Afghanistan: Scuole statali per contrastare le madrasse talebane

L'Afghanistan decide di aprire scuole statali per offrire un'alternativa alle scuole coraniche che propongono un percorso formativo specificamente focalizzato sull'apprendimento dei fondamenti dell'Islam. In alcuni casi, queste scuole, finanziate a volte da Paesi come l'Arabia Saudita, sono state utilizzate dai talebani per trasmettere ai giovani l'odio e la violenza nei confronti degli "infedeli", fomentando quel clima che potrebbe portare ad un incremento del terrorismo.

Il progetto è stato avviato nel 2007 e prevede almeno una scuola governativa in ognuna delle 34 province del paese, dove verranno insegnate, oltre alle materie religiose, la cultura generale, l'informatica e le lingue straniere, dando così agli studenti la possibilità di trovare un impiego diverso rispetto agli studenti delle madrassa tradizionali che di solito diventano mullah, insegnanti di religione o talebani. Inoltre, sono in atto programmi per formare docenti qualificati, uomini e donne, che nei 30 anni di guerra sono scomparsi. 

In questi ultimi anni l'obbiettivo dei talebani è stato quello d'impedire agli studenti, sopratutto alle ragazze, di frequentare le scuole dove fosse possibile imparare qualcosa di diverso dall'odio del fondamentalismo, infatti purtroppo sono stati uccisi oltre 230 operatori del settore educativo e oltre 220, compresi professori e studenti, sono stati feriti e sono state distrutte 98 scuole.

Nonostante ciò, quest'anno in Afghanistan ci sono 800mila studenti in più rispetto allo scorso anno, infatti a marzo hanno riaperto le scuole per 6,5 milioni di studenti, di cui il 35% sono bambine, alle quali sino al 2001 il regime talebano aveva impedito l'accesso.
Molte famiglie rifiutano di mandare le figlie a scuola se l'insegnante è maschio, il ministero offre un salario triplo alle insegnati donne che decidono di recarsi nelle zone rurali più lontane, dando un lavoro anche al marito o ad un parente maschio che le accompagni, questo per dare così la possibilità al maggior numero di bambine di frequentare la scuola. 

Gli sforzi da compiere sono ancora molti se si pensa che molte scuole non hanno nemmeno un edificio, e le lezioni si tengono nelle moschee o sotto gli alberi, è gratificante però sapere che così tanti bambini potranno ricevere un'istruzione adeguata.

Fonte: Asia News 

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Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri

Leggendo questo libro molti troveranno delle conferme a dei ragionamenti  che spesso sorgono spontanei di fronte a innovazioni tecnologiche che la gente ha subito come traumi e che invece di semplificare l’esistenza  l’hanno resa più complicata. La domanda è quasi sempre la stessa: “Ne abbiamo veramente bisogno?”  Cambiamo ogni due o tre anni sistemi operativi che non comportano necessariamente miglioramenti;  affrontiamo lunghissime telefonate presso enti e aziende, digitando vari codici di accesso col telefono a pulsanti, solo per ascoltare un’alberatura di messaggi vocali che rende impossibile il contatto con un operatore; immagazziniamo una mole immensa di immagini digitali di cui non ricordiamo più niente; compriamo il cellulare di ultima generazione quando per comunicare ci bastava la prima versione.  Mario Tozzi (geologo e noto conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione scientifica) e molti altri della sua stessa generazione,  non “nativi digitali”,  hanno vissuto l’epoca in cui si andava in biblioteca a fare le ricerche scolastiche, si usava il telefono con il duplex, ci si muoveva con la mappa geografica, si giocava al biliardino e al flipper, ma soprattutto ci si spostava  con automobili dotate di quel magnifico e comodo aggeggio chiamato deflettore per il quale anche Francesco Guccini nel suo libro “Dizionario delle cose perdute” pensa di  fondare una Lega (Prodeflettore!).

 

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Rinoceronte

Scimmia si è svegliata male stamattina e dà un calcio a Uccello che cade in una pozzanghera.

Uccello diventa furioso a sua volta e se la prende con Rospo che lì sta facendo il bagno.

Rospo si agita e schizza Coccodrillo; anche quest'ultimo si arrabbia e colpisce Tartaruga con la coda.

Tartaruga è già pronta a bisticciare anche lei quando vede Rinoceronte... molto grande, molto forte, ma oggi Rinoceronte è soprattutto molto contento.

Ed ecco, come per contagio, che Tartaruga si calma e così a catena si calmano anche gli altri animali e tutto finisce in una grande risata, dove nessuno ricorda più i motivi dei litigi.

La forza, la tranquillità e la gioia di Rinoceronte sono servite per ritrovare la pace e la felicità.

Può capitare di svegliarsi malcontento, di cattivo umore, contagiando così il prossimo; litigio chiama litigio. E' bello vedere come la gentilezza e la gioia siano altrettanto contagiose e capaci di ristabilire l'armonia. Evviva i "rinoceronti" della vita quotidiana!

Per bambini in età prescolare.

autore: Lucia Scuderi

editore: Bohem Press Italia

I bambini nascono per essere felici. I diritti li aiutano a crescere

Il termine "diritto", sempre più presente nel nostro vocabolario comune, è alla base del nostro vivere, per questo è fondamentale che anche i più piccoli ne conoscano il significato, che siano consapevoli che in quanto bambini, hanno dei diritti propri, perché anche "da grandi" ne siano veri promotori.

Le parole di Vanna Cercenà e le immagini di Gloria Francella danno qui una reinterpretazione della "Convenzione sui Diritti dell'Infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con legge del 27 maggio 1991 n. 176 depositata presso le Nazioni Unite il 5 settembre 1991".

Data la complessità del testo originale, gli articoli sono stati raggruppati in temi principali: da quelli a carattere più generale a quelli più specifici su identità, famiglia, partecipazione, educazione, protezione, salute, informazione, controllo dell'attuazione. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato puntualmente con il riferimento agli articoli - spiegati con termini semplici e comprensibili – e una divertente e arguta filastrocca, di cui le immagini, coloratissime e ricche di particolari, sono il perfetto complemento visivo.

Come gli altri libri-gioco della collana Carte in Tavola, seguendo la numerazione delle schede, si affiancano le immagini fino a formare un'unica grande tavola illustrata: un grande albero su cui "sbocciano" le rappresentazioni dei 20 diritti riportati sul retro.

TEMI TRATTATI: diritto, famiglia, identità, multiculturalità, informazione, gioco, disabilità, salute, uguaglianza, pace, scuola, libertà, genitorialità, Stato.