotti, cassette per la frutta e verdura, pallet, sedie e tavoli, ed oltre a ciò travi e rami potati dagli alberi: nessun pezzo di legno va buttato via perché può essere completamente recuperato e rinascere come un nuovo pezzo d'arredamento.
L'azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti può essere contattata per il ritiro del legname, il materiale viene poi dato alle aziende che lo recuperano per produrre nuovi mobili (con 4 pallet si fa una scrivania mentre con 30 un armadio) oppure rivestimenti per interno o esterno; se il legno non è in condizione di essere recuperato viene comunque smaltito attraverso i termovalorizzatori, i nuovi inceneritori a recupero energetico.

Bucce, gusci d'uovo, foglie e tutto ciò che fa parte degli scarti biodegradabili di orto e cucina ma anche carta, trucioli, cartone e segatura, trovano una seconda possibilità di utilizzo attraverso il compostaggio, ossia il processo in cui si trasformano in humus da utilizzare come terriccio nei vasi o come concime in orti e giardini.
Su http://www.ideegreen.it/come-fare-compostaggio-domestico-15317.html si possono trovare le indicazioni per creare da sé la buca per il compostaggio.

In alcune città italiane, le amministrazioni comunali forniscono gratuitamente le compostiere a chi le richiede; si tratta di cubi in plastica riciclata, dotati di un coperchio in cima dove mettere gli scarti e di un'apertura sul fondo da cui prelevare il compost una volta pronto. Chi le utilizza ha inoltre diritto ad uno sconto sulla tassa di smaltimento dei rifiuti.

Come non menzionare poi la raccolta di tappi di plastica o sughero: i primi vengono raccolti e poi forniti a società che riciclano il polietilene ed il ricavato viene poi utilizzato per sostenere progetti umanitari in Italia o all'Estero, mentre i secondi, quelli in sughero, vengono raccolti e trasformati in granulare, un isolante usato per l'edilizia.

Una borsa di pelle vintage in cambio della collezione di libri Harmony. L'orologio a cucù del bisnonno in cambio della tovaglia fatta all'uncinetto o ricamata: ecco come funzionano le manifestazioni dedicate al baratto. In Rete si trovano decine di siti, dal più cliccato zerorelativo che spazia dal motorino all'iPod a www.scambiamoci.it dove si scambiano macchine con barche.  Ancora, la provincia di Bolzano ha una banca dati online, alla voce Ambiente e rifiuti, per raccogliere, vendere e barattare cellulari e snowboard, mobili e tavole da surf. 


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Il Guerriero di Legno

Cosa siamo senza la nostra storia? Una pianta senza radici.
È così che si sente il Vecchio Albero, Guerriero di legno, quando perde la sua magica capacità di raccontare storie. Un vecchio albero è quanto di più vicino ci sia all'immagine della stabilità, della solidità. Ma se non c'è memoria, non c'è voce, ma solo un grande silenzio. L'albero guerriero non è solo, però: tutti i giovani alberi, che avevano sempre ascoltato i racconti del vecchio albero, diventano a loro volta narratori di storie, testimoni di quella memoria che è stato loro tramandata. Diventano dunque capaci di rigenerare la primavera delle parole dando così sollievo a chi non è più in grado di trattenere ricordi.

Un tema difficile, quello dell'anziano che per colpa della malattia perde la memoria, raccontato ai bambini con toni poetici, dove traspare il dolore, la malinconia ma con delicatezza e garbo, anche grazie alle splendide illustrazioni che seguono il racconto in perfetta sincronia, intonandosi alle parole. Così la pagina in cui la betulla argentata chiede una storia assume tonalità blu come l'argento, gli oggetti dai colori vivaci appaiono man mano che l'albero li descrive. Perfino il sole con la risata scoppiettante ha i raggi come popcorn. Poi arriva il vuoto e il silenzio della memoria e le pagine si adeguano, nei colori freddi dell'inverno. Non si guarisce, ma molto si può fare, e anche i colori tornano in qualche dettaglio pur rimanendo tenui e delicati.

Nel testo troviamo una felice parallelo tra i libri e il bosco. Nel nostro immaginario i libri hanno molti legami con le foreste, le biblioteche sembrano un po' dei boschi, pensiamo per esempio agli allestimenti nelle manifestazioni per ragazzi dove tantissimi libri sono appesi alle pareti con dei fili e i bambini possono passarci in mezzo, fermarsi e aprirli. 
I libri, infine, ci aiutano là dove la nostra memoria non può arrivare. Anche loro ci salvano dall'oblio e ci guidano nei sentieri del bosco.

Autore: Lorenza Farina - Manuela Simoncelli

Editore: Lineadaria editore

Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

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Intelligenza emotiva per un figlio

Questo libro è l'applicazione all'educazione dei figli della teoria che Goleman illustra nel suo famoso saggio "Intelligenza Emotiva".

L'intelligenza emotiva è una facoltà il cui quoziente intellettivo si fonde con virtù morali quali l'autocontrollo, la pervicacia, l'empatia e l'attenzione per gli altri e che, opportunamente coltivata, può permettere a tutti di condurre una vita migliore.

A prima vista può sembrare un manuale, visto che si propone di insegnare ad essere dei buoni "allenatori emotivi" per i figli. In realtà ci sono molti spunti interessanti e informazioni molto utili riguardo le varie fasi dell\'età evolutiva. Gottman divide schematicamente i genitori in quattro categorie: il genitore "censore", modello autoritario per intenderci; il genitore "noncurante", quello che si disinteressa delle emozioni del figlio; il genitore "lassista", che nonostante comprenda il figlio non offre indicazioni di comportamento né aiuta il figlio a risolvere il problema; il genitore "allenatore emotivo" che oltre a comprendere e a rispettare le paure e sentimenti del figlio riesce a porre dei limiti e aiuta a risolvere i problemi.

autore: John Gottam con Joan De Claire (tradotto da A. Di Gregorio e B. Lotti)

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli