Il senso di colpa e lo spirito di sacrificio

I sensi di colpa sono profondamente legati al senso del dovere e si fanno sentire soprattutto nell'ambito della nostra relazione con i figli. 
Se lavoriamo li abbiamo perché non stiamo abbastanza tempo con loro, se stiamo troppo con loro ci sentiamo in colpa perché siamo esasperate. In fondo è la società che ce lo chiede, con l'idea che la madre si debba sacrificare per i figli, e che senza sacrificio non esista maternità consapevole. 

Marcello Bernardi, per primo, in "Educare alla Libertà" fa riferimento a quanto l'idea di Madre e di Sacrificio (scritto a lettere maiuscole!) siano deleterie all'educazione, anche perché a volte il genitore si aspetta di essere ripagato "con tutti i sacrifici che ho fatto per te..." una frase che anche se non detta aleggia nel rapporto con i genitori, anche in seguito quando i figli saranno adulti. 
La nostra società invece, tende ad allevare da subito le bambine come future mamme, destinandogli giochi connessi prevalentemente con funzioni di allevamento e cura della prole.

Il "primo senso di colpa" trova le sue basi proprio in questo tradimento. Cioè, nel non attendere al meglio a questo mandato sociale. E le critiche più severe provengono sì dal mondo esterno, ma soprattutto dalle donne stesse. Per non sentire la frustrazione celata sotto il sacrificio e il senso di colpa, molte donne si trascurano, non ascoltano i loro bisogni o le loro emozioni, concentrandosi totalmente sui figli, e in questo modo sviluppano sentimenti di collera, che si ripercuotono inevitabilmente nel rapporto con i figli. 
E i sensi di colpa caratterizzeranno tutta la relazione con i bambini: mi sento in colpa perché non gioco con loro, perché gli ho dato uno sculaccione, perché sto poco tempo con loro... Ma sono emozioni utili? Che se ne fa un bambino di un genitore che gioca con lui senza passione e solo per dovere? Che senso ha sentirsi frustrati per uno sculaccione, se non si esaminano le cause che hanno portato a ciò? E stare con i propri figli, perché dobbiamo ancora una volta farci dire cosa fare senza poterlo decidere liberamente e scegliere? 

Non è un invito all'egoismo, ma a guardarsi dentro e capire che la relazione con i propri figli deve nascere dalla gioia dello stare insieme. Se così non è, sentirsi in colpa non serve; occorre prenderne atto e cercare delle risposte altrove, cercare delle modalità diverse di instaurare una relazione serena e sana, più in sintonia con le nostre esigenze e il nostro essere. 
C'è chi lo combatte con il cercare di ritagliare momenti per sé, nell'essere clementi con se stessi, nel giustificarsi e distrarsi, c'è chi lo combatte cercando di fare tutto in maniera perfetta. Ma entrambi i modi non offrono sempre una soluzione, dato che il senso di colpa può essere in agguato anche quando siamo pronte ad assolverci, fosse un momento importante per il lavoro, oppure quando arriva l'inevitabile fallimento nell'organizzazione perfetta della madre. 

Occorre ancora una volta ascoltarsi, imparare a capire i propri bisogni; essere madre comporta una crescita, un'educazione al pari del bambino. Anche le madri devono apprendere, devono imparare soprattutto ad ascoltare se stesse, e la relazione con il figlio comporta una straordinaria possibilità.



Bibliografia
Sylviane Giampino - Le mamme che lavorano sono colpevoli?
Marcello Bernardi - Educare alla libertà
Isabelle Filliozat - Le emozioni dei bambini

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