Il cotone sulla pelle dei bambini

Uno dei principali produttori di cotone è l'Uzbekistan, oramai noto in tutto il mondo per lo sfruttamento della manodopera minorile. Il ricorso al lavoro minorile per la raccolta del cotone è una tradizione che risale all'epoca sovietica. La legge uzbeca vieta il lavoro ai minori di quindici anni, ma in realtà lo Stato impone il lavoro nei campi ai bambini perché senza la loro mano d'opera a basso costo il raccolto non sarebbe possibile. Le autorità negano categoricamente il ricorso al lavoro minorile, dicendo che si tratta di lavoro puramente volontario animato da spirito patriottico. 

 
E' uno sfruttamento sistematico e organizzato dal governo: si stima che siano 450 mila i minorenni costretti a lavorare nei campi di cotone uzbeki nel periodo di raccolta, tra settembre e novembre, quando le scuole si svuotano, se non chiudono del tutto. I convogli di camion che portano i bambini nei campi sono addirittura scortati dalla polizia. I bambini iniziano a lavorare nelle piantagioni in età scolare, a partire dai 7 anni, interrompendo appunto la scuola per quasi due mesi e mezzo ogni anno. 
L'organizzazione del lavoro è affidata dalle autorità locali direttamente alle scuole, che chiudono durante la stagione del raccolto, trasformandosi in dormitori per i bambini-lavoratori, con i piccoli che dormono ammassati sul freddo pavimento. O, peggio, nei magazzini delle aziende agricole, solitamente senza finestre né porte. 
I bambini spesso si ammalano per il freddo, per la fatica e per l'assenza d'igiene. Ma le autorità non li mandano all'ospedale per non perdere forza lavoro. Così, capita che alcuni bimbi, dopo la stagione del raccolto, non tornino più a scuola perché sono morti di polmonite o di bronchite o per infezioni intestinali causate dall'acqua che sono costretti a bere: acqua delle pozzanghere o quella sporca di terra e piena di vermi delle cisterne portate dall'amministrazione. Inoltre la coltivazione intensiva del cotone convenzionale fa ampio uso di pesticidi, fertilizzanti e defolianti e questo espone i bambini ad agenti tossici con effetti ancora più devastanti che per gli adulti 
Se non rispettano la quota di raccolta (la bassa statura e il fatto che il cotone "punge" fa sì che la raccolta non sia particolarmente agevole) subiscono punizioni fisiche e vessazioni anche a scuola. Infatti il basso rendimento di raccolta o incide sulla loro carriera scolastica. 
Da qualche anno è in atto una campagna di boicotaggio verso il cotone proveniente dall'Uzbekistan, questa situazione ha portato molte case produttrici a dichiarare di non comprare cotone uzbeko, anche se non è sempre facile controllare, a meno che non sia certificato, e questo tipo di garanzie le case tradizionali non le danno. In gennaio, un centinaio di dissidenti uzbeki residenti all'estero e una quarantina di attivisti residenti in patria (per questo coperti dall'anonimato), hanno sottoscritto una lettera aperta, chiedendo nuovamente il boicottaggio del cotone dell'Uzbekistan a livello internazionale 
Lo sfruttamento del lavoro minorile, tra l'altro, non è solo un fenomeno uzbeko ma è esteso a molti altri paesi. In India, per esempio, molti piccoli vengono ceduti ai produttori in condizione di quasi schiavitù dalle famiglie sull'orlo del collasso a causa dei debiti. Anche per quanto riguarda i salari la situazione è drammatica, quasi nessuno paga il prezzo minimo di sussistenza: basti pensare che il prezzo più equo ottenuto grazie alle certificazioni non lo garantisce. Contrariamente a quanto si pensa il prezzo non è poi tanto legato a questioni etiche, nell'inchiesta di altroconsumo si nota che il cotone biologico, per quanto più caro di quello tradizionale può essere trovato anche in magliette da 10 euro. Infatti, su una maglietta da 10 euro di cotone "normale", solo 30 centesimi coprono il costo del cotone grezzo. Il guadagno è dunque altissimo. 

per approfondire: 

- www.abitipuliti.org

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Cappuccetto rosso, verde, giallo, blu e bianco

Cappuccetto Rosso è la fiaba dei fratelli Grimm, le altre sono versioni alternative alla fiaba classica, ognuna delle quali monocolore, rispettivamente verde, gialla, blu e bianca.

Cappuccetto Verde, con l'amica ranocchia e il lupo cattivissimo nascosto tra le siepi; quello Giallo nella giungla d'asfalto della città sembra un po' i nostri bimbi; quello Blu vive sul mare e è alle prese con uno squalo; quello Bianco è tutta da ... disegnare.

Il tema conosciuto pur con le fantasiose varianti aiuta il bambino nella lettura: sanno cosa succede e questo è rassicurante ma sono incuriositi dalla diversa ambientazione colorata e divertente.

Consigliato a partire dai sei anni.

autore: Bruno Munari, Enrica Agostinelli

editore: Einaudi

 

L'aggancio

L'incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane arabo, colto ma povero, mette in moto una serie di eventi inimmaginabili. Abdu, l'uomo del garage, si chiama in verità Ibrahim ibn Musa. È immigrato illegalmente in Sudafrica da un misero paese africano con una laurea in economia. La ragazza è Julie Summers, insofferente al proprio ambiente privilegiato ma culturalmente ristretto.

La loro relazione è sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale che è quasi l'unico linguaggio comune tra due mondi assolutamente diversi. Ma la loro storia si rafforza al punto che, quando le autorità obbligano Ibrahim a tornare nel suo paese, Julie sorprende la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa decidendo di seguirlo come moglie.

In una piccola città sommersa dalla polvere e circondata dal deserto, Julie lotta per essere accettata dalla sua nuova famiglia mussulmana. Ibrahim, intanto, continua a lottare per emigrare ancora, verso gli Stati Uniti. Quando finalmente arriva il momento della partenza, la scelta di Julie sarà ancora una volta sorprendente: decide infatti di restare. Con questo nuovo romanzo, Nadine Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati, privati di ogni certezza.

[Descrizione tratta dal sito dell'editore La Feltrinelli]

autore: Nadine Gordimer

editore: Feltrinelli Editore - Universale Economica

 

Le favolette di Alice

"Anche se non va nel paese delle meraviglie, l'Alice di Rodari porta a termine straordinari, inaspettati e simpaticissimi percorsi: la sua piccolissima statura le consente infatti di esplorare oggetti e angoli nascosti della vita quotidiana.

In famiglia ormai conoscono la sua predilezione per le avventure imprevedibili e non si stupiscono più delle improvvise scomparse e delle altrettanto prodigiose riapparizioni.

Rodari nascondeva in ognuno dei suoi personaggi un fondo di verità e con Alice il nostro favoloso Gianni sembra valorizzare la curiosità, che è una delle stupende, preziose qualità dell'infanzia."

 

autore: Gianni Rodari

editore: Einaudi Ragazzi