Novità alla scuola primaria per l\'anno scolastico 2009/2010

Il 15 gennaio 2009 è uscita la Circolare "Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado, riguardanti l'anno scolastico 2009/2010." 
Dall'analisi della circolare, insieme alla bozza dei regolamenti attuativi, che era circolata in rete già a dicembre, si possono fare alcune osservazioni nel merito. 

Limitiamo l'analisi alla scuola primaria, perché è proprio sulla scuola primaria che, per il momento, si hanno gli effetti più sensibili della riforma.

Prima di tutte la tempistica: le iscrizioni avranno luogo dal 9 al 28 febbraio 2009, e la domanda deve essere presentata alla scuola alla quale si intende iscrivere il proprio figlio, su moduli forniti dalla scuola stessa. Alcuni comuni mettono a disposizione dell'utenza la possibilità di effettuare le iscrizioni online. 

Entrando poi nel merito del modello di scuola che la circolare ci propone, parliamo in particolare di Tempo scuola. 
Recita la circolare "Le istituzioni scolastiche definiscono nel Piano dell'offerta formativa le articolazioni dell'orario su sei o cinque giorni settimanali, nonché, compatibilmente con la disponibilità dei servizi, la distribuzione dei rientri pomeridiani."
Già dall'incipit è chiaro qual è il principio: il vero tempo scuola è SOLO la mattina, anche nelle scuole che già fanno il tempo pieno, malgrado a parole ministro e premier abbiano ripetutamente dichiarato che il tempo pieno non sarebbe stato toccato ed anzi sarebbe stato incrementato. Invece il tempo pieno non ci sarà più. Semmai ci saranno i rientri. E comunque il tutto accadrà senza compresenze, quindi niente a che vedere con il modello didattico del tempo pieno che ha fatto l'ingresso nel nostro paese quasi quaranta anni fa, con la legge n. 820 del 1971. 
"Le classi prime della scuola primaria sono organizzate secondo le differenti articolazioni dell'orario scolastico a 24, 27, sino a 30 ore nei limiti dell'organico assegnato".
"Le classi prime possono, inoltre, essere organizzate con articolazione oraria di 40 ore, garantendo gli attuali livelli di diffusione del tempo pieno, incrementabili con ulteriori risorse eventualmente disponibili."
"In particolare, le classi prime possono essere formate con le seguenti articolazioni orarie settimanali:
a) classi funzionanti con 24 ore;
b) classi funzionanti con 27 ore, vale a dire con una più ampia articolazione del tempo scuola;
c) classi funzionanti con orario sino a 30 ore, comprensive di attività opzionali facoltative;
d) classi funzionanti a tempo pieno, con 40 ore e con due docenti, senza le compresenze, assicurando comunque l'assistenza alla mensa."

Successivamente nella circolare si spiega che, per le classi successive alle prime, continueranno a funzionare secondo gli orari scelti a suo tempo dalle famiglie, ma eliminando del tutto le compresenze sia per i moduli che per il tempo pieno. 

"In linea generale, la consistenza organica di istituto verrà definita, per le classi successive alle prime, mediamente in 30 ore settimanali, fatta salva, ovviamente, la diversa consistenza oraria delle classi a tempo pieno e tenendo conto dell'eventuale necessità del tempo mensa."

Quindi è data la possibilità alle famiglie di scegliere fra le 24 e le 27 ore, mentre le 30, e a maggior ragione le 40, sono vincolate alla disponibilità di organico delle scuole. Che viene però stabilita sulla base di un tempo scuola di 30 ore medie. In pratica, chi desidera le 40 ore, non può che sperare nel fatto che le scelte degli Uffici Scolastici Provinciali vadano nella direzione di confermare, o ridurre di poco, il numero di insegnanti attualmente nell'organico nella scuola. Altrimenti, niente da fare. 

