Cluster bomb: 3 dicembre 2008 firmata Convenzione per la messa al bando

Ci eravamo lasciati il 28 maggio 2008 a Dublino, in Irlanda, dove le delegazioni di 109 paesi si incontravano per redigere la stesura finale del trattato che impegna i firmatari a cessare definitivamente l'uso, la produzione, la vendita e lo stoccaggio delle cluster bomb, con la speranza che anche coloro che non avevano partecipato alla stesura della Convenzione potessero firmarla ad Oslo il 2-3 dicembre 2008 .

Il documento proibisce agli stati aderenti la produzione, l'utilizzo, lo stoccaggio e il commercio di questi ordigni e impone la distruzione degli stock entro otto anni, la bonifica dei siti dove sono stati usati e l'assistenza agli stati e alle persone colpiti.

Ad Oslo il 3 dicembre 2008 le nazioni firmatarie sono state 107 e si sono impegnante a ratificare alle Nazioni Unite il trattato appena siglato. Affinché la Convenzione di Oslo entri in vigore bisogna che venga ratificata da almeno 30 Stati. 

Purtroppo non hanno aderito i maggiori produttori e utilizzatori delle bombe cluster: Stati Uniti, Cina, Russia , India, Pakistan ed Israele, il Trattato rischia quindi di servire a poco. Queste nazioni, che hanno da subito boicottato il processo di messa al bando, continuano a mantenere bombe a grappolo nei loro arsenali, e hanno più volte ribadito di non avere nessuna intenzione di eliminarne le scorte.

Gli Stati Uniti hanno spiegato che non aderiscono al trattato perché "Una proibizione delle bombe a grappolo formulata in maniera così generale metterebbe in pericolo le vite dei nostri uomini e delle nostre donne e quelle dei nostri partner nella coalizione", dimenticando però che secondo l'Ong Handicap International, circa 100 mila persone, il 98% civili, un quarto dei quali bambini, che scambiano le bombe per giocattoli, sono state uccise o mutilate in tutto il mondo dagli anni '60 per l'esplosione di bombe a grappolo.

Cluster Munition Coalition 
Campagna Italiana contro le mine 

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La città dei bambini

La rivoluzione proposta in questo libro è ripensare alle nostre città a partire dai bambini: una città fatta per i bambini è garanzia di una vita migliore per tutti.

Francesco Tonucci è un ricercatore del CNR che ha avviato con il comune di Fano il progetto "La città dei bambini".

Questo libro rivede tutte le priorità della vita di città, dove sono le macchine a farla da padrone. I bambini sono prigionieri delle case, non possono uscire a giocare da soli, non possono andare a scuola da soli. Non vivono la città, perché in realtà le città non sono più vivibili.

Ma considerando il punto di vista dei bambini, contemporaneamente si rispettano anche le altre categorie più deboli: gli anziani, i disabili. Una città pensata per i bambini è in realtà una città per tutti, e il libro ci mostra come e perché. La soluzione potrà sembrare utopica, forse, ma per l'autore è molto più utopico e folle procedere nel cammino senza futuro che le nostre città hanno imboccato. Quella dei bambini è un'utopia concreta, un'utopia sostenibile.

La prefazione è di Bobbio.
L'autore è anche disegnatore, con lo pseudonimo di FRATO.

autoreFrancesco Tonucci

editore: Laterza

Manuale a uso dei bambini che hanno genitori difficili

Con molto humour Jeanne Van den Brouck, pseudonimo dietro il quale si nasconde una psicoanalista parigina, cerca tutte le situazioni familiari in cui possono incappare i bambini di ogni età, attraverso le quali essi devono costruire la propria personalità e “educare” i loro genitori difficili.

Un estratto:
In breve bisogna aiutare quanto più si può la maturazione dei genitori; in caso contrario saranno soltanto dei “grandi” sempre più decrepiti ma non diventeranno mai adulti. Sembra siano i figli adolescenti quelli che si accollano più volentieri questa parte del lavoro educativo. Si tratta essenzialmente di scuotere le strutture sclerotiche nelle quali i genitori tendono a rinchiudersi appena cessano di venir stimolati. Per permettere ai genitori di conservare l’agilità necessaria, il figlio diventa allora fonte di difficoltà permanenti a tutti i livelli: affettivo, morale, intellettuale, materiale. Il lavoro è enorme, spossante e impegna tutta l’energia del figlio. In molti casi si rivela anche deludente: spesso i genitori non si rendono conto degli sforzi compiuti per loro e non mostrano alcuna riconoscenza. A volte si ribellano, o reagiscono con atteggiamenti quasi paranoici. Soltanto i figli pronti a pagare di persona dovranno dunque intraprendere un lavoro tanto ingrato.

autore: Jeanne Van den Brouck (tradotto da A. Vittorini)

editore: Cortina Raffaello

Il volo di Sara

In un grigio pomeriggio autunnale la piccola Sara scende dal treno che la porta insieme a tanti altri verso le baracche di un campo di concentramento.

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