Intervista a Lodovica Cima autrice di Pane e cioccolato

Nina e Susi sono amiche del cuore, stanno molto bene insieme e hanno molte cose in comune, tranne…il colore della pelle. A scuola tutte le chiamano "pane e cioccolato". Nina sogna una principessa color cioccolato, proprio come lei, ma ha paura di essersi sbagliata perché i suoi compagni dicono che è impossibile: non esiste qui una principessa così. E anche a casa, nel libro di fiabe della mamma, una principessa nera non si trova. Così mamma e papà, insieme alla sua amica Susi organizzano una caccia alla principessa color cioccolato, fanno una spedizione in biblioteca e fra le pagine di un libro scoprono Akira, una principessa africana, bella e anche coraggiosa.

Questa è la storia di una bambina nera, arrivata in Italia attraverso un'adozione internazionale, che esprime il proprio senso di estraneità in mezzo a gente dalla pelle "bianca come la panna", descritta nel libro Pane e Cioccolato.

L'autrice Lodovica Cima, nota scrittrice di libri per l'infanzia, ha deciso di devolvere le royalties del libro all'Associazione GenitoriChe e le chiediamo come mai.


Mi è stato chiesto di pensare all'adozione e alla vita in Italia di bambini di altre etnie e conoscendo bene il mercato librario, perché me ne occupo da vent'anni, so che non esisteva una storia centrata sulla vita dopo l'arrivo nel nostro paese e l'adattamento in famiglia del bambino adottato. È un tema che mi è molto caro perché ho due cugini adottati e offrire la mia professionalità all'associazione mi è sembrato il modo più "naturale" di rendermi utile.

Si parla spesso di razzismo, lei crede che i bambini siano razzisti ?
Io credo che i bambini abbiano degli istinti che non sanno ben definire e di cui spesso non sono molto consapevoli, istinti di difesa o di conservazione dello status quo, che sono più un'esigenza inconscia di lasciare le cose in ordine e avere dei "recinti ben definiti" che li aiutino a orientarsi. Quindi no, non credo che i bambini siano razzisti, ma vanno accompagnati nel cambiamento, nelle relazioni e nelle novità che incontrano.

Ritiene che un sito come questo possa essere un veicolo utile per messaggi come la multiculturalità?
Il web e questo sito in particolare sono certamente il punto di incontro e informazione per tutti i genitori sensibili a certe tematiche e curiosi di approfondire temi e aspetti dell'essere genitori, meno ovvi e meno gridati. Il sito non basta, deve essere il punto di partenza per approfondire, concretizzare progetti, studiare problemi o lanciare iniziative...


Lodovica Cima vive e lavora a Milano, dove si è laureata in Letteratura italiana comparata alla Letteratura inglese, dopo essersi diplomata come maestra elementare. È sposata, ha due figli. Da più di quindici anni lavora nell'editoria per ragazzi. Ha creato e diretto per nove anni la collana di narrativa per ragazzi "La giostra di carta" per Bruno Mondadori Editore. Insegna al Master per L'Editoria istituito dall'Università degli studi di Milano e dalla Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori. Partecipa a giurie di premi letterari riservati ai ragazzi e scrive, oltre a romanzi e fiabe che si trovano in libreria, anche testi scolastici e parascolastici.

Vai alla recensione del libro; Pane e cioccolato

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L'autrice non dà soluzione preconfezionate, ma analizza i problemi di tutti i giorni, che lei stessa mamma, di due bimbi di 2 e 4 anni all'epoca della stesura del libro, ha provato e soprattutto non trascende da quello che sono i genitori. Per capire il bambino che abbiamo davanti occorre ascoltare il bambino che siamo stati. Le emozioni dei nostri bambini allora hanno radici profonde, quello che non sopportiamo in loro tocca le corde più intime del nostro essere.

Oltre ad esaminare sotto nuovi aspetti le problematiche più comuni dei bambini e ad offrire spunti di riflessione, Filliozat descrive quali sono le emozioni più diffuse del vivere quotidiano per aiutare a cogliere quanto c'è di gioioso in ogni attimo della vita con i figli.

Questo libro potrebbe a prima vista rientrare nel filone dell'intelligenza emotiva introdotta da Goleman (Daniel Goleman, L'Intelligenza emotiva, ed. Rizzoli, 1996), ma a mio avviso ha qualcosa in più. Oltre a "partire dal basso", nel senso che si cala nei panni della mamma e del papà, è più vicino alla nostra sensibilità europea, a cui sta stretta il libro-manuale. L'autrice cita in bibliografia Alice Miller, la psicoterapeuta zurighese che ha descritto e documentato la sofferenza inespressa dei bambini e la difficoltà dei loro genitori a essere disponibili a capirla.

Questo libro si può non amare, si può non condividere in parte o del tutto, ma sicuramente colpisce il genitore che lo legge e, oserei dire, nella maggior parte dei casi fa scaturire delle emozioni che si credevano sepolte. Nel mio caso ha rivoluzionato il mio modo di essere madre."

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editore: Pickwick