L'altro aspetto importante è quello apparentemente marginale e burocratico della modulistica: nella circolare infatti sono allegati, a titolo indicativo, dei modelli di moduli di iscrizione. 
Per quel che riguarda l'iscrizione alla prima classe della scuola primaria il modulo non prevede in realtà la possibilità di scegliere un opzione di tempo scuola, ma si richiede di esprimere la propria preferenza, dando tre livelli di scelta, da 1 a 3, fra i modelli proposti. Questo rischia di rivelarsi un elemento ulteriore per non permettere in realtà alle famiglie di scegliere: il genitore dovrebbe dare un ordine di preferenza, il che implicitamente significa che, se l'opzione indicata come prima scelta non è disponibile, si è comunque indicato anche altre due possibilità. 

Si sottolinea che nella circolare i modelli di moduli di iscrizione sono presentati a titolo indicativo, ma già si sa che molti dirigenti scolastici li adotteranno così come sono. 

Che fare adesso? 

Molti comitati di genitori hanno svolto campagne di pre-iscrizioni alla scuola primaria fra i genitori dei bambini che devono andare in prima elementare a settembre, facendo protocollare questi documenti presso le segreterie delle scuole. Pur non avendo alcun valore legale, tale iniziativa ha avuto il valore politico di tenere alta l'attenzione sulla riforma, di mettere in luce il tasso di gradimento del tempo pieno (nelle scuole dove sono state fatte le campagne di pre-iscrizioni la richiesta del tempo pieno è stata praticamente unanime) e di dare uno strumento in mano ai dirigenti scolastici per poter segnalare già prima delle iscrizioni ufficiali le esigenze di avere classi a 40 ore nelle proprie scuole. 

Ma adesso ormai le campagne di pre-iscrizioni, dove sono state fatte, sono finite, e siamo arrivati alle iscrizioni vere e proprie. 

Il consiglio che viene da molti comitati di genitori e, in modo più o meno esplicito, anche da alcuni dirigenti scolastici, è quello di non seguire le istruzioni presenti nei moduli e di barrare una sola opzione, quella effettivamente scelta, al fine da mettersi, per quanto possibile, al riparo da soluzioni che non siano quelle richieste. C'è il dubbio che il sistema informativo degli Uffici Scolastici Provinciali, sui quali comunque le segreterie scolastiche dovranno trascrivere le iscrizioni stesse, non accettino questa possibilità, ma saranno le scuole in tal caso a richiamare le famiglie per indicare la seconda e la terza scelta. 

L'altra indicazione che viene da Retescuole e ForumScuole e molti comitati genitori è quello di far protocollare, insieme alla domanda, una dichiarazione autografa del genitore in cui dichiara di volere il tempo pieno, le compresenze, le insegnanti contitolari e corresponsabili del progetto educativo… Insomma, tutto ciò che consideriamo una buona scuola. Su questo è stata lanciata la campagna "Io non ci sto - Campagna di iscrizioni alla buona scuola", della quale alleghiamo i modelli di dichiarazione autonoma proposti. 

Ministero dell'istruzione - Iscrizioni A.S. 2009-10

Perché i Dirigenti Scolastici debbono essere più realisti della Gelmini?Articolo tratto da ScuolaOggi

Io non ci sto - Campagna di iscrizioni alla buona scuola

Retescuole

Pin It
Accedi per commentare

”Vorrei scappare in un deserto e gridare…”

Questo libro svolge brillantemente l'importante compito di far conoscere ad un pubblico "laico" un disturbo di cui i mass media parlano spesso, fornendo tuttavia, come accade non di rado, notizie in gran parte inesatte e talora decisamente errate. E’ scritto da un medico pediatra e da un ingegnere, ambedue genitori di bambini affetti da ADHD, quindi da persone che hanno avuto modo di conoscere il disturbo nelle più intime pieghe della sua quotidianità familiare.

Il primo autore, in quanto pediatra, ha arricchito questa conoscenza con le capacità di osservazione e di comprensione derivate dall'esercizio quotidiano della sua professione: una conoscenza partecipe, quale "l'esperto" estraneo non ha. Nello stesso tempo il linguaggio riesce a essere "laico", quindi con la massima comprensibilità per tutti, ma soprattutto per i genitori, cui specificamente si rivolge. A questi pregi si aggiunge la capacità espressiva degli autori, che rende piacevole la lettura.

