Adolescenti oggi, una nuova generazione.

I "ragazzi del muretto" oramai sono una razza in via di estinzione, perché gli adolescenti di oggi si incontrano comodamente seduti davanti ad un monitor, ognuno a casa propria.


Le amicizie nate sui banchi di scuola si rafforzano oggi con milioni di sms, fiumi di parole abbreviate ed emoticons. Ne nascono poi di nuove, virtuali ed improbabili, con sconosciuti interlocutori che non avranno quasi mai l'occasione di poter incontrare perché spesso le distanze sono incolmabili. Attraverso la rete si scambiano immagini, codici comportamentali e segreti. Il diario non è passato di moda ha solo cambiato nome, ed è ancora il fedele compagno degli adolescenti, solo che a differenza di quando noi avevamo la loro età, i pensieri non vengono più annotati sulla carta, bensì sui blog e i social network. Il bisogno di avere un mondo segreto è il primo segno di crescita, ed è così che il web diventa un luogo speciale, dove rifugiarsi sfuggendo al controllo degli adulti.

Questo implica l'assoluta mancanza di un confronto diretto con i coetanei, la "sana" abitudine di parlare guardandosi negli occhi, senza avere la possibilità di fingersi diversi, senza poter spegnere lo schermo nel caso la conversazione non ci piaccia. Tutto questo lascia spazio ad un profondo senso di solitudine, mitigato soltanto dalla possibilità di interfacciarsi con migliaia di anonime presenze.
Se da una parte è vero che con internet si rischia che i nostri giovani sprofondino in una socializzazione solitaria, il nostro ritmo di vita quotidiano sembra non offrire molto di meglio.

Non è mai stato facile essere adolescente, adesso lo è ancor meno, gli adolescenti di oggi hanno mille paure, spesso alimentate da una scarsa attenzione da parte dei genitori. Da una recente indagine promossa dalla Società Italiana di Pediatria "Abitudini e Stili di vita degli adolescenti", Maurizio Tucci curatore della stessa, afferma : "non sembra che i genitori facciano molti sforzi per cercare di incentivare il dialogo con i figli. È significativo osservare che il momento di maggior consumo televisivo da parte degli adolescenti non è il pomeriggio, quando presumibilmente sono soli a casa (63%), ma durante i pasti (85%) quando è verosimile che ci siano anche i genitori e che siano proprio i genitori a volere la TV accesa".

Prendiamone atto, non demonizziamo la rete, che se usata correttamente supplisce a quello che noi genitori non riusciamo a fare. L'adolescenza è una fase della vita complicata, tutto è poco chiaro e confuso, in particolare il corpo subisce tante trasformazioni, la sessualità fa capolino e milioni di ragazzi si rivolgono ad internet per avere delle risposte che noi genitori per pudore non riusciamo a dare. D'altronde non c'è dubbio, grazie all'anonimato su internet si può parlare dei propri problemi, scambiandosi impressioni e dubbi senza inibizioni o pudori, molto spesso è lo stesso canale di comunicazione che utilizziamo anche noi adulti.

In chat i ragazzi parlano di tutto, ma uno degli argomenti che va per la maggiore è il sesso e la maggior parte di loro è convinto di avere tutte le informazioni di cui ha bisogno, ma dalle domande che fanno nei forum, ci rendiamo conto di quanto siano spaesati e disinformati.

La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, in un opuscolo destinato agli adolescenti ("Sesso senza sorprese. Tutto quello che NON devi sapere per non rimanere incinta" - scarica il file allegato), ha raccolto per sfatarli, una serie di luoghi comuni che circolano tra i gli adolescenti a proposito del rischio di rimanere incinta; molte pensano che sia impossibile rimanere incinta la prima volta che si fa l'amore o se non si raggiunge l'orgasmo, che le lavande fatte con la Coca Cola, ed i rapporti lampo di meno di un minuto oppure in piedi o in acqua, siano ottimi metodi contraccettivi.
Noi genitori che cosa possiamo fare ? 
Impariamo a valorizzare i loro pensieri, rispettiamo i loro spazi, rispondiamo alle loro domande, facciamoli partecipi delle decisioni che li riguardano, aiutandoli a trovare una loro identità, portandoli a capire che non c'è bisogno di omologarsi sempre ed ad ogni costo. Non spaventiamoci degli eventuali conflitti che possono nascere quando cerchiamo di proporre ai nostri figli un modello di riferimento, non rinunciamo al nostro ruolo accettando le loro condizioni, solo per il quieto vivere e per paura di non essere amati. 
Spesso i giovani non sanno come impiegare il proprio tempo libero e per evitare che si isolino trascorrendo troppo tempo davanti ad un monitor, apriamo le porte di casa ai loro amici, aiutandoli a scoprire quello spirito di aggregazione che a noi genitori non mancava alla loro età.
Inoltre in questo loro mondo in cui non parlano più ma chattano, per seguire meglio la loro crescita è necessario tenersi al passo con lo sviluppo tecnologico per riuscire ad instaurare un dialogo con questa nuova generazione, che fondamentalmente ha solo bisogno di essere ascoltata.

