Cyberbullismo

I giovani italiani sono sempre più 'tecnologici', questo è quanto emerge dal nono Rapporto Nazionale sulla condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza, realizzato dall'Eurispes e da Telefono Azzurro.

Avere un telefonino è normale già nell'età compresa tra gli 8 e i 9 anni (34,9%), seguita da quella subito superiore, tra i 10 e gli 11 anni (23,3%).
I bambini usano il cellulare soprattutto per chiamare i genitori, ma anche per scattare fotografie, chiamare gli amici ed inviare sms, giocare, girare filmati, fare squilli, inviare mms, scaricare loghi e suonerie, per guardare programmi televisivi e per navigare in rete. 

Il 38,5% dei bambini ha mosso i primi passi nella Rete tra i 6 e gli 8 anni, mentre il 47,5%, ha imparato a 'navigare' tra i 9 e gli 11 anni.
I bambini navigano in Rete soprattutto per ricercare informazioni, giocare, scaricare musica, ricercare materiale per lo studio, fruire di filmati su YouTube, comunicare attraverso chat, partecipare a giochi di ruolo, leggere blog, partecipare a forum.

Il Cyberbullismo è un fenomeno che coinvolge sempre più preadolescenti ed adolescenti, le nuove tecnologie permettono al bullo d'infiltrarsi nella casa della vittima.
Cyberbullismo è il termine che indica atti di bullismo e di molestia effettuati tramite e-mail e SMS con l'intento di danneggiare l'altra persona, un bullismo che inizia nelle scuole e prosegue fra le pareti domestiche su internet o attraverso il telefonino.

Secondo un'indagine pilota IFOS, condotta nel primo semestre del 2008, il 14% dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado e il 16% della secondaria di secondo grado è stato vittima di atti di cyberbullismo nell'ultimo anno di scuola. Questa forma di prevaricazione è ancor più deleteria perché nascendo nel virtuale non ha modo "d'incontrare" la mediazione di un adulto, inoltre, anche se non vi è un contatto fisico, può avere conseguenze altrettanto dolorose del bullismo tradizionale. Fenomeno noto, ma che comincia a coinvolgere anche i piccolissimi, visto che un'alta percentuale di loro ha già la possibilità di accedere ad una connessione internet, o possiede un cellulare.

Le "bravate" dei nuovi bulli consistono in molestie attuate attraverso l'invio di messaggi offensivi, o messaggi con esplicite minacce fisiche, oppure la reputazione della vittima viene danneggiata su forum di discussioni, newsgroup, blog, attraverso messaggi calunniosi ed offensivi e pubblicazione di foto imbarazzanti, scattate con i cellulari, sui più noti portali di social networking. Il più delle volte gli attacchi non sono anonimi, infatti chi ne è colpito conosce il bullo.

I cyberbulli agiscono in modo aggressivo e violento perché desiderano che il loro atto venga conosciuto da tutti, per attirate su di loro le attenzioni che non ricevono quotidianamente all'interno della propria famiglia o del gruppo di amici. Di conseguenza in Rete, dove la pratica della condivisione dei file è sempre più usuale, i bulli riescono ad ottenere la "notorietà" che desiderano, non subendo però conseguenze grazie all'anonimato. Il fenomeno potrebbe essere ostacolato se i siti dove si possono scaricare filmati evitassero di diffondere video di bullismo.

Le vittime di questi attacchi difficilmente raccontano agli adulti quello che gli sta capitando, un po' perché si vergognano, un po' perché temono di subire l'ira dei genitori, che potrebbero poi vietargli l'accesso al web. Addirittura sono in molti coloro i quali credono che tacendo saranno lasciati in pace dai bulli stessi. 

È importante far capire ai nostri ragazzi che il cyberbullismo è molto più comune di quanto uno non possa immaginare, evitando così che possano incolpare se stessi cadendo in depressione. Chiunque può diventare la vittima di un cyberbullo, per questo motivo è importante che i ragazzi sappiano che non devono diffondere i propri dati personali. Devono aver ben chiaro che tutto ciò che è messo online è fuori controllo, quindi a disposizione di tutti e per qualsiasi utilizzo, e che quello che a noi può sembrare solo uno scherzo innocente, può avere conseguenze molto fastidiose e dolorose per altri.