Il libro dunque parte da esperienze vissute, che però sono state elaborate ed approfondite attraverso il confronto con gli "esperti" e soprattutto da un lodevole impegnativo studio dei dati scientifici esistenti, che vengono correttamente esposti e sono puntualmente aggiornati. Esso rappresenta anche un significativo documento sulle difficoltà in cui viene spesso a trovarsi un genitore di bambino con ADHD a causa delle disfunzioni organizzative e delle insufficienti conoscenze che si trovano anche tra i medici, ampiamente testimoniato da un buon numero di lettere di genitori, non poche delle quali devono far riflettere i medici e in particolare i neuropsichiatri su un certo tipo di errore che è stato a lungo commesso. Un errore che fa parte di uno stereotipo culturale derivante da vecchie teorie o da cattiva interpretazione delle stesse e che si basa sull'assunto "la colpa è sempre dei genitori"! Com'è successo per l'autismo (potremo mai calcolare il danno e la sofferenza che questa impostazione ha provocato nei genitori e di conseguenza nei figli?), ora continua, a volte, per l'ADHD.

Già da anni la letteratura scientifica ha contraddetto queste teorie relativamente all' autismo e all'ADHD, ma evidentemente non tutti si aggiornano. Ben lungi dal negare che tante problematiche del bambino dipendano dall'ambiente e soprattutto da quello familiare, ma bisogna saper distinguere e non imputare allo stato d'ansia riscontrabile nella madre, ad esempio, la causa della patologia del bambino. Questo suggerisce una insufficiente capacità di approfondire i meccanismi della relazione interpersonale e a volte appare un modo del terapeuta di scaricare ad altri le responsabilità: «La colpa è di voi genitori, curatevi voi altrimenti io non posso far nulla per il bambino!». Anche nei casi in cui vi è una responsabilità più o meno ampia dei genitori, l'atteggiamento del terapeuta deve essere diverso, non accusatorio ma, secondo il proprio ruolo, "terapeutico", cioè di indirizzo, di richiamo e di ricerca della collaborazione da parte del genitore.

Più o meno indirettamente il libro mette in luce anche un'altra carenza che a volte si riscontra in alcuni operatori neuropsichiatrici (non solo in Italia): l'insufficiente conoscenza di tecniche terapeutiche in senso lato. Essi sono preparati per un solo tipo di psicoterapia efficace per alcuni disturbi, mentre non hanno evidentemente conoscenza di altre tecniche di intervento terapeutico non farmacologico, efficaci per altri tipi di disturbo. Questo perché è necessaria una maggiore capacità del terapeuta di usare approcci diversi in rapporto a problematiche diverse. Il libro non manca da questo punto di vista di segnalare interventi semplici ma talora molto efficaci di guida ai genitori e agli insegnanti.

Un libro per laici, che sarà utile pure ai medici e agli altri operatori del settore, perché dà un panorama scientificamente corretto dell'ADHD e degli interventi da adottare in favore di coloro che ne soffrono e anche perché riporta, attraverso le lettere dei genitori, una istruttiva esperienza di casi clinici.

autore: Raffaele D'Errico, Enzo Aiello

illustratore: S. Deflorian

editore: AIFA

L’arte di essere normale

L’arte di essere normale, romanzo pluripremiato d’esordio dell’autrice inglese Lisa Williamson, tradotto in 9 lingue, ha dato avvio a un importante dibattito su tematiche LGBT, trattando la storia di un adolescente transgender. 

Lisa Williamson ha lavorato a lungo in un centro di supporto a ragazzi adolescenti nell’ambito dell’identità di genere e ha riportato la sua esperienza personale in questo racconto.

Narrato con estrema semplicità dello stile, ironia e leggerezza, è senza ombra di dubbio una storia forte, su un adolescente transgender in conflitto con la sua identità.

Leggi tutto...

Padri e Figlie istruzioni per l'uso

"[…] il cuore non deve appartenere al papà. Il cuore di una ragazza deve essere libero. Libero di diritto.
Guai a quei padri "idoli "che rendono impossibile un altro amore. Guai a quei padri così assillanti da impedire di vivere una vita propria. Guai infine a quei padri assenti che costringeranno la figlia a una ricerca lunga tutta una vita."

Leggi tutto...