Società italiana di pediatria: http://www.sip.it/
Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia: http://www.sigo.it/
Scegli tu: http://www.sceglitu.it/

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TANDEM, due storie che viaggiano insieme

Si dice spesso che il piacere di leggere cresce leggendo. All'inizio però non sempre le cose sono facili per i piccoli lettori alle prime armi. Diventa quindi fondamentale aiutare i bambini a non spaventarsi davanti ad un libro facendo in modo che invece ne siano attratti sentendo il desiderio di toccarlo, sfogliarlo, leggerlo. Impareranno così che i libri sono contenitori di emozioni che aiutano a fantasticare e noi saremo riusciti a trasmettere il desiderio e il piacere della lettura.

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Il fanciullo difficile

E' uno dei primi libri scritti dal pedagogista scozzese Neill, ma è già ricco di quelle tematiche rivoluzionarie in campo pedagogico che fecero dell'autore un punto di riferimento per tutti coloro che, nei decenni successivi, vollero cercare strade alternative ad un'educazione autoritaria e repressiva.

Alexander S. Neill è il creatore della scuola di Summerhill, dove i bambini sono liberi di fare quello che vogliono, senza che l'autorità dell'adulto imponga le sue regole di morale e di condotta. A Summerhill non ci sono punizioni per chi si comporta male, e le regole del vivere insieme sono regole sociali, dettate dalla stessa comunità, formata dai ragazzi.

Il libro è scritto nel 1927, può sembrare datato per certi aspetti, ma alcune idee sono davvero interessanti e meritano uno spunto di riflessione. Il titolo "il fanciullo difficile" non tragga in inganno, anche se l'autore prende spunto da casi di ragazzini con problemi le sue riflessioni hanno valenza universale: "[...]non vedo che una via per l'educazione: dire coraggiosamente che noi adulti non sappiamo cosa sia l'educazione; confessare che noi ignoriamo cosa sia il meglio per un fanciullo[...]" e ancora "[...] nessun uomo è tanto buono da poter dire a un altro come deve vivere; nessun uomo è tanto saggio da poter guidare i passi di un altro". 

Il libro è preceduto da un saggio introduttivo di Annalisa Pinter, che fa notare come in quest'opera, ancora più che in Summerhill, l'autore cerchi di costruire una teoria organica. A volte, dice sempre la Pinter, "non vi è molto impegno nel cogliere l'eziologia dei problemi" e certo non fornisce una metodologia di analisi e intervento.

E' chiaro che non è un saggio pedagogico che possa illuminare un genitore in crisi: ma è un arricchimento, anche storico per chi si interessa di tematiche sull'educazione e sulla scuola. Summerhill è lontanissima dal concetto di scuola a cui siamo abituati, ma proprio per questo vale la pena sognare, perché tutti noi, nella nostra infanzia abbiamo sognato una scuola così. Ma la realtà è un'altra cosa.

autore: Alexander S. Neill

editore: La Nuova Italia (collana Classici dell'educazione contemporanea)

[Copertina del libro non disponibile] 

Tommaso e i cento lupi cattivi

E' notte. Una notte nera come la pece. Le raffiche di vento fischiano alle finestre, quasi volessero spalancarle.

Ed è proprio in notti come questa che - feroci e affamati - i lupi cattivi vanno a caccia di bambini... per mangiarseli!

Cento lupi famelici... no, forse erano cinquanta.
Cinquanta lupi assetati di sangue... beh, forse erano dieci.
Dieci lupi mannari... o era soltanto uno? Comunque, con una cacciatrice di lupi esperta come la mamma, si può dormire tranquilli!

Un libro molto bene illustrato, molto bella la scena della mamma che fa tanto rumore con la scopa contro... i bidoni della spazzatura per cacciare i lupi di cui Tommaso, e di conseguenza i suoi fratellini che poco prima dormivano tranquilli, hanno paura.

Molto adatto per i bambini che hanno timore ad addormentarsi!

Età prescolare.

autore: Valeri Gorbachev

editore: Nord-Sud