Per proteggere i nostri figli, nel computer di casa, possiamo installare la funzione di "controllo parentale", un software in grado di selezionare pagine Internet in base ad alcuni criteri stabiliti da noi genitori, bloccando ciò che si considera non opportuno, ed evitando così che i bambini possano accedere a contenuti considerati pericolosi e violenti.

Dal primo dicembre, al costo di 20€, si potrà scaricare dal sito http://www.virtualparent.eu/ un software elaborato dall'Università di Roma Tor Vergata, Cnr ed Ecpat Italia che permette di verificare a distanza e in tempo reale, le conversazioni che i figli hanno su internet, attraverso le chat o i sistemi di instant messaging.

Il software non è un filtro: "Non censura e non impedisce l'attività su Internet del minore - spiega Gianluigi Me, docente di sicurezza dei sistemi informatici della facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata - ma consente all'adulto, anche a distanza e in tempo reale di controllare le comunicazioni dei ragazzi, offrendo anche la possibilità di risalire al mittente del messaggio ricevuto". 

Questo software è destinato sicuramente a far discutere; il controllo a distanza, placherebbe certamente le ansie di noi genitori, facendoci però diventare iperprotettivi. Tutti i sistemi di controllo e limitazione non aiutano i nostri adolescenti a responsabilizzasi, inoltre il rischio è quello intromettersi nella loro vita anche quando non corrono alcun pericolo. Sarebbe più importante insegnar loro, oltre ad un corretto uso della Rete, ad essere autonomi e allo stesso tempo ad avere il coraggio e la capacità necessaria per chiederci aiuto quando serve. 

Per approfondire sul Web

Telefono Azzurro

Stop cyberbullismo

Cyberbullismo. Antibullismo coordinamento italiano

Smontailbullo

Proteggi i minori collegati a Internet: quattro accorgimenti che puoi adottare

Come aiutare i tuoi figli a usare i siti di cocial networking nel modo sicuro

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Il giardino dei giochi dimenticati

"Giocare non è solo giocare: è cercare (quello che serve per realizzare un'idea), è immaginare (qualcosa che nessuno ha mai fatto), è costruire (un oggetto che sarà per noi indimenticabile)".
In questo manuale i due autori restituiscono a genitori smemorati e a bambini curiosi i giochi che i padri e i nonni facevano per strada e nei cortili: giochi contadini, giochi rari, giochi storici, giochi dimenticati e soprattutto insegnano loro a costruirli con divertenti e dettagliate illustrazioni.

In realtà oltre a essere un libro per bambini è un libro per i loro genitori e per chi continua a essere un po' bambino; raccoglie infatti un patrimonio culturale che ci tramandiamo, e che ricordiamo con nostalgia. I giochi descritti hanno due ingredienti fondamentali: i costi bassissimi di realizzazione e la fantasia. Per dirla con le parole dell'autore: "un bambino rimane piccolo per poco tempo, poi ha tutta la vita per ricordare chi ha passato del tempo a giocare con lui".

Giorgio F. Reali è il fondatore dell'Accademia del gioco dimenticato.

La prefazione è di Stefano Bartezzaghi.

autore: Giorgio F. Reali, Niccolò Barbiero

editore: Salani

La forza d'animo

Argomento del libro è la "resilienza", intesa come capacità di fronteggiare e ricostruire; tale capacità è in gran parte scritta nel nostro patrimonio genetico, ma può anche svilupparsi nel corso dell'esistenza, rafforzarsi o indebolirsi a seconda delle esperienze che si vivono, soprattutto negli anni infantili, nel proprio ambiente, a contatto con le proprie figure di attaccamento o in loro assenza. La formazione di un legame di attaccamento saldo nella prima infanzia è alla base della fiducia in se stessi e dell'autostima. 

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Narciso innamorato. La fine dell'amore romantico nelle relazioni tra adolescenti

“La realizzazione del proprio Sé”. E’ questo l’obiettivo principale dei genitori di oggi, formare cioè dei figli consapevoli delle proprie capacità, dei propri desideri, fornendo stimoli per una loro crescita felice, autonoma, ricca di relazioni sociali, contatti ed esperienze diverse.

 

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