Le parole si scelgono

"Our choice of language frames how we think about others. 
It is time to respect and value people with intellectual disabilities."

"Le parole che scegliamo inquadrano l'idea che abbiamo degli altri. 
È tempo di dare rispetto e valore alle persone con disabilità intellettiva."

Questo è il testo che si trova sul sito http://www.r-word.org, campagna di comunicazione e sensibilizzazione internazionale. Di cosa si tratta? Di un sogno, forse: debellare dal linguaggio di tutti giorni delle parole sbagliate, che feriscono non tanto, o non solo, l'interlocutore a cui sono rivolte, ma molto di piu e profondamente, intere famiglie, milioni di persone nel mondo, a cui paradossalmente, spesso chi parla non fa nemmeno riferimento. Consapevolmente.

Oggetto di questa campagna, nata in America, è la parola "ritardato: retard". 
In Italia potremmo aggiungere sicuramente altri termini ugualmente terribili, usati con l'intenzione di dire stupido a qualcuno ma col potere di ferire altri, ridicolizzando una situazione di difficoltà che non può essere oggetto di scherno. 
Parole che perpetuano quegli stereotipi che si trovano ad affrontare quotidianamente coloro che vivono sulla propria pelle la disabilità. 
Chi di noi non ha sentito l'espressione "ritardato", ma anche "mongoloide" o "cerebroleso" detta con l'intento di insultare o ridicolizzare qualcuno? 
Fa parte purtroppo del linguaggio di tanti, di troppi, senza distinzione di età, cultura o ceto sociale. 
Eppure cambiare il linguaggio non è impossibile. 

"Cambia la conversazione, smetti di usare la parola con la R" suggerisce la campagna r-word. E noi estendiamo questa giustissima proposta anche ad altri termini che troviamo inaccettabili. Riformulare la frase, ripensarla, non è difficile. 
Sta a noi prendere l'impegno di scegliere le parole che usiamo, di essere consapevoli del loro potere. 
Sta a noi anche esercitare una qualche pressione perché ciò avvenga, non accettando un linguaggio che perpetua discriminazione e sofferenza.

Link utili:

Il sito di Special Olympics Italia onlus
http://www.specialolympics.it/
http://www.r-word.org/

 

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Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

Genitori fatti ad arte. Prepararsi all'arrivo di un bambino

Questo libro è un diario, una storia, un prezioso scrigno di suggerimenti, idee, proposte, esercizi, riflessioni che accompagnano e si intrecciano al percorso che ogni donna e ogni uomo fanno nelle 40 settimane di attesa.

Dalla scoperta dell'esistenza di una nuova vita all'emozione del primo vagito.

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I conquistatori

Un bel libro pacifista per bambini della scuola dell'infanzia, che racconta in modo semplice e intuitivo come fece una nazione piccola e disarmata a non farsi conquistare da un Grande Paese che aveva il Cannone.

Sottilmente attuale: le donne del piccolo paese si vestono con lunghi abiti dai colori sgargianti e portano il capo coperto...

 

Si presta ad essere abbinato all'ascolto della canzone Napoleone di Endrigo/Rodari.

autore: David McKee

editoreIl Castoro